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Tutti gli articoli con tag Sylvia Plath

Scrittori svelati dalla loro grafia: “Tratti di personalità nella scrittura”, di Lidia Fogarolo

pubblicato da Roberto Russo

Tratti di personalità nella scrittura, di Lidia FogaroloHo sempre trovato affascinante trovarmi dinanzi ai testi vergati a mano da autori famosi, sia per una sorta di rispetto sia per una innata curiosità che mi porta a divertirmi con l’analisi della loro grafia. Non sono un grafologo e mi soffermo a guardare come si evolve il tratto della scrittura sulla pagina.

Grafologa è, invece, la dottoressa Livia Fogarolo che per le Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato un interessante saggio: Tratti di personalità della scrittura. Al di là degli aspetti tecnici e specifici della grafologia (che magari non a tutti possono interessare) lo studio della Fogarolo presente l’analisi di oltre 250 scritture di personaggi famosi in vari campi del sapere: Buck, Canova, Churchill, Darwin, Hemingway, Hitler, Madre Teresa di Calcutta, Mozart, Newton, Obama, papa Giovanni XXIII e papa Woytila, Picasso, Tesla, Woolf.

A volo d’uccello vi riporto alcuni passi che si riferiscono al mondo degli scrittori.

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Come si suicidano gli scrittori?

pubblicato da Roberto Russo

Come si suicidano gli scrittori?

Non è poi così sorprendente notare che tra gli scrittori molti sono suicidi, come diversi sono impazziti in un modo o nell’altro. Gli scrittori (e le scrittrici, ovviamente) tendono ad essere persone particolarmente sensibili, volubili, vulnerabili e iperestetici. Questo è dovuto a diverse motivazioni ma, principalmente, è dovuto al fatto che scrittrici e scrittori si nutrono della propria sensibilità per creare storie che commuovono. Spesso, poi, gli scrittori hanno bisogno di una pacca sulla spalla per andare avanti e una critica – anche piccola – può avere effetti devastanti. Si aggiunga, poi, che il suicidio ha sempre quell’aria decadente che è sempre molto apprezzata in ambito letterario e il quadro è completo.

Così il salto di Virginia Woolf nel fiume Ouse con le tasche piene di sassi quel 28 marzo 1941 assume un’altra dimensione. Antonin Artaud ingerì chloral per porre fine alla sua vita; Cesare Pavese prese più di dieci bustine di sonnifero nell’Hotel Roma a Torino; Hemingway si sparò alle tempie; Stefan Zweig si uccise in Brasile insieme alla sua segretaria Carlota Altman, con la quale si era sposato ed era scappato dalla persecuzione nazista; nel 1970 Alejandra Pizarnik si suicitò con barbiturici e nello stesso anno Paul Celan si gettò nella Senna; Vladimir Majakovskij si sparò.

Nel 1911 Emilio Salgari, povero, con problemi familiari e con gli editori sempre alle calcagna si uccise con un coltello da cucina, quasi come un harakiri gastronomico. Stessa aria gastronomica possiamo trovare nel suicidio di Sylvia Plath che, dopo aver preparato pane e burro e due tazze di latte da lasciare sul comodino nella camera dei bambini sigillò porte e finestre e infilò la testa nel forno a gas.

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Quanti scrittori sono impazziti?

pubblicato da Roberto Russo

Quanti scrittori sono impazziti?Si dice che gli stolti aprano cammini che poi i saggi seguiranno. O che il confine tra pazzia e genialità sia molto labile. Queste affermazioni sembrano essere molto vere nel caso degli scrittori. Secondo lo psichiatra Enrique González Duro non è una mera casualità:

Ci sono troppi esempi di autori curati, rinchiusi, a cui è stata diagnosticata qualche forma di pazzia perché la relazione tra letteratura e pazzia sia casuale. È curioso notare come in molte culture il pazzo sia un individuo ispirato, privilegiato, capace di percepire e di dire quello che altri non captano. Sempre si è cercata una connessione tra pazzia e arte. L’artista, con il suo lavoro, tende a crearsi un mondo interiore che lo allontani dalla realtà e se questo processo non ritorna al mondo reale sotto forma di prodotto artistico, si corre il rischio di rimanere intrappolati in questo mondo immaginario. In un certo senso si potrebbe dire che la creazione artistica libera dalla propria pazzia.

Molti mostri sacri della letteratura hanno avuto una qualche forma di “disordine”: Friedrich Hölderlin era schizofrenico, parlava continuamente con se stesso in una lingua incomprensibile e solo dopo, a sera, scriveva poesie (serene, per ironia); Percy Bysshe Shelley soffriva di frequenti attacchi di melanconia, allucinazione e sonni letargici; l’umore di Byron cambiava spessissimo; Charles Baudelaire era vittima di frequenti crisi nervose, nevralgie e vertigini che lo lasciavano prostrato a letto; Marcel Proust rimaneva chiuso in casa per settimane, tra tende pesanti e nutrendosi di caffeina, birra e gelati. E alla lista possiamo aggiungere Virginia Woolf, Allen Ginsberg e Sylvia Plath.

