Da stamattina sulla homepage di Amazon.it gli utenti si possono imbattere in una breve lettera firmata dal patron Jeff Bezos che avvisa il popolo degli e-lettori italiani della possibilità di acquistare il Kindle, direttamente dall’Italia, a 99 euro.
Contemporaneamente la nuova corazzata dell’editoria digitale lancia sul mercato italiano un’offerta di 16mila libri in italiano a un prezzo che va dai 3,99€ in su. Amazon ha infatti stretto un accordo con gli editori italiani, anche se con molti di loro non ha ottenuto la possibilità di scontare il prezzo alla vendita.
É per questo che, scorrendo la lunga lista delle offerte del nuovo Kindle Store ci si ritrova ad incappare in ebook come Io e Dio, di Vito Mancuso (Garzanti) alla “modica” cifra di 13.99€ o come l’ultimo di Fabio Volo (Mondadori) a 9.99€. Non vi sembra un po’ troppo? A me decisamente sì. Per arrivare a prezzi modici e accettabili - per le mie tasche vale a dire 3,99€ - bisogna cercare tra gli ex tascabili, ma anche lì ci sono sorprese.
Lo si aspettava da tempo, ora ci siamo: Amazon sta facendo il passo decisivo per completare l’avvio di una vera e propria rivoluzione che potrebbe mettere a soqquadro l’intera filiera editoriale così come la conosciamo ora. Dopo aver convinto i lettori del fatto che potevano fare a meno delle librerie, ora sta mettendo la pulce nell’orecchio agli autori, cercando di convincerli - e siamo sicuri che non ci vorrà molto - che possono fare a meno degli editori tradizionali.
La mossa di Amazon, di cui parlano anche gli amici di Downloadblog, è molto semplice: sfrondare il mastodontico edificio editoriale togliendo i rami morti, vale a dire gli editori, e prendendone il posto facendo siglare agli autori contratti direttamente con Amazon. Risultato: gli autori guadagnano di più, i lettori spendono di meno. Difficile convincere entrambi della non correttezza della mossa.
In un interessante articolo che ho letto in rete, Luca de Biase ci ricorda che “la filiera editoriale come oggi la conosciamo è partita dalla tecnologia della stampa” ed è proprio grazie alla supremazia tecnico-tecnologica e alla legge sul copyright che gli stampatori si sono trasformati - invero ci han messo qualche secolo - nei moderni editori, onnivori, famelici, ipertrofici. Alcune di queste realtà sono diventate immense concentrazioni editoriali, che negli ultimi anni hanno conquistato tutta la filiera: dalla produzione alla distribuzione alla vendita, sovvertendo le regole del mercato, sia a livello economico, sia a livello qualitativo e di librodiversità.
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Barnes and Nobles rileva che attualmente vende più libri digitali che libri di carta di ogni formato. Amazon… vende 242 ebooks ogni 100 libri cartacei. (…) Attualmente il 78 per cento di ciò che leggono gli appartenenti della generazione Y (i figli dei baby boomers) è in digitale, e gratis. I libri di carta hanno perso una generazione…
Quella del titolo, in sintesi, la provocazione dello scrittore Ewan Morrison al festival letterario di Edimburgo, secondo cui entro 25 anni il libro cartaceo sarà surclassato da quello in digitale. Anzi, sparirà, ha sostenuto, citando i dati che ho inserito all’inizio del post.
E questo nonostante ammetta che da sempre tali profezie di sciagura siano esistite – irrealizzate – a partire da chi nel 1939 predisse che i nuovi “tascabili” Penguin avrebbero ridotto a niente l’industria del libro, e i vhs avrebbero decretato la fine del cinema.
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Sulla home page di Amazon c’è scritto nero su bianco:
Sembra ormai certo che dal 1° settembre entrerà in vigore una legge sul prezzo dei libri in lingua italiana il cui articolo principale recita: “È consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato”.(…)
Ti offriamo ora un’ultima possibilità di acquistare fino al prossimo 31 agosto i tuoi libri preferiti a prezzi mai più ripetibili
Uno sconto che, sembra incredibile, è del 40 per cento “minimo”, su oltre 235mila titoli. Non sono da meno gli altri grandi portali di e-commerce di libri, come Ibs, che fino al 30 agosto offre un parco tascabili di 100mila titoli al 30 per cento di sconto.
