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Tutti gli articoli con tag alda merini

Alda Merini e il lavoro notturno dei poeti

pubblicato da Sara R.

Forse li abbiamo incontrati qualche volta, i Poeti. Quelli con la lettera maiuscola. A volte non si rendono neanche conto di noi, ma c’è di che perdonarli, non hanno la stessa percezione del tempo e dello spazio che anima la maggior parte degli esseri viventi. Il loro è un “esistere teneramente diafano” anche nella più intensa delle passioni civili.

La “dittatura degli orologi e dei calendari” può costringerci ad una corsa continua, ma non toglie loro il piacere dell’osservazione oltre il disincanto, non sottrae, alle infaticabili mani, il diritto di “disegnare archi profondi di parole altre”, e, soprattutto si configura come una dimensione superata dalla stessa esistenza, come ci ricordano gli splendidi versi della Merini.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Via | aldamerini.it

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Una polemica & una poesia

pubblicato da Sara R.

Qui c’è una poesia e una polemica. Voglio parlare della prima, non solo perché credo sia la più importante, la più vera e allo stesso tempo la più amabile delle poesie, ma soprattutto perché viene da lei. Da Alda Merini. Da colei che avrei tanto potuto ascoltare dal vivo. Da colei che inneggiava ai Navigli e che è stata emarginata proprio a causa di quella follia che forse, ci renderebbe tutti un po’ più sani.

La polemica è quella di Fabio Volo. E’ una specie di stoccata, verso tutti coloro che hanno un bel da fare a riempirlo di mail cariche di rabbia. Non si tratta di qualcosa di nuovo, anzi. E’ forse uno dei lamenti allo stesso tempo più antichi e più attuali, e in fondo anche uno di quelli più inascoltati. Ma ho voglia di lasciare che si perda tutto il resto, che si dissipi come l’odio gratuito, in quella dimensione globale di tolleranza creata voce della Merini.

Video da animofelice

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Alda Merini nel secondo anniversario della morte

pubblicato da Roberto Russo

Alda Merini nel secondo anniversario della morte

Due anni fa moriva Alda Merini, una delle più vigorose voci della poesia contemporanea italiana. Booksblog la ricorda con due sue poesie.

Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Foto | Donna 10

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L'inno alla donna di Alda Merini come augurio a tutte le donne

pubblicato da Roberto Russo

L'inno alla donna di Alda Merini come augurio a tutte le donne

Si celebra oggi la Giornata internazionale della donna, comunemente chiamata Festa della donna (o delle donne, al plurale, che è più completo, secondo me). A tutte le donne – scrittrici, lettrici, blogger, amiche, sconosciute – che frequentano Booksblog o che magari ci arrivano per caso alla ricerca di questo o quel libro, vanno i nostri auguri.

Prendiamo in prestito le parole dell’Inno alla donna di Alda Merini, grande poeta e grandissima donna.

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un perdono
e così come vi abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia.

Foto | Flickr

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Il sogno di Alda, di Carmen Togni

pubblicato da Roberto Russo

Il sogno di Alda, di Carmen TogniIl sogno di Alda è un omaggio di Carmen Togni alla grande Alda Merini, recentemente scomparsa. Il libro si snoda intorno ad un monologo inedito della poetessa dei Navigli. Una sorta di auto-intervista rilasciata a Carmen Togni, autrice del libro, che ruota intorno al conferimento della laurea honoris causa concessa alla Merini dall’Università di Messina.

Pur nella sua brevità, la registrazione di Alda Merini riesce a tratteggiare l’universo interiore della poetessa fatto di fughe contemporanee verso le profondità e le vette di un’umanità segnata dall’alienazione intesa proprio come incapacità di appartenenza. Alla città, al paese, al genere umano.

“Io poi devo dire che qui a Milano quando proprio ero emarginata dagli amici milanesi, ho avuto salva la vita dai meridionali, esercenti, gente che mi portava su da mangiare…”

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A Los Angeles una piazza intitolata a John Fante: John Fante Square

pubblicato da Andrea Coccia

A Los Angelese una piazza initolata a John Fante: John Fante Square Da pochi giorni a Los Angeles, la piazza che si forma all’incrocio tra la Fitfth Street e la Grand Avenue è stata intitolata allo scrittore italo americano John Fante, celebre per romanzi diventati culto, come Chiedi alla polvere o La confraternita dell’uva, e di cui Charles Bukowski, lo scrittore americano maledetto per eccellenza, diceva che fosse “il suo dio”.

Al di là dei giudizi letterari – a me personalmente non è mai piaciuto – la notizia è di quelle belle, di quelle che ogni tanto avremmo bisogno di sentire anche qui da noi, dove le strade, invece che agli scrittori e ai poeti, le dedicano ai politici e ai banchieri, per di più ai peggiori tra essi.

E’ così che a Milano, giusto per fare un esempio, ci ritroviamo piazzetta Enrico Cuccia e presto avremo viale Bettino Craxi, ma forse non avremo ma via Alda Merini, corso Fernanda Pivano, o piazza Fabrizio De Andrè.

Via | Scpr.org
Foto | ©Adolfo Guzman-Lopez da www.scpr.org

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Il vero poeta non deve avere parenti. Booksblog intervista le figlie di Alda Merini

pubblicato da Roberto Russo

Il vero poeta non deve avere parenti. Booksblog intervista le figlie di Alda MeriniDa qualche giorno è online il nuovo sito dedicato ad Alda Merini, curato da Emanuela, Barbara, Flavia e Simona figlie della poetessa. Come dicono loro stesse:

“Vogliamo raccontavi la sua storia, non la storia della famosa poetessa che tutti voi già conoscerete ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare… ”

Molti di noi hanno amato e amano Alda Merini e le sue poesie e, navigando per siti e blog letterari, non è difficile trovare suoi. Non è un caso, poi, che la sua fanpage su Facebook abbia quasi quarantamila iscritti e su YouTube ci sono più di seicento video che la riguardano. Anche per noi di Booksblog Alda Merini è una pietra miliare della letteratura. È per questo che abbiamo incontrato le sue figlie e abbiamo rivolto loro qualche domanda. La chiacchierata è avvenuta con Flavia.

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È morta Alda Merini

pubblicato da Roberto Russo

� morta Alda Merini

Alda Merini è morta questo pomeriggio, alle 17,30, presso l’ospedale San Paolo di Milano, reparto oncologia. Aveva settantotto anni. La Merini è stata una delle più vigorose voci della poesia contemporanea italiana. Una vita all’insegna della poesia, quella di Alda Merini, di quella follia della poesia che le ha permesso di vedere la vita da un’angolatura particolare e di donarci perle incomparabili.

La salutiamo per l’ultimo viaggio e la ricordiamo con una sua poesia.

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Foto | viadellebelledonne

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