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Ci sono stati dei disordini, di Luigi Milani

pubblicato da Roberto Russo

Ci sono stati dei disordini, di Luigi MilaniSiamo abituati a sentire parlare dei fatti di Genova: fanno, purtroppo, ormai parte del nostro vissuto e molti di noi ricordano quanto successe dal 19 al 22 luglio 2001 in quel di Genova in occasione del G8. Le storie di quel famoso G8 le abbiamo ascoltate in tv, in radio, lette sui giornali, su siti, blog… Una di queste storie viene raccontata, ora, alla vigilia del decimo anniversario dei fatti, da Luigi Milani nel suo ultimo romanzo dal titolo Ci sono stati dei disordini. La tragedia di una donna al G8 di Genova.

Il romanzo di Milani inizia a ridosso del G8 genoano, si sviluppa in quei giorni – con dei sapienti flashback che contestualizzano alcuni eventi, tanto del G8 in sé quanto dei singoli protagonisti del libro – e si protrae nel futuro, fino ai giorni nostri e oltre, quasi come speranza che, prima o poi, una sorta di soluzione, o, se preferite, di guarigione (e il termine guarigione non è scelto a caso, visto che rientra nelle corde della narrazione) possa finalmente giungere, per tutti quelli che, in un modo o nell’altro, sono stati implicati nei fatti di Genova e, anche, per la memoria collettiva dell’Italia. E l’immagine finale del romanzo resta vivida nella mente del lettore (e nella speranza di molti):

La legge degli uomini può essere di gran lunga peggiore di quella di Dio. Questo è il pensiero che affligge la mente di Silvia, mentre ripone l’ennesimo ritaglio di giornale in un raccoglitore straripante di articoli e fotografie. Ecco perché ha giurato a se stessa che non si arrenderà mai, finché giustizia non sarà fatta. Se è vero che la verità rende liberi.

Luigi Milani
Ci sono stati dei disordini. La tragedia di una donna al G8 di Genova
prefazione di Antonella Beccaria
Arduino Sacco, 2010
ISBN 978-88-6354-296-7
pp. 116, euro 13,90

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Stelle cadenti, un romanzo tra candore ed alienazione

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro Stelle cadenti di Bambino delle stelleNon è facile parlare di Stelle cadenti di Bambino delle stelle pubblicato dalla Arduino Sacco. Rientra in quei libri che non ammettono vie di mezzo: piacciono o non piacciono. A me è piaciuto, anche se qualche difficoltà l’ho trovata.

La prima è nello pseudonimo usato dall’autore che occhieggia ai tanto famosi bambini indaco che, se vogliamo, sono a metà strada tra sciamanesimo e autismo. Uno pseudonimo che esprime al contempo candore ed alienazione, sentimenti, questi, che ricorrono per tutto il testo, visto che il protagonista principale - che è anche l’io narrante - è proprio il bambino delle stelle. Ma proprio questo candore e questo senso di alienazione, questo desiderio di vivere in un mondo altro è anche uno dei principali pregi del testo.

La seconda difficoltà - e al contempo grande pregio, a mio punto di vista - è che non si tratta di un libro. Ed è l’autore stesso a dirlo, sia fra le righe che in una lettera indirizzata al lettore che troviamo a metà libro e che non è presente nell’indice: un messaggio che l’autore vuole mandare solo al lettore che effettivamente si avventura tra le pagine del testo:

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