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Giornata Mondiale del libro 2012 (con una poesia di José Saramago)

pubblicato da Roberto Russo

Giornata Mondiale del libro 2012 (con una poesia di José Saramago)

La giornata di oggi è dedicata al libro e alla lettura. Dal 1996 infatti oggi, 23 aprile, anniversario della morte di Miguel de Cervantes (1547-1616), William Shakespeare (1564-1616) e Garcilaso de la Vega (1539-1616), si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro e delle rose. Chiamatela come volete, l’importante è che si leggano libri, siano essi cartacei o digitali.

Una poesia di José Saramago – dal titolo È un libro in buona fede – ci introduce un po’ nello spirito di questa giornata. Come scrive il premio Nobel, in fin dei conti la lettura è “qualcosa di molto simile / all’infinito”.

È un libro in buona fede, disse Montaigne.
Nessuno sa cosa vuol dire questa frase, ammette il
professore, asciugandosi gli occhi, e chiama un
bidello perché gli porti un altro bicchier d’acqua.
Nel frattempo l’alunno più piccolo è uscito dalla
finestra e ha avuto tutte le rivelazioni del Buddha.
Ma quando è arrivato sotto il salice c’era una
donna, sdraiata e nuda, che riposava la testa su di un
libro di pagine bianche.
C’era anche l’infinito, era azzurro dopo un
cammino rosso, e bianco dopo una tenda
dorata.
Allora il professore disse che mancava un alunno e che
non valeva la pena continuare la lezione.
Da quel momento il salice divenne un luogo di
pellegrinaggio.
Ma solo gli eletti in grado di uscir volando da una
lezione potevano vedere i due corpi distesi, e fino
a oggi nessuno li ha visti, anche se sono lì che si
muovono all’infinito.
Perciò la storia inizia senza iniziare e finisce senza
finire.
Come qualcosa di molto simile
all’infinito.

Foto | Flickr

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Letture estive: Le api, di Claire Preston

pubblicato da Roberto Russo

Letture estive: Le api, di Claire PrestonUn libro fresco di stampa adatto alle letture estive, ma non quelle sotto l’ombrellone, bensì le rilassanti letture da fare in campagna, magari sotto un albero. Il titolo è Le api. Storia, mito e realtà e l’autrice è Claire Preston docente di letteratura inglese al Sidney Sussex College, Cambridge. Il libro è pubblicato in Italia da Orme.

Non è un libro sull’apicoltura, ma un godibile e documentato excursus storico-letterario-culturale sulle api, sul fascino che hanno sempre esercitato sull’uomo e sul significato che questi insetti hanno presso le varie culture. Attraverso undici capitoli l’autrice, usando un linguaggio semplice e facendo ricorso a moltissime immagini di varie epoche, presenta l’interazione che nel corso dei secoli si è avuta tra api ed esseri umani. I titoli dei capitoli sono dei piccoli capolavori di sintesi che illustrano alla perfezione tale interazione: ape biologica, domestica, politica, pia/immorale, utile, estetica, flokloristica, ludica, cinematografica, pensionata.

A causa della sua lunghissima storia insieme all’uomo, l’ape è sempre stata osservata, celebrata, raccontata e mitizzata (e, negli ultimi tempi, temuta) più attentamente della maggior parte degli altri animali. Alcune delle prime rappresentazioni pittografiche rimaste, così come i primi documenti scritti, includono il lavoro con le api. Dalla più antica poesia greca fino ai più recenti film dell’orrore hollywoodiani, l’ape è vista come l’emblema del rapporto tra l’uomo stesso e la natura. Il mistero e il miracolo dell’ape spinsero gli scienziati del XVII secolo – i primi a utilizzare un primitivo microscopio – a descrivere e disegnare l’ape prima di qualsiasi altra creatura.

Continua a leggere: Letture estive: Le api, di Claire Preston

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Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore

pubblicato da Roberto Russo

Oggi è a Giornata Mondiale del Libro e del Diritto dâ��AutoreSi celebra oggi la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore. Il 23 aprile 1616 morirono sia William Shakespeare che Miguel de Cervantes; inoltre, in occasione della festa odierna di san Giorgio, in Catalogna si è soliti donare una rosa per ogni libro venduto. Oggi, dunque, è anche la festa di Booksblog e dei nostri amici che ci seguono.

A proposito della lettura ecco un passo di Tullio De Mauro che si intitola proprio Il gusto della lettura:

Leggere, potere leggere, avere il gusto di leggere, è un privilegio. È un privilegio della nostra intelligenza, che trova nei libri l’alimento primo dell’informazione e gli stimoli al confronto, alla critica, allo sviluppo. È un privilegio della fantasia, che attraverso le parole scritte nei secoli si apre il varco verso l’esplorazione fantastica dell’immaginario, del mareggiare delle altre possibilità tra le quali si è costruita l’esperienza reale degli esseri umani. È un privilegio della nostra vita pratica, perfino economica: chi ha il gusto di leggere non è mai solo e, con spesa assai modesta, può intessere i più affascinanti colloqui, assistere agli spettacoli più fastosi. Non c’è cocktail party, non c’è terrazza, non happening, non premiere che offra quello che chi ha gusto di lettura può trovare solo allungando la mano verso un qualsiasi modesto palchetto di biblioteca. Non c’è Palazzo che valga quello di Armida, o quell’hegeliano castello del sapere dalle cento e cento porte, dove suonano solo le quiete voci della conoscenza e della fantasia. E mentre altre esperienze si consumano nel ripetersi, nel leggere, invece, come ha detto una volta un poeta, dieci e dieci volte possiamo tornare sullo stesso testo, ogni volta riscoprendone un nuovo senso, un più sottile piacere.

