L’amicizia comincia dall’onesto inventario di tutto quello che divide
Consiglio: se avete un amico/a a cui tenete molto (e che ami leggere) scovate per lui/lei una copia – introvabile – di questo “Amici amici”, di Dino Basili (Mondadori). Vi troverete una raccolta sapida, fulminante, cruda, di aforismi da dedicare a colui/colei che accompagnano fedelmente il viaggio della vostra vita.
Il libro, come ho accennato, è fuori catalogo, ed è una vera ingiustizia, anche se a tale sorte vanno incontro in Italia moltissimi aforisti, tanto che per molti diventare dei “Fuori Catalogo” è il segno che la fama è vicina. Scelgo in ogni caso di segnalarlo sperando che il buon cuore di qualche editore si muova a pietà e faccia la scelta intelligente di ristamparcelo.
E come convincere l’editore a ristampare, voi lettori a procurarvelo? Ma dandovi qualche assaggio del testo, naturalmente. Ad esempio, sono d’accordo col fatto che “l’amore è sopravvalutazione irrazionale, l’amicizia quasi razionale”, per quanto ne vale una autentica.
Continua a leggere: Fuori catalogo. Amici amici, di Dino Basili
Non è che se un bimbo fa la pipì a letto il problema è proprio del lettino (che guarda caso, al mattino, “ha un’aria furtiva e scivolosa, come di chi l’ha appena combinata grossa”?)
E magari, noi che abbiamo paura del buio, abbiamo mai pensato che lui ne ha ancora di più, di noi, che quando lo guardiamo negli occhi “lanciamo certi strilli da far venire la pelle d’oca”? Sono geniali queste storie di Francesco Enna e Iole Sotgiu, illustrate da Cristiana Cerretti.
Mi sono molto divertita infatti a leggere il modo in cui la fantasia degli autori riesce a rovesciare – esorcizzandole in una maniera incantevole – le più comuni paure dei bambini. Che succede ad esempio se Dino al banco vuole stare sempre da solo? Il problema, lo si capisce dopo un po’, è che ha un amico immaginario che è…un dinosauro.
Basta fargli fare amicizia con l’Amicadrilla di Annalice no? Così smetteranno, fra l’altro, di annoiarsi durante le ore di lezione. Vorrei soprattutto riportarvi qualche brano, per farvi capire che oltre l’idea originale – nei libri per bambini ce ne sono tante – è la scrittura ad essere molto curata e divertente.
Continua a leggere: Il buio fifone, di Francesco Enna e Iole Sotgiu

Ho finito i bignè! Naturalmente quelli al cioccolato. Quanta bontà! Ho vissuto per 19 anni senza che nessuno mi parlasse di questa delizia, eppure ho avuto tanti parenti che sono passati da questo bel paese, l’Italia. Credo siano stati ingiusti a non accennarmi niente del genere.
Molto bello questo libro edito da Nottetempo, in cui ci viene raccontata la vita di alcune donne somale legate fra loro da rapporti di parentela o amicizia, Aisha, Nadifa, Safiya, 0ltre ovviamente a Kaha stessa, approdata in Italia con un passato pesante alle spalle.
Suo padre infatti, già ministro della Salute a Siad Barre, è finito in prigione per la sua voglia di giustizia e buongoverno (Kaha la spiegherà con la bella storia della volpe e della iena), e lei stessa racconta, attraverso gli occhi di Aisha, i massacri intraclanici fra tribù Abgal e Habarghider, avvenuti negli anni ‘90.
Gli ingredienti perchè a noi, appassionate di chick lit, piaccia questo romanzo di Leah Stewart, ci sono tutti. C’è l’amicizia fra due ragazze molto diverse, Cameron e Sonia. C’è il racconto della loro amicizia da adolescenti, che si è interrotta bruscamente, per volontà di Cameron, nel parcheggio di un autogrill.
Cameron, una ragazzona di oltre un metro e ottanta, da allora non ha fatto altro che scappare, finchè un giorno le arriva una lettera di Sonia in cui la ragazza le annuncia che sta per sposarsi. Da anni Cameron vive a casa di Oliver, un adorabile novantenne a cui in pratica fa da badante, nonostante le iniziali resistenze di lui. Oliver infatti ha accettato di averla accanto solo come ’segretaria’, dopo le insistenze della sua unica figlia, Ruth.