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La donna ritratta nella foto a corredo del pezzo del NyTimes che ispira questo articolo riflette il sogno di molti – in età avanzata o meno – riguardo alla piacevolezza del mestiere di scrivere. Pile di libri da leggere o letti come compagni di scrivania, e un bel paesaggio verde davanti agli occhi da cui prendere ispirazione per la propria opera.
Ma, a conti fatti, essere un autore auto-prodotto, può diventare un mestiere? Noi, lo sapete, continuiamo periodicamente a “fare il punto” sul fenomeno con un’occhio all’America. E questa volta lo facciamo premettendo che i numeri sono impressionanti. Un “piccolo scoop” realizzato grazie a uno scambio via mail, da parte dell’articolista del NyTimes (visto che i vertici di Amazon non si sbilanciano sui dati) è che i titoli autopubblicati sulla piattaforma CreateSpace siano aumentati dell’80 per cento dal 2009 al 2010.
In molti, insomma, in America credono al sogno della scrittura. Soprattutto grazie, spiega, alla comodità della stampa digitale, che consente di stampare solo quello che viene acquistato sulle piattaforme on line (“Prima, ti toccava riempirti il garage di libri e distribuirli a tutti i tuoi amici”).
Però i conti non tornano se si guarda il numero medio di copie vendute da un libro autopubblicato: 150.
Certo, ci sono gli scrittori-fenomeni da migliaia di copie (ne parliamo spesso anche noi), ma - lo avevamo segnalato - per ora solo la manualistica vende. E così per ora quello di autopubblicare un capolavoro rimane un sogno, una sorta di “lotteria”. Pochi, pochissimi statisticamente – su centinaia di migliaia – ce la fanno.

Tutti pensiamo ad Amazon anche come a una grande libreria online, una sorta di paese dei balocchi virtuale per i lettori (digitali e non). Ryan Spoon, invece, curiosando nella barra laterale del menù nota che Amazon si concentra verso diversi prodotti, tra cui anche i libri. Nello specifico su Amazon.com, sito ufficiale internazionale, l’ordine delle proposte è il seguente:
Anche il titolo della pagina è significativo: Amazon.com: Online Shopping for Electronics, Apparel, Computers, Books, DVDs & more. La versione italiana di Amazon, ha come titolo Amazon.it: elettronica, libri, musica, DVD e tanto altro e il menù laterale inizia proprio con i libri poi musica, film e tv e via dicendo.
Alla fine anche su una grandissima libreria online come è Amazon i libri non sono il prodotto più proposto (un po’ come succede in diverse librerie “particolari” in cui trovi tutto – dalle spezie, ai colori, alle bambole, ai giocattoli – e poi, anche, i libri).
I dati sono ufficiali: ogni cento libri cartacei Amazon vende centocinque eBook. A luglio la statistica era simile, solo che ci si riferiva a libri con la copertina rigida; ora i dati dicono che le vendite degli eBook hanno superato anche le edizioni economiche. I motivi di una tale sorpasso – che neanche da Amazon si aspettavano avvenisse così in fretta – posso essere vari: una versione più economica del Kindle supportata dalla pubblicità, il boom in generale dell’eBook, il fascino di compiere un’attività antica (la lettura) con i mezzi moderni.
Alla fine la notizia non è una grande notizia, visto che ci si riferisce solo alle vendite di Amazon (e nemmeno di tutta Amazon, visto che, per esempio, Amazon.it non ha la sezione eBook) non a tutto il mercato dei libri digitali. Resta però una tendenza da non sottovalutare: il mercato dei libri digitali continua a crescere. E se questo farà sì che più persone si avvicinano sempre più alla lettura, il successo, per quel che mi riguarda, è garantito.
Da gennaio 2011 voi, amici di Booksblog, avete letto almeno un libro in versione eBook?