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Forse ricostruito il vero volto di Shakespeare. Vi incuriosisce conoscere il volto degli scrittori?

pubblicato da Roberto Russo

Il vero volto di William Shakespeare?Un approfondito studio forense e storico ha portato, per History Channel, alla ricostruzione tridimensionale del volto di William Shakespeare. Molti studiosi non sono convinti dal risulato che, comunque, è molto dettagliato.

Al di là della fedeltà o meno all’originale, la notizia mi ha fatto piacere per un motivo del tutto personale: sono un po’ fissato nel voler vedere il volto dell’autore del libro che sto leggendo. Quando prendo un libro la prima cosa che faccio è vedere se in quarta di copertina o nelle bandelle ci sia una foto dell’autore e ci ritorno sopra quando leggo un passaggio del libro che mi colpisce particolarmente o quando chiudo il libro. Ci sono alcuni autori, ovviamente, ben noti e il cui volto ritroviamo ovunque. Ce ne sono altri, invece, di cui è difficile trovare immagini. Ecco, proprio questi sono la mia passione e il mio complemento alla lettura di un libro.

Non so se possa essere una mania di lettore doc, ma certamente vedere il volto dell’autore (o anche curiosare tra più di una foto) mi aiuta a leggere meglio il libro.

Foto | Repubblica

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L'imperdibile critica "eletteraria" di Giovanni Bivona

pubblicato da dario

La critica letteraria contemporanea ha conosciuto un solo grande protagonista, capace di scardinare concezioni consolidate e dirigere l’analisi verso lidi inimmaginabili. Quell’uomo è Giovanni Bivona, l’opinionista più noto dell’emittente agrigentina Teleacras, uomo politico e intellettuale siciliano, eroe di Youtube e animatore di una rubrica televisiva “eletteraria” che rappresenta uno spartiacque nella storia del pensiero europeo.

Con colpevole ritardo (i filmati risalgono a quattro anni fa) anche Booksblog riconosce l’altissimo valore culturale del pensatore Bivona proponendovi una preziosa silloge di suoi discorsi.

Nel video, che vi invitiamo a visionare con grande attenzione, il Bivona rilegge alla luce di nuovi orientamenti critici M’illumino d’immenso di Giuseppe Ungaretti, Tanto gentile e tanto onesta pare di Dante Alighieri e persino il Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Se già con Dante il Bivona raggiunge vette inespugnabili di profondità analitica - accusando il Vate fiorentino di voler trattare la donna «come una schiava», quando invece «si tratta giusta, normale», perché «vedendosi rispettata [la donna] si comporta bene» - è con un’interpretazione assolutamente inedita del Romeo e Giulietta che il Maestro conquista l’immortalità.

A chi vaneggia della morte della critica letteraria italiana, Booksblog risponde quest’oggi con un solo nome, da marchiare a lettere di fuoco nella carne viva della storia culturale nazionale: Giovanni Bivona. Buona visione.

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A Stratford-upon-Avon gli archeologi alla ricerca della spazzatura di Shakespeare

pubblicato da Andrea Coccia

A Stratford-upon-Avon gli archeologi alla ricerca della spazzatura di Shakespeare
Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Dev’essere più o meno da questa idea che è stato sviluppato il progetto dell’equipe di archeologi inglesi che ben presto, in un terreno della cittadina di Stratford-upon-Avon inizierà gli scavi per trovare ed esaminare i rifiuti di William Shakespeare, il cittadino più celebre della cittadina della contea dello Warwickshire.

Richard Kemp, membro dell’associazione Shakespeare Birthplace Trust che si occupa dei luoghi natale del grande drammaturgo inglese, ha affermato: “Certo, speriamo di trovare dei rifiuti organici che ci possano mostare cosa mangiava il grande poeta per cena. Ma il nostro sogno è quello di trovare la prima stesura della Tempesta, la quale, come è noto, è stata scritta proprio qui, in questa casa.”

Nella casa di Stratford-upon-Avon William Shakespeare si trasferì, pare, nel 1597, dopo averla acquistata per circa 60 sterline, una cifra che, riportata al valore del tempo fa impressione, e che ben testimonia del successo che Shakespeare già godeva tra il pubblico. Ma soprattutto in quella casa il grande bardo della letteratura inglese ci morì, il 23 aprile del 1616, mentre a molti chilometri da lì, a Madrid, si spegneva un altro grande della letteratura europea, Miguel de Cervantes.

Via | Daringtodo
Foto | The Shakespeare Birthplace Trust

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