François Bon lo abbiamo già incontrato qualche settimana fa, quando ci eravamo soffermati sull’inesauribile dibattito che circonda l’ormai assodato passaggio dal cartaceo al digitale. Un’occasione, fondata sul contraddittorio, che vedeva contrapporsi due voci rappresentative di entrambe le correnti di pensiero più evidenti, allora le avevamo definite con le parole di Umberto Eco, Apocalittici & Integrati, quella di Frédéric Begbeider, ostilissimo rappresentante della prima visione di pensiero, e quella del suddetto Bon, propositiva ed ottimistica.
Quel che mi preme approfondire in questo momento è proprio la posizione di Bon che, ben lungi da poter essere inquadrata come una “semplice e banale accettazione dell’inevitabile”, si presenta come una specie di ermeneutica del passaggio. In “Après le livre” un testo (pubblicato in Francia a fine settembre di quest’anno) che sembra essere nato per guidare naturalmente, come una mappa di stelle notturne, François Bon si spinge oltre, tracciandoci i sentieri del suo stesso percorso. Un cammino che procede per tentativi e non dimentica le basi essenziali della formazione “evidentemente cartacea” per rintracciare, all’interno di quegli stessi capolavori che sulle pagine hanno visto la luce, le ragioni di un passaggio che, forse, era già insito nello stesso svolgersi ed evolversi delle cose.
[…] Non ci sono libri dei Fiori del Male al di là del primo che ci ha permesso di leggerli e di questa relazione affettiva che assocerà ai nostri occhi, e forse per sempre, il libro e la lettura. Ma dal momento in cui siamo realmente entrati nella lettura attiva di Baudelaire, non c’è nient’altro che diffrazione e nuvola. L’opera principale di Baudelaire non è mai stata un libro. […]

Alessandro Piperno si lancia alla scoperta del più oscuro “rapporto incestuosamente spirituale”, della letteratura francese nel suo libro “Il demone reazionario. Sulle traccie del Baudelaire di Sartre”:
Tutto questo spiega la famosa paresse baudelariana. E qui Sartre è acutissimo nel descriverne le nuances. Perché essa non va intesa come un abbandono perpetuo a uno stato di inattività e apatia. Ma anzi essa si traduce in quella forma di iperattività cerebrale che può condurti alla paralisi. Sartre parla di miriadi di “iniziative istantanee” che vengono fulmineamente disarmate dalla coscienza riflessiva che affonda nella propria stessa gratuità. Una strana forma di pigrizia quindi che non trova il proprio luogo elettivo in un letto o su una poltrona, ma in quaderni fitti di annotazioni inutili su libri che, si sa già, non verranno mai scritti. Ecco perché perfino i sentimenti di Baudelaire nascono-vivono-muoiono nella più sconcertante volubilità e in un sincretismo demoralizzante.
Alessandro Piperno è arrivato a far quello che ci si era forse sempre rifiutati di fare nel panorama letterario dell’ultimo mezzo secolo, giungere alla genesi più intima, rintracciare le ragioni e lo sviluppo di quel confronto cruciale che Sartre intraprese con Baudelaire, suo epigono e soprattutto suo grandissimo demone. Perché nel dandy soave e a tratti arrogante, in quella sua irresistibile “lascivia poetica”, abita il germe di un fascino reazionario che costringeva l’integerrimo Signor Jean-Paul a far i conti con un baratro nichilista che, essendo anche il proprio fantasma e tirandolo subdolamente a sé, ne atteriva e disgustava (oltre ogni misura concepibile) l’amor proprio.
E’ da qualche giorno che la notizia si sta diffondendo in rete, ma il progetto denominato Naked Girls Reading, letteralmente “ragazze che leggono nude” è già attivo da qualche mese negli States, terra da cui spesso arrivano proposte estreme, ma innegabilmente interessanti.
L’idea alla base di quest’ultima è molto semplice: come fai ad attirare l’attenzione della gente al massimo grado di concentrazione? La soluzione migliore e mostrare un po’ di culi e un po’ di tette. E se l’obiettivo della richiesta di attenzione è diffondere un po’ di cultura libraria, basta mettere in mano a qualche affascinante venere nuda qualche libro e farglielo leggere in pubblico.
La lista dei libri letti da queste stupende ragazze è lunga e molto varia, si passa da Allen Ginsberg a Lewis Carroll, da Hans Christian Andersen a Charles Baudelaire, da Bram Stoker a Stephen King. Un grande calderone letterario, dunque, e di ottima scelta.
Certamente il progetto non è dei più politically correct, e qui in Italia, ancor più certamente, non lo vedremo arrivare troppo presto, ma a quanto pare i risultati sono ottimi e il pubblico risponde bene. Voi che ne pensate, non credete che questo potrebbe essere uno stimolo per i pigri lettori nostrani?
Via | JanuaryMagazine
Foto | NakedGirlsReading