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Tutti gli articoli con tag boris pahor

Boris Pahor narra di una primavera difficile

pubblicato da Roberto Russo

Boris Pahor narra di una primavera difficileÈ la primavera, con la sua forza dirompente e con tutte le difficoltà del risveglio, che permea il romanzo Una primavera difficile di Boris Pahor edito da Zandonai. Forza e rigoglio rese plasticamente anche dalla bellissima immagine di copertina (Cose che accadono # 44 di Alessandra Spranzi): due mani che, tra la I e la IV di copertina, reggono un ramo di ciliegio. O lo spezzano? È in questo gioco tra il nascere e l’uscire da se stessi che si sviluppa il romanzo di Pahor.

Il treno correva rapido nella pianura olandese dondolando con incredibile dolcezza sulle sue molle. Una dolcezza quasi eccessiva per loro, che non erano abituati a una simile comodità e che, per la maggior parte, non erano nello stato d’animo di poterla godere […] Sedeva accanto al finestrino. Dapprima era rimasto disteso, con le gambe allungate sotto il sedile di fronte; abbandonandosi allo stordimento di quel dondolio ovattato il corpo riposava. Poi, quando erano comparsi i mulini a vento, si era messo a sedere; un movimento automatico dettato dalla meraviglia per le rare casette di contadini lungo il binario […] Cercava in esse i segni della storia umana, l’immagine della vita che i veri uomini avevano continuato a vivere durante la sua assenza; la cercava con occhi stanchi e increduli (pagg. 3-4)

Siamo nel maggio del 1945, il 4 maggio per la precisione, e Radko Suban, reduce dai campi di concentramento nazisti, per guarire dalla tubercolosi è destinato ad un sanatorio vicino Parigi. Un viaggio, quindi, simboleggiato dal treno con cui si apre il romanzo. Ma non tanto – o non solo – un viaggio fisico, quanto un viaggio di guarigione nei confronti della vita, nei confronti della storia umana prima e della propria storia dopo. Un viaggio in attesa, come la natura che attende la primavera che scoppia, anche se a volte sembra difficile che il miracolo della vita si compia. E, con la vita, sboccia l’amore. Un testo denso, narrato con maestria da Boris Pahor. Un testo che si legge d’un fiato e, per quel che mi riguarda, andrà tra i libri più belli che ho letto in questo 2009.

Boris Pahor
Una primavera difficile
Zandonai, 2009
pp. 333, euro 18

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Si avvicina la consegna del premio Nobel per Letteratura: ecco il primo TotoNobel

pubblicato da Andrea Coccia

Si avvicina la consegna del premio Nobel per Letteratura: ecco il primo TotoNobel Come ogni anno in questa stagione, mentre le foglie iniziano a seccare e i vento girano portando via i rimasugli del caldo estivo, sale in cattedra la discussione sui possibili vincitori del Premio Nobel per la Letteratura, che verrà consegnato giovedì 8 ottobre a Stoccolma. L’anno scorso il francese Le Clezio, seppur presente in alcune liste di possibili vincitori, era stato per moltissimi una assoluta sorpresa. E quest’anno? A chi andrà l’ambito premio, chi sarà il più importante scrittore del 2009?

I nomi che circolano sono, più o meno sempre gli stessi, si va dagli americani Gore Vidal, Philip Roth e Joyce Carol Oates alla canadese Margaret Atwood, dagli israeliani Amos Oz, David Grossman e Abraham Yehoshua ai sudamericani Mario Vargas Llosa e Carlos Fuentes, qualcuno parla anche (e non è una novità) del grande Bob Dylan, ma a molti, compreso chi scrive, pare un po’ un’esagerazione.

Voi che ne dite? Chi sarà il Premio Nobel per la Letteratura 2009? Per quanto mi riguarda dico due terzetti, il primo è quello dei possibili composto da Philip Roth, in primis, seguito da Carlos Fuentes e Abraham Yehousha,; il secondo, invece, è quello degli impossibili: Boris Pahor, Milan Kundera e, se dio per una volta fosse italiano, Vincenzo Consolo.

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Al via l'edizione 2009 della Milanesiana

pubblicato da Andrea Coccia

milanesiana 2009
E’ iniziata ieri al Teatro Dal Verme, per il decimo anno consecutivo, la manifestazione culturale milanese più interessante dell’anno, la Milanesiana, ideata da Elisabetta Sgarbi e organizzata in concerto dal Comune e dalla Provincia di Milano, con il sostegno della Regione e della Fondazione Corriere della Sera.

Quest’anno la manifestazione, che dal 22 giugno al 7 luglio riempirà le giornate dei milanesi grazie ad appuntamenti di altissimo livello è dedicata al tema de L’invisibile e ospiterà personaggi del calibro di John Coetzee, Boris Pahor, Piergiorgio Odifreddi, Umberto Eco, Predrag Matvejevic e moltissimi altri.

Per dare un’occhiata al ricchissimo programma di eventi del festival basta andare sul sito internet www.lamilanesiana.it e scaricare il programma in formato pdf.

Via | Lamilanesiana.it

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"Qui è proibito parlare" di Boris Pahor

pubblicato da Andrea Coccia

pahor E’ da pochi giorni nelle librerie “Qui è proibito parlare” , edito da Fazi, il nuovo libro di Boris Pahor, autore ultra novantenne italo-sloveno dalla vita editoriale molto travagliata che finalmente sembra essere riuscito a ritagliarsi il suo spazio, assolutamente meritato, anche nelle librerie italiane, soprattutto dopo l’uscita in Italia nel 2008 del suo capolavoro, “Necropoli“, terribile e durissimo affresco della sua vita di prigioniero in un campo nazista.

In questo suo nuovo romanzo Boris Pahor si occupa di un argomento assolutamente centrale nella sua vita, la lotta per la sopravvivenza dell’identità slovena a Trieste. E’ proprio a Trieste, infatti, che, durante il ventennio fasciasta, per la prima volta fu messa in atto una vera e propria politica di pulizia etnica con l’obiettivo di epurare qualsiasi cosa di sloveno ci fosse in città, dagli abitanti di origine slovena fino ai palazzi, dalle scritte fino alla lingua. Un episodio ancora molto oscuro della nostra storia recente.

Forse anche la storia editoriale italiana di Boris Pahor che fino all’anno scorso era praticamente sconosciuto, fa parte di questo capitolo oscuro della nostra storia, il capitolo che riguarda la discriminazione della minoranza slovena. Perché intanto che qui in Italia il suo lavoro veniva ignorato, Pahor collezionava premi e onorificenze in tutto il mondo, segnalato più volte per il premio Nobel, insignito nel 1992 del Premio Preseren, il massimo riconoscimento sloveno, nominato in Francia Officier de l’Ordre des Arts e des Lettres e insignito dal governo francese della Legion d’Onore. Chissa come è potuto accadere.

Boris Pahor
Qui è proibito parlare
Fazi
euro 19,00

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