Hanno ancora senso, oggi, le biblioteche? Oggi che (in teoria) chiunque (o quasi) può permettersi di comprare libri, che i libri si scaricano a pochi centesimi dalla rete (per chi ha l’eBook reader)? Che senso ha sostenere le biblioteche e il prestito pubblico gratuito?
Una appassionata dichiarazione d’amore alle biblioteche della sua vita viene dallo scrittore Alan Bennet (che personalmente amo molto) che scrive in un articolo sul London review of Books quanto sia importante ancora oggi per i ragazzi, avere a disposizione delle biblioteche.
E non solo “qualche biblioteca” di pregio, storica, magari lontana dalla periferia. No. Bennet parla di biblioteche locali, quelle che nel quartiere in teoria ci arrivi anche a piedi.
“Nelle attuali battaglie per preservare le biblioteche pubbliche non è stato messo abbastanza in risalto il ruolo del biblioteche come “luoghi”, non solo come servizi – spiega – Per un bambino che vive in un appartamento, dove lo spazio è un lusso e la quiete non è sempre facile da trovare, la biblioteca è il paradiso. Ma, detto questo, una biblioteca deve essere comoda e raggiungibile”
Continua a leggere: Le biblioteche sono ancora importanti. Parola di Alan Bennet
Personalmente credo che ogni tipo di iniziativa, per quanto bizzarra, che metta al centro un libro specifico (o la forma libro) sia da encomiare. Soprattutto nel nostro Paese, dove l’attenzione per la pagina scritta – al di là del marketing editoriale – langue da sempre, sia a livello istituzionale (pensiamo allo stato delle nostre biblioteche) che a livello di informazione culturale.
Quelle che vi segnalo qui sono bizzarre iniziative che coinvolgono i settori più diversi – dalla moda al giardinaggio all’enogastronomia – e che rendono protagonista un libro.
Ho trovato ad esempio meravigliosa e geniale l’idea di realizzare un giardino-labirinto immaginato da Borges in Il giardino dei sentieri che si biforcano, contenuto nella raccolta Finzioni (inaugurerà oggi alla Fondazione Cini in laguna, nell’isola di san Giorgio Maggiore).
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Diciassette capitoli per raccontare, in modo a-sistematico, come è stata la vita guardandosi indietro, a settantanni. E’ uscito ieri ‘Non so che viso avesse’, una sorta di autobiografia del cantante Francesco Guccini, corredata da una corposa appendice critica dell’italianista e poeta Andrea Bertoni.
E così, fra le chicche, i ricordi delle osterie più amate, della passione per la lettura e delle biblioteche preferite, della generazione dei suoi antenati mugnai, e della giovinezza, in cui è stato giornalista, e studenti universitario, fino alla passione precoce per la musica.
E delle canzoni, anticipa Repubblica, Guccini non parla. Fa solo un’eccezione, per ‘La locomotiva’, da una cui strofa è appunto tratto il titolo del libro.
Francesco Guccini
Non so che viso avesse
Mondadori
18 euro
Via | Repubblica
Il piacere della lettura non ha età. Lo dimostra una insolita intervista ad un signore intervistato in quanto ‘lettore’. Un lettore di novant’anni, di tutto rispetto anche per questo.
E’ carino leggere le sue parole quando ricorda che nel suo paese (a Gairo Taquisara, in Ogliastra) non c’erano edicole e librerie, nè tantomeno biblioteche, e i libri lui se li faceva arrivare tramite il treno merci. Ha iniziato a 9 anni, nel 1928, con Salgari. Una lettura durata quasi un secolo, anche sotto le armi durante la campagna di Russia. E tutt’oggi, quando il signor Delfino dichiara di essere assorbito dalla storia di 999 L’ultimo custode, di Carlo A. Martigli.
E fa tenerezza leggere il suo consiglio: “La… cosa indispensabile è la curiosità, che non deve mai venir meno, perché tiene la mente sveglia e allenata. Una persona priva di curiosità è come se fosse spenta. E ciò indipendentemente dall’età”. Come dargli torto? Conoscete altre storie di ‘lettori esemplari’? Non tenetele per voi, raccontatecele!
Via | Graphomania
Foto | Flickr

Ecco un’altra bella iniziativa nata dal cuore e dalla fantasia delle biblioteche italiane. Dopo il libro-baratto (ultima segnalazione in ordine di tempo), vi parliamo oggi del libro a domicilio.
Siamo a Fiesole, in questo caso, e stiamo parlando di un servizio di biblioteca a domicilio.
