Il sogno di Alda è un omaggio di Carmen Togni alla grande Alda Merini, recentemente scomparsa. Il libro si snoda intorno ad un monologo inedito della poetessa dei Navigli. Una sorta di auto-intervista rilasciata a Carmen Togni, autrice del libro, che ruota intorno al conferimento della laurea honoris causa concessa alla Merini dall’Università di Messina.
Pur nella sua brevità, la registrazione di Alda Merini riesce a tratteggiare l’universo interiore della poetessa fatto di fughe contemporanee verso le profondità e le vette di un’umanità segnata dall’alienazione intesa proprio come incapacità di appartenenza. Alla città, al paese, al genere umano.
“Io poi devo dire che qui a Milano quando proprio ero emarginata dagli amici milanesi, ho avuto salva la vita dai meridionali, esercenti, gente che mi portava su da mangiare…”
Da pochi giorni a Los Angeles, la piazza che si forma all’incrocio tra la Fitfth Street e la Grand Avenue è stata intitolata allo scrittore italo americano John Fante, celebre per romanzi diventati culto, come Chiedi alla polvere o La confraternita dell’uva, e di cui Charles Bukowski, lo scrittore americano maledetto per eccellenza, diceva che fosse “il suo dio”.
Al di là dei giudizi letterari – a me personalmente non è mai piaciuto – la notizia è di quelle belle, di quelle che ogni tanto avremmo bisogno di sentire anche qui da noi, dove le strade, invece che agli scrittori e ai poeti, le dedicano ai politici e ai banchieri, per di più ai peggiori tra essi.
E’ così che a Milano, giusto per fare un esempio, ci ritroviamo piazzetta Enrico Cuccia e presto avremo viale Bettino Craxi, ma forse non avremo ma via Alda Merini, corso Fernanda Pivano, o piazza Fabrizio De Andrè.
Via | Scpr.org
Foto | ©Adolfo Guzman-Lopez da www.scpr.org
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Da qualche giorno è online il nuovo sito dedicato ad Alda Merini, curato da Emanuela, Barbara, Flavia e Simona figlie della poetessa. Come dicono loro stesse:
“Vogliamo raccontavi la sua storia, non la storia della famosa poetessa che tutti voi già conoscerete ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare… ”
Molti di noi hanno amato e amano Alda Merini e le sue poesie e, navigando per siti e blog letterari, non è difficile trovare suoi. Non è un caso, poi, che la sua fanpage su Facebook abbia quasi quarantamila iscritti e su YouTube ci sono più di seicento video che la riguardano. Anche per noi di Booksblog Alda Merini è una pietra miliare della letteratura. È per questo che abbiamo incontrato le sue figlie e abbiamo rivolto loro qualche domanda. La chiacchierata è avvenuta con Flavia.

Alda Merini è morta questo pomeriggio, alle 17,30, presso l’ospedale San Paolo di Milano, reparto oncologia. Aveva settantotto anni. La Merini è stata una delle più vigorose voci della poesia contemporanea italiana. Una vita all’insegna della poesia, quella di Alda Merini, di quella follia della poesia che le ha permesso di vedere la vita da un’angolatura particolare e di donarci perle incomparabili.
La salutiamo per l’ultimo viaggio e la ricordiamo con una sua poesia.
Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.
Foto | viadellebelledonne