Vedere Camilleri in ultima posizione (con “L’intermittenza”) è davvero molto strano, ma tant’è. La classifica di questa settimana si apre all’insegna di questa bizzarria del mercato, anche se sappiamo bene che è una situazione del tutto temporanea, dato che questa settimana uscirà il suo nuovo libro, per Sellerio.
Per il resto siamo giunti a una conferma: per la seconda settimana di seguito Silvia Avallone è uscita dalla classifica (ora è diciassettesima), e anche il suo diretto concorrente, Antonio Pennacchi, con sembra passarsela benissimo: nono posto con “Canale Mussolini”. Che stia per finire l’effetto Strega? A scomparire dalla classifica, inoltre, c’è anche Diego De Silva (ma lui era alla prima settimana), che sembra non replicare il successo di “Non avevo capito niente”.
Primo (e incontrastato) è Ken Follett, con “La caduta dei giganti”, seguito a ruota da Giordano e dal libro “Mangia, prega, ama”: una triade, questa, che pare consolidata e destinata a durare ancora per un po’. Almeno fino a quando non verrà pubblicato “Il cimitero di Praga”, il nuovo libro di Umberto Eco, che presumibilmente si piazzerà subito nelle prime posizioni. Ma per ora, a entrare in classifica è De Carlo.
Ancora una volta, come già l’anno scorso tra Scarpa e Scurati, il tanto discusso premio Strega 2010 si è giocato all’ultimo voto, tra la favorita Silvia Avallone con Acciaio e Antonio Pennacchi, con Canale Mussolini.
Alla fine a spuntarla è stato lo scrittore romano di origine veneta, Pennacchi, proclamato ufficialmente vincitore del Premio Strega 2010 dal detentore del titolo, Tiziano Scarpa per il suo Canale Mussolini, edito da Mondadori, casa madre degli ultimi 4 vincitori del premio.
Questa la classifica ufficiale:
Antonio Pennacchi 133
Silvia Avallone 129
Paolo Sorrentino 39
Matteo Nucci 38
Lorenzo Pavolini 32
Come al solito, dopo l’ufficializzazione della cinquina dei finalisti del Premio Strega 2010, l’impressione è quella che in fondo non si tratti più di premio, ma di una sfilata. Come era ampiamente prevedibile, infatti, tra i cinque nomi selezionati per giocarsi il titolo tra poco più di un mese non ce n’è uno inaspettato.
Alla prima posizione troviamo l’esordiente Silvia Avallone con Acciaio (Rizzoli), da molti celebrata come un’ottima penna (concedetemi il diritto di non essere affatto d’accordo), al secondo un altro autore al primo libro, anche e non un vero e proprio esordiente dell’arte del raccontare, il regista Paolo Sorrentino con Tutti hanno ragione (Feltrinelli), un libro francamente scarso il cui successo sembra più legato al grande talento cinematografico di Sorrentino piuttoso che ad altro.
Nelle posizioni successive, poi, troviamo Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori), Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) e, infine, Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango).
Insomma, niente sorprese e sempre più disillusione per un Premio che ormai sembra aver esaurito completamente il suo ipotetico ruolo letterario, abdicando alle necessità aziendali di marketing, ma forse è anche inutile continuare a ribadirlo, forse è meglio lasciar perdere e non sprecare tempo prezioso.
Via | La Stampa

«Il premio Strega è governato da un sistema corrotto. Tutti già sanno chi andrà in cinquina: con la Avallone e Sorrentino se la giocheranno Pennacchi, Pavolini e Nucci». Queste le dichiarazioni assai esplicite rilasciate ad «Affari Italiani» da Raffaello Avanzini di Newton & Compton.
Dei dodici selezionati (qui la lista completa), l’editore Avanzini afferma che - come «tutti già sanno» - i cinque libri finalisti saranno:
Hanno tutti ragione del geniale regista Paolo Sorrentino (Feltrinelli);
Acciaio di Silvia Avallone (Rizzoli);
Canale Mussolini di Antonio Pennacchi (Mondadori);
Accanto alla tigre di Lorenzo Pavolini (Fandango);
Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci (Ponte alle Grazie).
«Ma non mi arrendo», ha continuato l’agguerrito Avanzini, denunciando una vera e propria “stregopoli“, «non faccio certo come Neri Pozza che ha deciso di dire basta ai premi. Io l’anno prossimo mi ripresenterò. Ci vuole qualcuno che si ribelli al sistema e combatta i loro giochetti torbidi“. Ai quali «giochetti», peraltro, lo stesso Avanzini ha ammesso di partecipare.
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