Non capita tutti i giorni di vedere Camilleri a fine classifica (nono, con “Acqua in bocca”, scritto insieme a Carlo Lucarelli), ma tant’è, provvederà il suo nuovo libro appena uscito,”Intermittenza”, a risollevarlo da quella posizione. Ma Camilleri non è l’unica sorpresa di questa classifica un po’ schizofrenica, e che vede nel cinema lo strumento di (ri)lancio di alcuni libri.
Al secondo posto, in concomitanza con l’uscita del film, c’è “La solitudine dei numeri primi” di Giordano, che sta andando incontro a un nuovo successo (se poi questo successo si è mai arrestato); ma di certo il cinema contribuisce anche alla fortuna della quinta posizione, dove la sconosciutillima Elizabeth Gilbert si ritrova in compagnia del suo “Mangia prega ama“, da cui è stato tratto il film con Julia Roberts.
Ne risente così il duello Strega, che vede in vantaggio “Acciaio” (quarto posto) su “Canale Mussolini” (sesto). Non la Mondadori, che si aggiudica tutte e tre le prime posizioni. Vi abbiamo detto della “Solitudine dei numeri primi” al secondo posto; al terzo posto troviamo “I segreti del Vaticano” d Corrado Augias, mentre la prima posizione è occupata da un’altra bomba da classifica, Sophie Kinsella, maga della chick lit, con “I love mini shopping”.
La coppia Camilleri-Lodato ritorna nelle librerie con “Di testa nostra” edito da Chiarelettere, proseguimento di quel “Inverno italiano” uscito – un po’ paradossalmente visto il titolo – l’estate scorsa, una raccolta ordinata cronologicamente degli interventi che la coppia ha pubblicato tra il 2009 e il 2010 su L’Unità sotto il titolo di”Lo chef consiglia”.
Nelle oltre 200 pagine di questo libro Andrea Camilleri e Saverio Lodato scatenano tutta la loro insofferenza verso la povertà culturale e politica dell’Italia contemporanea, senza risparmiare critiche durissime che, grazie al sarcasmo, si caricano di un’energia e una forza prorompente.
Dal divorzio di Berlusconi, all’arte giornalistica di Minzolini, dal G8 all’Aquila agli scandali che hanno travolto Bertolaso e la Protezione civile, dall’attacco a “Gomorra”, alla pantomima sulle celebrazioni dell’unità d’Italia, fino ad arrivare al ddl sulle intercettazioni e oltre: sono queste le scintille che fanno scatenare Camilleri e Lodato, e come dar loro torto…
Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Di testa nostra
Chiarelettere
euro 13,60
La fondatrice della casa editrice Sellerio – Elvira Giorgianni – è morta oggi a Palermo. Era nata a Palermo nel 1936 e ha iniziato a lavorare nell’editoria nel 1970 fondando, con il marito Enzo, la casa editrice che tutti ben conosciamo.
Tra gli autori della casa editrice ricordiamo Leonardo Sciascia (con il quale aveva “scommesso” per una casa editrice siciliana) Gesualdo Bufalino (scoperto proprio dalla Sellerio) e, ultimamente, Andrea Camilleri (in foto con Elvira).
Non solo questi grandi, comunque: tutti noi abbiamo avuto tra le mani i libretti blu – sempre molto curati – della casa editrice. Personalmente ho molto amato i testi dello scrittore russo Sergej Dovlatov (La valigia è un must), i racconti palpitanti di Annie Messina, e, anche se pubblicato con la copertina verde!, il libro La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro Carrera.
Foto | Andrea Camilleri
E’ gustosissimo l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, “La caccia al tesoro”. Protagonista il solito Montalbano, of course, che questa volta ci stupisce per qualche strisciante riflessione, appena abbozzata, sugli spauracchi dell’età.
Arrivato ai 56 anni, a Montalbano vengono i primi dubbi quando si trova a inquietarsi più del dovuto davanti alla scena di una stanza piena di crocifissi, nella casa di due anziani fratelli vissuti come monaca e frate che un bel giorno si fanno prendere dalla voglia di sparare sulla folla di ‘infedeli’.