Foto | Flickr
Quando qualche anno fa si iniziò a sentir parlare di rivoluzione digitale, paventando un’autentica invasione da parte di una nuova forma di libro digitale chiamata un po’ esoticamente ebook, moltitudini eterogenee di lettori preoccupati, capeggiati da me medesimo, iniziarono a intravedere la fine di molte cose.
Difatti, con l’arrivo degli schermi retro o non retroilluminati ci si rendeva conto in molto che si sarebbe abbandonata lungo la strada una grande valigiona di abitudini inveterate e imperdibili, a partire dalle orecchie sulle pagine, fino agli appunti e le sottolineature selvagge, alla sabbia ritrovata in libri letti al mare anni prima, alle dediche inventate in istanti di fortunata ispirazione fino alla madre di tutte le abitudini, il prestito.
Ma il tempo passa e da quegli anni di preoccupanti fantasticherie siamo passati, senza quasi accorgerci, al presente, un presente in cui i tanto attesi ebook ormai sono arrivati, tanto che il termine da esotico e diventato fin troppo familiare; e fortunatamente, con il tempo, mentre alcune paure di abitudini a rischio sono rimaste indelebili (le orecchie per esempio), altre sono svaporate, come una passata di glassex su un vetro lucido e tra queste c’è l’ansia di perdere l’amatissima possibilità di prestare i propri libri (o meglio, di farseli prestare).
E’ stata infatti annunciata oggi la decisione di Amazon di rendere possibile, entro un anno, il prestito bibliotecario di libri elettronici per Kindle in 11mila biblioteche americane. Certo, questo non vuol dire che da domani ognuno di noi potrà chiedere in prestito gli ebook a parenti e amici, ma di sicuro è un primo passo verso un regime di distribuzione un po’ meno dittatoriale di quello che, qualche anno fa, spaventava molti di noi.
Via | Primaonline
“Internet somiglia tanto alle pareti delle latrine, dove uno arriva e scrive cio’ che vuole. Ma non determina l’autorevolezza. Mi fido molto di piu’ del lavoro editoriale”. Questa l’opinione dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco (autore fra gli altri di “Le uova del drago”) intervistato dall’Adnkronos sulla scelta di molti scrittori di pubblicare i loro libri in maniera indipendente, e solo in versione digitale.
Buttafuoco ha espresso un parere controcorrente commentando la notizia dello scrittore che vende il suo e-Book nella versione per Kindle, Stephen Leather, spodestando in classifica John Grisham e Stieg Larsson, cone duemila copie al giorno.
“Molti scrittori stanno pensando di diventare editori in proprio e vendere direttamente”, ha ammesso nell’intervista Buttafuoco “ma la casa editrice è l’unica che, per mestiere e tradizione, sa sostenere gli autori”.
Continua a leggere: Internet e gli scrittori: latrina digitale o base di lancio?

Il Kindle di terza generazione si è confermato come l’oggetto più venduto di Amazon: ha battuto anche le vendite di Harry Potter e i doni della morte, il settimo libro della saga del maghetto. Amazon continua quindi a occupare la leadership del settore eBook e parte con una nuova iniziativa: il prestito degli eBook.
La funzione di prestito degli eBook permetterà ai possessori di Kindle di prestare gli eBook che hanno acquistato sul Kindle Store ad amici e parenti. Ogni libro potrà essere prestato solo una volta per la durata di due settimana e non potrà essere leggibile da chi lo presta durante il periodo di prestito (del resto, avviene così anche con il cartaceo, no? Se presto un libro a un amico, mica lo posso leggere mentre lo legge lui?)
Chi riceve il libro in prestito non deve necessariamente avere il Kindle, ma può utilizzare liberamente l’app Kindle per PC, Mac, iPad, iPhone, BlackBerry e Android. Non tutti i libri potranno essere prestati: la politica del prestito dipende dall’editore o da chi ne detiene i diritti. Nel proprio Kindle si troverà il pulsante per il prestito: cliccandoci sopra si aprirà un form da compilare con i dati della persona a cui si vuole prestare il libro, si compila ed è fatta.
Un’altra risposta degli eBook a quanti si fidano “solo” del cartaceo dicendo: “Un libro di carta lo posso prestare, ma un eBook?”.
Foto | Amazon