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Una poesia senza progetto

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

La festa si prospetta infinita di Lamberto Pignotti

Ci sono 23 dicembre dal grande spessore poetico, uno di quelli è quello di quest’anno, quando ti trovi con piacere davanti ad un’antivigilia che ha il sapore dell’articolo di Alessandro Carrera sulla situazione della poesia contemporanea. Una riflessione che si concentra in particolare su una caratteristica unica: la mancanza di progettualità. Un’assenza che si fa sentire sotto forma di “carenza immaginativa”, intesa come scadimento metaforico-utopico.

Perché senza il progetto si sviluppano ben altre “deficienze” a livello strettamente immaginifico, e avviene ciò che non si sarebbe mai potuto credere, l’esistenza:

  • del poeta senza la poesia “vittima sacrificale” fagocitata da un sistema promozionale, che esalta il personalismo del creatore trascurando la sua stessa creatura
  • della poesia senza il poeta prodotto abnorme e orfano, destinato a progredire fuori dall’occhio vigile del suo “padre contingente”.

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Consigli di lettura: La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro Carrera

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro CarreraLa vita meravigliosa dei laureati in lettere è un racconto breve di Alessandro Carrera edito da Sellerio nel 2002 che non può mancare nella biblioteca dei laureati in lettere (sia vecchio che nuovo ordinamento). Carrera racconta in chiave paradossale e ironica la vita movimentata di due laureati in lettere: Renato, docente di ruolo “tendente all’inquietudine e alla depressione”, e il compagno d’avventure, Rino, laureato disoccupato, “persona lieve innocente e poco complicata”.

Renato e Rinaldo, per tutti Rino, erano due laureati in lettere. Uguale era la stella che avevano seguito, profondo il precipizio che li divideva: Renato era professore di ruolo in una scuola media della più grande penisola del Mediterraneo; Rino invece era disoccupato, perché aveva passato troppo tempo a occuparsi di cose che non erano importanti e da quando aveva smesso non c’erano più stati concorsi a cattedra.

E, descrivendo situazioni che tutti i laureati in lettere – e non solo! – conoscono, continua Carrera:

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