Nella stanza fra l’altro giace, mutilata, una bambola gonfiabile, che il commissario avrà l’insana idea di portarsi a casa, con grande ’scanto’ (spavento) dell’impareggiabile Adelina, e ira di Ingrid, la bella nordica per cui il tempo non sembra passare, anzi: per lei sembra andare indietro come un gambero.
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Se vogliamo cedere alla tentazione di credere che delle ottime vendite equivalgano a una bassa qualità del prodotto, allora dovremmo dire che il premio Strega, quest’anno, è stato bene aggiudicato. A comparire in classifica, infatti, è Silvia Avallone, al decimo posto con il suo “Acciaio”, mentre Pennacchi pare quasi non aver vinto il più prestigioso concorso letterario italiano, vista la sua settantacinquesima posizione. Ma noi non lasciamo commenti, ci limitiamo a registrare vincitori e vinti.
Minimum Fax in testa, questa settimana, come credo non le sia mai capitato in vita sua; a conferma, tra l’altro, che di questi tempi Camilleri può essere battuto soltanto da se stesso, e senza distanziarsi troppo: dunque “Acqua in bocca” al primo posto, e la “Caccia al tesoro” subito dopo, in seconda posizione.
Il resto, come sempre, è il solito rincicciamento di titoli e autori: Patricia D. Cornwell tiene alla terza posizione (ma gli amanti del genere vadano a comprarsi “L’uomo con due vite” di Håkan Nesser, scrittore nordico quando gli scrittori nordici non esistevano) e la Meyer, con la sua “Breve seconda vita di Bree Tanner“, scende al quarto posto (primi segni di cedimento?) Ma qualche novità, alla fine, c’è.
Eccola, l’invasione di vampiri: al secondo posto schizza in classifica Stephenie Meyer, con la sua “Breve seconda vita di Bree Tanner“, e al sesto posto “Il diario del vampiro. L’ombra del male“, ottavo (?!) libro della saga. Meno bene la nostra Licia Troisi (sedicesima), ma i risultati dei suoi colleghi stranieri non fanno che confermare che questo è un genere che appassiona giovani e meno giovani.
In prima posizione rimane sempre Camilleri, con “La caccia al tesoro”, ma le due vampirate creano scompiglio nei piani più bassi della classifica. Certo non per quanto riguarda “Cotto e mangiato”, di cui sinceramente non se ne può più: ora ha incominciato a vegetare tra la settima e la decima posizione (dopo mesi tra i primi quattro o cinque), senza risolversi a salire o scendere (ora è sul filo: decimo).
La vera new entry (si fa per dire) è Carlo Fruttero con “Mutandine di chiffon” (nono posto), un libro che segue imperscrutabili tendenze, altalenando tra la top ten e i piani bassi della classifica. E dalla sesta posizione scompare Scalfari (ora diciassettesimo), che si vede ora incalzato da Bruno Vespa (diciannovesimo), misteriosamente ancora in basso.
Unicà vera novità, in questa classifica settimanale, è il lento avanzare di Licia Troisi, con “La clessidra di Aldibah” (decimo posto, ma con buone possibilità di salire più in alto, nelle prossime settimane); il suo ingresso in classifica provoca l’uscita dei “Vangeli e atti degli apostoli”, che in quella seconda posizione, settimana scorsa, pareva sinceramente fuori luogo, piccola anomalia nella classifica delle profanità.
Ma la top ten di questa settimana non tiene ancora conto del nuovo romanzo di Stephenie Meyer (riuscirà a fare il botto di Twilight?), mentre Bruno Vespa (con “Nel segno del cavaliere”) osserva ancora i primi dieci dalla sua diciannovesima posizione. Ma se è vero che nel 2009 il libro di Vespa è stato il saggio più venduto, è facile prevedere che prima o poi si affaccerà anche lui in classifica.
Il resto è tutto prevedibile, dato che non ci sono ancora (ma ci saranno?) i gialli che solitamente d’estate fanno incetta di lettori. Quelli che ci sono occupano la testa della classifica (Andrea Camilleri, “La caccia al tesoro”), o svivacchiano da settimane a metà classifica (vedi Glenn Cooper, salito in quinta posizione). Ma la lotta, si sa, è per il podio, e vediamo un po’ chi c’è dietro Camilleri.
