
A pensarla come l’istituzione linguistica più importante del nostro paese, quella che mantiene vigile il controllo sulle impurità lessicali e ortografiche che minacciano costantemente la nostra lingua, la storica Accademia della Crusca potrebbe sembrare uno dei più vetusti e noiosi ricettacoli di saggi impolverati e vecchi professori rancorosi. Ma non è esattamente così.
Forse quasi nessuno infatti si ricorda che ai suoi albori (situati più tra il 1570 e il 1580) l’Accademia era nata con tutt’altro scopo, quello di “differenziarsi dalle pedanterie dell’Accademia fiorentina, alle quali contrapponevano le cruscate, cioè discorsi giocosi e conversazioni di poca importanza”. Il ruolo di vigilantes linguistici i cruscanti lo assunsero solo qualche anno dopo, sulla spinta dell’infarinato Leonardo Salviati.
Sono passati più di 400 anni dalla morte di quest’ultimo, nel frattempo l’italiano si è consolidato in una lingua standard pan-nazionale e, con l’aiuto della televisione pubblica (da notare che neanche al Manzoni riuscì tanto), divenne finalmente lingua nazionale.
400 anni densi di avvenimenti, ma che non hanno intaccato il ruolo dell’Accademia che, all’alba di questo nuovo millennio, avendo opportunamente aggiornato i propri mezzi tecnologici, continua a supervisionare l’evoluzione ortografica, lessicale e grammaticale del nostro idioma fornendo un servizio di pronto soccorso online, dedicato a tutti coloro che vengono assaliti dai dubbi linguistici più vari.
Via | Repubblica
Foto | AccademiadellaCrusca
Chi pensava che i nuovi media potessero intaccare la correttezza dell’italiano dovrà ricredersi. “Bisogna sfatare questa convinzione”. Ad affermarlo è Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca, che in un’intervista per Donna Moderna, ha anche sottolineato che gli sms hanno moltiplicato le occasioni per scrivere.
Sul banco degli imputati non può che finire la televisione. Il chiacchiericcio, vuoto e banale, non fa che svuotare di senso le parole. Certamente, non è tutto da biasimare. Piero Angela, ad esempio, che usa un italiano semplice ed efficace. Viene invece rivalutata l’importanza della radio, soprattutto quella fatta dalle voci femminili, che fuoriescono dal gergo usato spesso dagli uomini, ed utilizzano un linguaggio più schietto e diretto.
Una nota negativa non poteva mancare per il burocratese, che oltre ad appesantire la lingua, la rende incomunicativa ed un ostacolo per la democrazia. Al contrario, il web, nelle sue diverse accezioni, dal blog, alla chat, al forum, aumenta le possibilità di scrittura. Veicola forme linguistiche meno controllate da quelle dei libri, ma di certo più vive e disposte al confronto.
Per la prima volta dal 1583, anno di fondazione dell’Accademia della Crusca, ci sarà una donna alla presidenza del prestigioso istituto linguistico fiorentino. Nicoletta Maraschio, accademica dal 1977, vicepresidente dell’istituto da 11 anni, segue le orme del suo maestro, Giovanni Nencioni.
La presidenza femminile si realizza 137 anni dopo l’ammissione della prima donna in commissione, è il 1871 quando Caterina Franceschi Ferrucci viene eletta prima donna Membro Corrispondente. Se da anni in politica la questione quote rosa trova pochi riscontri pratici, l’elezione di una donna alla guida dell’Accadema segna un punto di svolta per le gerarchie dell’istituto e non solo.
La presenza femminile nell’Accademia ha avuto un forte incremento nella seconda metà del novecento, fino a quando, nel 1997, Giovanni Nencioni costituì, addirittura, un consiglio direttivo di sole donne.
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