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Tutti gli articoli con tag céline

Velina o calciatore, altro che scrittore!, di Gordiano Lupi

pubblicato da Andrea Coccia

Velina o calciatore, altro che scrittore!, di Gordiano Lupi Il mondo editoriale contemporaneo sembra soffrire di una strana malattia che lo sta mangiando dall’interno come un tumore irrefrenabile. I sintomi di questa malattia sono, per esempio, la presenza continua di scrittori tuttologi che affollano i salotti televisivi, la dittatura editoriale del cartello Mondafeltrinellieinaudi, il fenomeno degli scrittori panettone che puntualmente sfornano i loro burrosi bestseller canditi ogni santo Natale, e la lista potrebbe andare avanti ancora per un bel po’.

Gordiano Lupi, in questo volume oscillante tra la narrazione e il pamphlet, non risparmia quasi nessuno di questi grotteschi sintomi del degrado qualitativo e morale di una filiera editoriale il cui scopo sembra essere ormai semplicemente l’autoconservazione di se stessa.

Ma se fosse per questo, se fosse solo per smascherare alcune delle tante magagne che offre il teatrino dell’editoria italiana, leggere Velina o calciatore, altro che scrittore!, edito un paio di mesi fa dalle Edizioni Historica, non sarebbe un grande spasso, anche perché la maggior parte dei fenomeni di cui parla Gordiano Lupi sono ben noti agli addetti ai lavori e non solo. E farebbero anche rabbrividire, e forse strapperebbero anche qualche lacrimuccia ai lettori più sensibili se non fosse che Lupi, unendo alla sua toscanità verace, la lezione di Bianciardi e, in qualche modo, anche di un certo Céline, riversa su tutto questo baraccone una sanissima e liberatoria rabbia sarcastica.

E’ tutto qui il trucco: spostare l’asse dello sguardo. Non mi ricordo più chi diceva (o forse me lo sto inventando?) che se una cosa la racconti guardandola dal basso verso l’alto il tuo tono sarà quello della tragedia, e subirai la materia senza scampo, soffocando sotto la sua pesantezza, mentre se la racconti dall’alto verso il basso il racconto sarà dotato della leggerezza dell’ironia o del sarcasmo e la materia del tuo racconto, seppur tragica e pesante, verrà depotenziata, disinnescata, tanto che basterà una risata a seppellirla.

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Polemiche, sette interviste a Louis Ferdinand Céline ripubblicate da Guanda

pubblicato da Andrea Coccia

Polemiche, sette interviste a Louis Ferdinand Céline ripubblicate da Guanda Pochi autori, nella storia delle letteratura di ogni tempo e paese, sono stati attaccati e messi in discussione quanto Louis Ferdinand Destouches, per la storia della letteratura semplicemente Céline, autore di alcuni dei pilastri della letteratura del novecento come il Viaggio al termine della notte e Morte a Credito, ma anche di alcuni pamphlet, come Bagatelle per un massacro, che hanno gli sono valsi accuse di antisemitismo e di filo nazismo.

Per cercare di capire meglio la complessa personalità di questo incredibile scrittore non c’è niente di meglio che sentire la sua stessa voce, o meglio, leggerla, scorrendo quei suoi lunghi e celeberrimi monologhi polemici in cui si trasformavano quasi tutte le sue interviste e a cui queste sette, ripubblicate pochi mesi fa da Guanda precedute da una interessante introduzione di Ernesto Ferrero, non fanno eccezione.

Dai discorsi sullo Stile, incontestabile baricentro dell’attività letteraria di Céline, alle opinioni sulla scrittura, sulla modernità, sulla guerra, queste interviste – che pur peccano di scarsa attenzione redazionale, con ogni probabilità già presente negli originali fracnesi – hanno il pregio di fornire un’immagine diacronica e a tutto tondo dello scrittore francese. Un libro senz’altro interessante per fare qualche passo in più nel complesso universo céliniano.

Louis Ferdinand Céline
Polemiche 1947-1961
con un introduzione di Ernesto Ferrero
Guanda
euro 12,50

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Esce il 6 maggio il nuovo numero di Satisfiction, il primo dopo il debutto di Vasco Rossi da editore

pubblicato da Andrea Coccia

Esce il 6 maggio il nuovo numero di Satisfiction, il primo dopo il debutto di Vasco Rossi da editore Sarà in distribuzione gratuita in tutta Italia a partire dal 6 maggio il nuovo numero di Satisfiction, l’interessante rivista fondata da Gian Paolo Serino ed edita da Mattioli1885 che da qualche tempo può contare anche sul supporto del re del rock italiano, Vasco Rossi, il quale già era stato protagonista di alcuni numeri della rivista in qualità di autore.

Il numero in uscita, l’ottavo dall’inizio dell’avventura della rivista, conterrà, tra gli altri, scritti inediti di Louis Ferdinand Céline, di Dan Fante, di Henry Roth e di Stephen King, oltre alla solita scarica di recensioni “soddisfatti o rimborsati”, scritte dai prestigiosi recensori che formano la prestigiosa “redazione volante” di Satisfiction.