L’uscita del nuovo libro di Camilleri (”La caccia al tesoro“) ha reso inutile qualsiasi discorso sul primo posto della classifica. C’è lui in vetta, naturalmente, e a nostro parere ci rimarrà per un bel po’. Quello che non ci si aspettava proprio, invece, è di vedere subito dietro, in seconda posizione, quel “Vangeli e atti degli apostoli” (ovviamente San Paolo) che la settimana scorsa bussava alle porte della top ten. E invece è lì, tra Camilleri e “Non esiste saggezza” di Carofiglio.
Il prezzo (1 euro e 60) e il periodo favorevole a comunioni e cresime potrebbero facilmente spiegare il suo successo, ma confessiamo comunque il nostro stupore davanti a vendite da Dan Brown. La classifica, oltre a questa prepotente new entry, non dà grandi sorprese, ma qualche sconvolgimento sì.
Nessun problema per “Cotto e mangiato”. Pensavamo che stesse andando incontro a un lento ma progressivo declino, e invece eccolo lì, ancorato alla sua ottava posizione da due settimane (e da mesi in classifica). Nessuna grande novità nemmeno per “Il palazzo della mezzanotte” di Zafón, che scende al quarto posto.
Da un paio di settimane, la prima posizione della classifica dei libri più venduti se la contendono Zafón e Camilleri. Come avevamo (facilmente) pronosticato la scorsa settimana, l’uscita di un nuovo libri di Camilleri (”La caccia al tesoro”, un nuovo episodio del commissario Montalbano) ha il potere di decidere inderogabilmente il primo in classifica. E Camilleri sia, dunque, una macchina da guerra (editoriale) che, oltre al primo posto, mantiene anche la quarta posizione (con “Il nipote del Negus“).
Zafón scende in terza posizione, lasciando il secondo posto a Carofiglio, con i racconti di “Non esiste saggezza”, che dopo un inizio in sordina guadagnano i piani alti della classifica. Ecco dunque le prime tre posizioni, gli autori che salgono sul podio della classifica. Glenn Cooper, con il suo noiosissimo “Libro delle anime”, perde una posizione e scende al quarto posto, ma a rimetterci le penne più di tutti sono due libri: Marco Galli, con “Una voce tante voci”, che esce dalla classifica, e Eugenio Scalfari, che scende in sesta posizione.
Ma la vera notizia di questa settimana riguarda “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi, che per la prima volta (credo) arriva a lambire i piani bassi della classifica (ottava posizione), mentre “L’ultima riga delle favole” di Gramellini e “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Geda guadagnano rispettivamente il nono e il settimo posto. A chiudere la classifica, come settimana scorsa, José Saramago, con il suo “Caino“.
Rispetto alla scorsa settimana sono ben poche le novità (due): la classifica sembra la celebrazione del già detto e del già letto: l’immortale “Nipote del Negus” di Camilleri è da quando è uscito che sale e scende di posizione seguendo le misteriose logiche delle vendite. Ora è tornato al primo posto, cacciando “Il palazzo della mezzanotte” di Carlos Ruiz Zafón al secondo.
Sopravvivono Geda, con il suo “Nel mare ci sono i coccodrilli” (quinta posizione) e “Caino” di José Saramago (al sesto). Di “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi quasi non parliamo, visto che sono settimane (ma quante?) che vegeta tra il terzo, il quarto e il quinto posto (ora al terzo). La Vallardi ha trovato la gallina dalle uova d’oro.
L’unica novità tra questo primo gruppo è “Il libro delle anime” di Glenn Cooper, seguito della “Biblioteca dei morti“, e pare voler dimostrare che riproporre quasi la stessa storia, in libreria, funziona. Ma tant’è: qui si registrano i gusti del pubblico sovrano. Al settimo posto spicca la casa editrice Alacrán, con “Una voce tante voci” di Marco Galli, beniamino degli ascoltatori di Radio 105.