Fra Cameron e Oliver è nata un’amicizia speciale, fatta di rassicuranti routine quotidiane, pranzi a base di tramezzini al formaggio, e l’abitudine ad andare a letto presto, la sera. Oliver sa che la vita di Cameron, a soli trent’anni, è ‘bloccata’ e - nonostante lei assicuri che va benissimo così - vorrebbe che si rituffasse in un’esistenza normale. Quando arriva la lettera di Sonia, Oliver intuisce che c’è proprio questa ex-amica alla base del ‘blocco’ di Cameron.
Continua a leggere: Passione chick lit: Caffè con panna, di Leah Stewart
“Pur avendo ricevuto la considerazione di molti intellettuali, come Piero Chiara, Geno Pampaloni ed Enrico Falqui, l’intellighenzia di sinistra mi ha ignorato”. Lo affermava in una intervista al quotidiano IlFriuli Carlo Sgorlon, lo scrittore due volte Premio Campiello morto il Natale scorso, e di cui abbiamo anticipato una prossima pubblicazione postuma da parte di Mondadori.
“In qualità di corsivista e critico - dichiarava Sgorlon intervistato in occasione dell’uscita della sua autobiografia La penna d’oro - mi sono trovato spesso a parlare di Tomizza, Zanzotto, Magris, Rigoni Stern, Camon, scrittori che sentivo affini se non altro per prossimità geografica e quindi per substrato culturale. In cambio loro mi hanno ignorato completamente”.
Entourage culturale che, dichiara senza mezzi termini Sgorlon, “a parole proclamava la loro stima e la loro amicizia nei miei confronti, che non si è mai, assolutamente mai, concretizzata in una riga spesa per commentare un mio libro. E - continua - mi dispiace non essere considerato il rappresentante letterario del Friuli, com’è invece Pasolini”.
Anche se lo scrittore sentiva di essere diverso da lui: “il suo inconscio collettivo non è mai stato friulano - aveva dichiarato - quanto di più ampio respiro. Il Friuli sento di rappresentarlo molto di più io nei miei libri”.
Carlo Sgorlon
La penna d’oro
Morganti ed
15 euro
Via | Il Friuli”.
Ne avevamo già anticipato i contenuti nel momento della sua uscita in libreria. Ora che l’abbiamo letto non possiamo che consigliarvelo se come l’autrice siete ancora single nonostante vi tocchiate il naso ogni volta che pronunciate la stessa parola contemporaneamente ad un’altra persona o siete state sempre ben attente a non farvi spazzare i piedi.
Si tratta di ‘Sex & Fb’, della giornalista Maria Francesca Rotondaro, edito da Giulio Perrone, un dizionario dell’anima di una ‘precaria del cuore’ che sta radunando un club di fan da tutta Italia grazie al fatto di essere protagonista di tanti book party in giro per l’Italia. Tante infatti le situazioni tipiche da ’spaiata’ in cui potreste rispecchiarvi leggendolo se siete (o siete state) single.
Ad esempio, avete mai pensato che, se è facile sviluppare anticorpi alle delusioni amorose sarebbe invece più difficile “difendersi e superare quelle che malauguratamente potrebbero derivare da un’amicizia ‘andata a male’” (verissimo)?. Interessante anche l’idea che “non ci piace realizzare che non abbiamo problemi a tornare a casa sole solette…perchè è difficile ammettere di farcela da sole.”
Sono veramente da collezionare i manualetti ‘Società contemporanea’ della casa editrice Zoolibri dedicati ad alcuni temi difficili da affrontare con i ragazzi, sui quali a volte sembra complicato trovare le parole giuste. Accade così che nel libro ‘Ma che cos’ha? Handicap e disabilità’, si trovino delle schede molto ben scritte per comprendere alcune delle domande tipiche che i bambini fanno di fronte a compagni diversamente abili.
“Perchè Gemma non cammina, Luca ha gli occhi a mandorla e Marta usa quel libro strano, con tanti buchini al posto delle lettere?”. Domande che spesso ci è capitato di sentirci fare, in un modo o nell’altro. E allora, le schede affrontano concetti importanti, come il fatto di evitare la parola ‘portatore di handicap’, come ripetono spesso le associazioni di diversamente abili.
