Un altro modo per conoscere meglio la vita di uno scrittore che amiamo è quello di sentircela raccontare da un altro bravo scrittore. In questo caso, si tratta di John Banville, irlandese vincitore del Booker prize, con Georges Simenon.
“A chiunque analizza la vita e il lavoro di Georges Simenon nasce inevitabilmente un dubbio: “Simenon era umano? Nelle sue energie, creative ed erotiche, lui era certamente straordinario”. Come ricorda infatti Banville, Simenon (che dichiarò in un’intervista a Fellini per “L’Espresso” di essere andato a letto con almeno 10mila donne), “scrisse 400 romanzi sotto una varietà di pseudonimi, come un numero indefinito di racconti e sceneggiature e alla fine della sua vita, quando non poteva più scrivere, detto pagine di memorie”.
La sua attività ebbe una distrazione solo durante la sua storia d’amore con Josephine Baker, durante la quale scrisse solo 2-3 libri (la lasciò per questo, si dice). Fra le tante curiosità risapute ma che si rileggono con piacere, il rapporto di amore-odio con la madre, la sua prima estimatrice letteraria, Colette, “che gli suggerì di ridurre all’osso il suo stile, di sicuro il miglior consiglio che gli diedero mai, e che lui giustamente colse”.