Il sottotitolo dal sapore wertmulleriano del libro Nonostante il Vaticano di Gianluca Ferrara è esplicativo di quanto potremo leggervi: La storia degli uomini in nero che, dalla strada, vivono accanto a chi soffre denunciano con il loro esempio le ipocrisie e gli affari sporchi compiuti all’ombra della cupola di San Pietro. Il testo di Ferrara, quindi, è una sorta di contrapposizione tra la chiesa gerarchica e quella militante, per utilizzare una terminologia in voga qualche tempo fa.
In questo libro […] ho preferito dare spazio a figure di preti scomodi perché dietro alle loro battaglie a tutela dell’ambiente, dei diritti delle minoranze, dei tossicodipendenti, degli extracomunitari, degli omosessuali e di tutti i lebbrosi del XXI secolo, soffia forte lo spirito di Dio. Uno spirito di amore che trapela dai loro occhi, uno spirito di accoglienza, umiltà, tolleranza e totale disponibilità agli altri. Sono preti scomodi nei cui occhi traspare una sete di giustizia e di pace (pag. 35)
Tra le tante figure di preti scomodi che vengono presentate – e ce ne sono anche se non ne sentiamo spesso parlare perché, come si dice, fa più rumore un vaso che cade che una foresta che cresce – ho apprezzato molto la figura di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, e del suo leitmotiv “la chiesa del grembiule”. Una delle tante persone scomode, ma giganti, che rendono testimonianza vera e credibile al messaggio evangelico. Unica nota stonata, a mio vedere, in questo testo è l’introduzione di Beppe Grillo, che dice cose un po’ ovvie e scontate: personalmente non l’avrei scelto e avrei preferito che fossero le gesta dei personaggi presentati ad essere eloquenti di per sé.
Gianluca Ferrara
Nonostante il Vaticano.
La storia degli uomini in nero che, dalla strada, vivono accanto a chi soffre denunciano con il loro esempio le ipocrisie e gli affari sporchi compiuti all’ombra della cupola di San Pietro
Castelvecchi, 2010
ISBN 978-88-7615-384-6
pp. 128, euro 12
Niente comizi, niente invettive. Solo discorsi edificanti ed un appello a favore della cultura. Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del Libro di Torino, fa sapere, attraverso le pagine de “La Stampa”, che nell’occasione si dovrà parlare solo dell’importanza dei libri.
Grillo, dal suo blog, risponde senza mezze misure con la solita chiarezza:
Belin, questa è censura preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire?
La Fiera del Libro di Torino, che si trascina le polemiche legate alla partecipazione dello stato di Israele come ospite d’onore, accusa l’ennesimo colpo. All’invito al boicottaggio del professor Angelo D’Orsi ed alla rinuncia dello storico Ilan Pappe, autore de “La pulizia etnica della Palestina”, si aggiunge il forfait di Beppe Grillo, invitato come ospite a sorpresa per la giornata di chiusura.
Grillo, da parte sua, rilancia. Lunedì 12 maggio, dalle 14,30, ma da casa sua ed in diretta streaming, parlerà senza censure di libri e non.
Ho letto la segnalazione di questo libro, edito da Selene, su “Il Velino”, l’agenzia di informazione che ha per direttore Daniele Capezzone.
Interessante il metodo seguito:
“Per tre anni gli autori (il saggista Fleishner e la linguista Federica De Maria) hanno seguito il suo blog e lo hanno ‘smontato’ per analizzarlo - dice Targia - Abbiamo assistito in giro per l’Italia a una decina di spettacoli di Grillo…. abbiamo intervistato 300 spettatori al Palaeur di Roma prima e dopo il suo show, abbiamo rovistato archivi e spulciato giornali”
Uno studio che nel 2007 figurava nel catalogo Longanesi, ma che la casa editrice ha deciso di non pubblicare per una diffida arrivata dagli avvocati di Grillo. Il quale, d’altronde, si è sempre rifiutato di incontrare gli autori, nonostante le loro ripetute richieste.
“Si tratta di un comunicatore strepitoso, uno dei pochissimi ad aver messo la fisicità sul web - scrive Targia - Però ha il grandissimo limite che non accetta confronti, non partecipa a dibattiti e non ha dialogo con nessuno: il suo è puro monologo”.
Via | Il Velino