Perchè a volte l’handicap lo porta la società, alla persona che si ritrova con un deficit: “una persona che si muove in carrozzina potrebbe non essere ‘handicappata’ se al mondo fossero eliminate tutte le barriere architettoniche”, continua il testo.
Continua a leggere: Libri per ragazzi: Ma che cos'ha? Handicap e disabilità spiegati ai piccoli

Stavamo elogiando la nostra vocazione all’intraprendenza quando Tito ha deciso di istituzionalizzare il nostro nuovo trio dandogli un nome: “Noi siamo gli Io ci sto.” “Che?” “Sì, è la frase che ci rappresenta di più visto che ogni volta che uno fa una proposta questo è quello che rispondono gli altri due. Da oggi facciamo che sia la regola! Se uno fa una proposta gli altri devono rispondere io ci sto”.
“Io ci sto” è il romanzo d’esordio di Marco Zarfati, 28enne scrittore romano; è l’elogio a 360° dell’amicizia, quel sentimento di cui nessuno sente di poter fare a meno.
Protagonisti del libro sono tre diciottenni, Matteo, Lele e Tito, i quali vivono l’estate dopo la maturità durante gli anni ‘90. La loro è un’amicizia nata per caso, in una giornata afosa a Roma, in cui Matteo, voce narrante, scende in strada per salvare i suoi cd dal caldo soffocante della sua macchina parcheggiata al sole. E proprio in quel momento, fa l’incontro che darà vita all’incredibile amicizia con Lele e Tito.
Nascerà un legame profondo, il cui equilibrio rischia di venire sconvolto dall’entrata in scena di due ragazze, Stella e Ludovica.
La narrazione procede con un ritmo incalzante, il linguaggio utilizzato è quello tipico dei giovani in cui chiunque si può riconoscere, anche chi ha superato l’età dei protagonisti (ad esempio la sottoscritta).
Un mese in campagna è un inno sommesso all’amore, all’amicizia. Un plauso all’arte ed alla sua capacità catartica. Un tuffo nel tepore estivo della vita di campagna, nella semplicità della bellezza.
Tom Birkin, reduce della Grande Guerra ed un matrimonio fallito alle spalle, si trasferisce nello Yorkshire per restaurare un antico dipinto murale nella chiesetta del piccolo villaggio di Oxgodby.
In cerca di pace e serenità troverà molto di più. L’amore della moglie del vicario, Alice Keach. L’amicizia di uno stravagante archeologo, Charles Moon, anch’egli reduce della guerra ed incaricato di riportare alla luce la tomba di Piers Hebron, antenato di una nobile famiglia del posto.
Un mese in campagna è una perla narrativa dallo stile asciutto. Una scrittura semplice ed accogliente. Un affresco che, a braccetto con il lavoro di recupero dei due amici, fa rivivere emozioni e sentimenti che le disavventure della vita hanno disperso. Un libro in cui immergersi e ritrovarsi.
James LLoyd Carr
Un mese in campagna
Fazi Editore
Euro 14,50
A volte si ha voglia di mettere da parte le letture impegnative e difficili, e rilassarsi con qualche libro piacevole, scorrevole e, in un certo senso, “familiare”. Proprio a questo genere appartiene “Le amiche del venerdì sera” (Piemme, € 18,50). Nel negozio di Georgia Walker, ci si riunisce in genere il venerdì sera, dopo la chiusura, per fare quattro chiacchiere al femminile; quelle che prima erano semplicemente delle clienti ritardatarie, si trasformano in vere e proprie compagne di confidenze.
Oltre a tutto questo, ci sono anche le vicende personali di Georgia, rese complicate dal ritorno del suo ex che l’aveva abbandonata dodici anni prima ritenendosi inadeguato ai “rapporti esclusivi”, e anche da quello della sua migliore amica di un tempo, pentita per aver fatto finire in malo modo il loro rapporto. E così, il gruppo del venerdì sera diventa una vera e propria valvola di sfogo, un gruppo quantomai eterogeneo per età e condizione sociale delle sue componenti.
Questo libro potrebbe a pieno titolo occupare un posto nella vostra libreria, degnamente affianco a Sophie Kinsella… (alzi la mano chi non l’ha mai letta!)