Gli utenti a cui si rivolge sono ovviamente quelli per necessità (cronica o meno) bloccati in casa. Anziani, diversamente abili, ma anche spero io, malati o donne con bimbi piccoli, per cui non è facile spostarsi.
A gestire l’iniziativa, per cui ora parte anche un corso di formazione, sono dei giovani volontari. Da imitare davvero.
Via | Il reporter
Foto | Flickr

Ecco un’iniziativa molto carina che ci piace segnalare nella speranza che altre biblioteche seguano l’esempio. L’idea parte dalla biblioteca di Maranello, in provincia di Modena, che ha ideato un modo carino per far risparmiare i suoi utenti, e riciclare libri che non si vogliono più.
Infatti anche per quest’anno la biblioteca ospita per tutto il mese di ottobre l’iniziativa ‘Libro baratto’.
Il meccanismo è semplice. Ovvero, si porta in biblioteca un libro che si vuole dar via e in cambio se ne riceve un altro, direttamente dalla biblioteca. Si tratta di titoli di cui evidentemente la biblioteca vuole disfarsi, e invece di buttarli li pone a disposizione degli utenti, che possono sceglierli.
Conoscete altre iniziative del genere? Segnalatecele.
Via | Sassuolo2000
Foto | Flickr
Abbiamo cercato di dare visibilità a coloro che, grandi o piccoli editori, si sono impegnati a esprimere la loro solidarietà donando denaro o libri agli sfollati delle tendopoli dell’Aquila.
Fra le tante iniziative, da segnalare in particolare la raccolta di libri che sta facendo la trasmissione di RadioTre Fahrenheit (basta spedire al loro indirizzo i propri libri preferiti, provvederanno a recapitarli), ma anche l’impegno di Aie (Associazione italiana editori) che oltre a promuovere una raccolta di libri per l’immediato, farà, “a ricostruzione avvenuta, una seconda, ancor più sostanziosa donazione per le biblioteche locali”, come dice il presidente, Federico Motta.
Anche l’Ali (Associazione librai italiani) ha deciso di fornire dei contributi economici ai librai che vorranno inviare libri ai terremotati, anche attraverso la Croce rossa.
Booksblog si occupa spesso delle iniziative culturali delle biblioteche italiane, e ultimamente vi avevamo anche chiesto di suggerire idee che secondo voi servirebbero a migliorare il loro servizio. Qualcuno aveva giustamente commentato che - altro che ‘idee innovative’ - in Italia alle biblioteche mancano i fondi per i servizi essenziali.
Riprendiamo questo tema perchè, dopo la chiusura pomeridiana della Biblioteca nazionale di Roma, arriva un allarme anche da altri poli culturali statali. Leggo ad esempio che alla Braidense di Milano ‘mancano i fondi anche per rilegare i periodici’.
Non va meglio a Firenze, dove la direttrice ha ‘convinto il personale a fare gli straordinari’ fino a giugno. O a Napoli, dove ‘il personale che va in pensione non viene rimpiazzato’. Molti chiedono quando si avvierò la realizzazione promessa dal Governo del museo del libro. Ma forse le priorità da affrontare sono altre.
Continua il nostro lavoro sul nuovo progetto relativo alle aziende italiane votate e commentate dal pubblico del web. Il widget sotto mostra le attività e aziende a voi più vicine, con la possibilità di scegliere una differente località.
Ogni tanto vi chiederemo di giudicare e commentare aziende, attività commerciali ecc. Questa volta tocca alle biblioteche pubbliche e private.
Nel frattempo stiamo lavorando per aggiungere una funzionalità per segnalare le aziende mancanti nel nostro archivio. Cosa ne pensate? Fateci sapere nei commenti.
Lo spunto per questo post viene da una notizia: e cioè che domani e dopodomani Milano ospita la fiera Bibliostar 2009, a cui partecipano aziende e privati che propongono, leggo, servizi, tecnologie e arredi per le biblioteche.
La mia proposta ai bibliotecari che ci seguono è invece molto più semplice: ma perchè nessuno trova il metodo per garantire una migliore conservazione delle copertine dei libri che vengono resi disponibili per il prestito? Purtroppo i libri che arrivano già al settimo-ottavo prestito ti giungono fra le mani molto rovinati, ed è fisiologico, ovvio.
Allora la mia modesta proposta è questa: perchè non acquistare quelle belle copertine trasparenti che pubblicizzano ovunque, e consentono di foderare un libro in modo da mantenerlo meglio nel tempo? Ma, dicevo, è solo un piccolo e banalissimo suggerimento. Se avete altre proposte per rendere migliore la vostra biblioteca, scriveteci.
Via | Pubblica Amministrazione
Foto | Flickr