Via | Affaritaliani.it

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Victor Hugo scelto come simbolo della cultura francese nel mondo.

pubblicato da Andrea Coccia

Victor Hugo scelto come simbolo della cultura francese nel mondo.
Quasi tutte le nazioni del mondo hanno il proprio istituto per tutelare e diffondere il proprio patrimonio culturale nazionale all’estero e ogni paese, solitamente, sceglie di intitolare questo istituto ad un personaggio simbolo della propria cultura; è per questo che il mondo è pieno di sedi della Società Dante Alighieri, di quelle del Goethe Institut, dell’Instituto Cervantes, dell’Instituto Camoes, persino del Confucio Institute.

L’unico a mancare, almeno finora, era l’istituto della cultura francese che, con fare tipicamente français, ha sempre scelto di chiamarsi Institut français, convinto che fosse sufficiente la dichiarazione di nazionalità per sdoganare la propria cultura nel mondo, almeno fino a qualche tempo fa almeno.

Ultimamente infatti, anche i francesi sembrano aver capito che è più utile e più carino (e forse anche più vantaggioso a livello pubblicitario) scegliere il nome del proprio istituto nazionale pescando dal serbatoio dei grandi uomini di lettere che la Francia ha creato nella storia. E quindi, dopo un’attenta analisi, la scelta è caduta su Victor Hugo. Ma sarà quella giusta? Io personalmente avrei suggerito un provocatorio Louis Ferdinand Céline, o un incontestabile Charles Baudelaire, o un Gustave Flaubert qualsiasi, ma in fondo va bene anche così.

Via | MagazineLittéraire

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Libri da ripubblicare: una timida richiesta agli editori.

pubblicato da Andrea Coccia

Libri da ripubblicare: una timida richiesta agli editori. L’idea non è certo originale, lanciata ad ottobre dal blog Samgha e ripresa con molto seguito dall’interessante e graffiante rivista Satisfiction, diretta dal giornalista Gian Paolo Serino, ha ormai raggiunto una certa popolarità ed si è concretizzata in una lunga lista di segnalazioni, libri mai stampati in Italia, o stampati anni fa e ormai dimenticati, dai libri dimenticati dei classici come I diari di Tolstoj, le Bagatelle o Nord di Louis Ferdinand Céline, l’Antologia dello humor nero di Bréton, fino ai contemporanei italiani, come Pontiggia o Del Giudice.

Il discorso mi trova assolutamente d’accordo, convinto come sono che il maggior problema dell’editoria contemporanea, affogata nelle centinaia, migliaia di nuove uscite mensili (spesso inutili), feticci di una letteratura che svapora in poche settimane, sia proprio quello di mantenere il contatto con la storia della letteratura, una storia il cui filo bisogna preservare ogni giorno per non finire sepolti da tonnellate di “attualità” inservibile, rancida fin dal secondo giorno dalla pubblicazione.

Nel mio piccolo avrei una richiesta da fare agli editori, sperando che qualcuno di quelli che possono esaudirmi legga per caso queste righe, si tratta di un libro di Michele Mari, una raccolta di articoli e interventi saggistici intitolata I demoni e la pasta sfoglia, un libro che, stampato nel 2004 dalla Quiritta di Roma, risulta introvabile, così come la casa editrice, svaporata nel silenzio nel 2005.

Michele Mari
I demoni e la pasta sfoglia
Quiritta
Introvabile

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Il primo blog italiano dedicato a Louis Ferdinand Celine

pubblicato da Andrea Coccia


E’ con grande piacere che vi segnalo l’esistenza di un blog, il primo in italia dedicato interamente all’opera di Louis Ferdinand Celine, uno dei più grandi scrittori del novecento (di cui è appena uscita un’immensa biografia a cura di Marina Alberghini , curato da Andrea Lombardi e Gilberto Tura.

Il blog, online da quasi due anni, è molto ben fatto, frequentemente aggiornato e, soprattutto, ricco di materiale, schede bibliografiche sul medico francese, segnalazioni, recensioni, estratti, news, insomma tutto ciò che circonda il mondo e le opere di questo grande scrittore, troppo spesso stigmatizzato per i suoi eccessi e per quel suo modo scorbutico e anticonvenzionale di porsi verso il pubblico e verso la società.

Un utilissimo punto di riferimento, dunque, sia per gli appassionati sia per i neofiti, quelli (spero sempre più numerosi) che si avvicinano al dottor Destouches, in arte Céline, uno dei più grandi interpreti della realtà umana e del dolore della modernità.

Via | Louis Ferdinand Céline Blog

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L'angelo sinistro, di Fabrizio Roych

pubblicato da Giammarco Raponi

La condanna all’uomo Céline anarchico, razzista, insolente e verbalmente violento, è ormai consolidata, unanime. I suoi libelli antisemiti parlano da soli, non hanno bisogno certo di interpretazioni.

Ma c’è un altro aspetto su cui troppo poco si indugia: il Céline scrittore. Passati ormai sessant’anni (certe volte invano, me ne rendo conto) dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ci si può chiedere se è il caso o meno di scindere le due entità: l’uomo e lo scrittore.

L’angelo sinistro di Fabrizio Roych, appena uscito per i tipi di Maremmi editore - Firenze Atheneum, è un libro breve, ma molto ben articolato, che si propone di ripercorrere con tappe anch’esse brevi, la a dir poco travagliata vita di questo scrittore.

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