Se quando vi accingete a scrivere siete tormentati da mal di testa e crisette varie, allora potreste essere sulla strada per diventare grandi maestri della parola scritta (del resto, bisogna essere un po’ stolti per dedicarsi all’insana arte della scrittura e della lettura…).

Via | Papel en blanco
Foto | Flickr

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Approda anche in Italia la storica rivista letteraria Granta

pubblicato da sara

Granta Esce anche in Italia (edita da Rizzoli) Granta, storica rivista letteraria ideata in Inghilterra nel 1889 (la distribuivano gli studenti di Cambridge in fogli volanti ai passanti) che alla fine degli anni ‘70 ha visto l’inizio di una nuova ascesa, portando all’attenzione del grande pubblico i racconti di eclatanti esordienti come Bukowski o Carver (precedentemente aveva “lanciato” la splendida esordiente Sylvia Plath).

La pubblicazione italiana (il primo numero è uscito questo mese, il secondo è atteso per settembre) arriva dopo quella spagnola (2004) e portoghese (2007) e mi sembra un ottimo segnale di fiducia nei lettori italiani. L’impostazione della rivista è quella di raccogliere contributi narrrativi, saggistici, poetici, dei più grandi scrittori internazionali chiamati a scrivere su un determinato tema.

Per il primo numero italiano è stato scelto il lavoro, a cui si sono ispirati fra gli altri Michela Murgia, Giorgio Vasta, Francesco Piccolo ma anche Colum McCann, e Doris Lessing (i cui contributi sono anche pubblicati on line, come nel caso di Murgia). Detto per inciso, fa piacere citare nomi di scrittori italiani mediamente giovani che già si sono fatti apprezzare (penso all’ottimo Vasta della scuderia minimum fax, ad esempio): segno dell’emergere di una “nuova generazione” di ex esordienti italiani che sta riuscendo a consolidare - nella maggior parte dei casi meritatamente - il proprio nome?

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Gli scarabocchi di autori famosi sui libri

pubblicato da Roberto Russo

Gli scarabocchi di autori famosi sui libri

Scarabocchiare i margini dei libri è un’attività vecchia quanto il libro (o, comunque, quanto lo scrivere): basti pensare all’indovinello veronese, primo testo in volgare romanzo. Ci sono alcuni lettori che sui libri prendono appunti in forma di testo o anche di immagini; lo stesso vale per gli autori che, sui propri libri o su quelli che stanno leggendo, appuntano, scarabocchiano, vagano con la mente (e la matita). Pare sia un’attività preferita da chi ha una spiccata intelligenza e sensibilità. È stato pubblicato anche un libro sugli scarabocchi dei presidenti USA: Presidential Doodles: Two Centuries of Scribbles, Scratches, Squiggles, and Scrawls from the Oval Office squiggles & scrawls from the Oval Office.

Ecco una gallery con alcuni ghirigori di scrittori famosi. In ordine potrete trovare: Sylvia Plath (1932-1963), David Foster Wallace (1962-2008), Franz Kafka (1883-1924), Charles Bukowski (1920-1994), Vladimir Nabokov (1899-1977), Samuel Beckett (1906-1989), Jorge Luis Borges (1899-1986), Allen Ginsberg (1926-1997) - tra i più elaborati e, secondo me, splendidi.

Voi li scarabocchiate i vostri libri?

Gli scarabocchi di autori famosi sui libriGli scarabocchi di autori famosi sui libriGli scarabocchi di autori famosi sui libriGli scarabocchi di autori famosi sui libri

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Taccuino di letture estive: frasi che rimangono

pubblicato da sara

erri de lucaEcco un modo per raccontare le letture di un’estate: annotando frasi che ci hanno arpionato il cuore come àmi, come direbbe Sylvia Plath, o che ci piace ogni tanto rigirarci in bocca, e assaporarne il succo come noccioli di olive, per dirla alla Erri de Luca.

E allora, condivido un po’ del mio taccuino, con le belle frasi di De Luca nel ‘Peso della farfalla’: “D’estate le stelle cadevano a briciole, ardevano in volo spegnendosi sui prati”, oppure “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove…dietro di loro la traccia aperta si richiude”.

Mi è piaciuto anche un giudizio di Harry Bosch in “Musica dura” di Connelly, ovvero “dopo aver visto il film si rese conto che quell’attrice non avrebbe saputo recitare neanche per salvarsi la vita”.

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A breve un libro di Antonia Arslan su esperienza rianimazione

pubblicato da sara

smirneLa scrittrice padovana Antonia Arslan (La masseria delle allodole) è stata colpita nella scorsa primavera da una grave setticemia, che l’ha portata in terapia intensiva.

Le buone notizie sono due: la prima è la sua completa guarigione, e la seconda è che da questa esperienza Arslan ha ricavato un libro che darà a breve alle stampe. O meglio, un ‘piccolo libro’, ha spiegato durante un incontro letterario a Cortina d’Ampezzo, nell’ambito della rassegna ‘Una montagna di libri’.

‘E’ da quando ho cominciato la convalescenza che sono un po’ perseguitata dall’esperienza della rianimazione – ha spiegato - E’ una cosa che ti cambia internamente: sei la’, immobile, sul letto dell’ospedale, come un bambino in fasce, nelle mani delle infermiere, che ti tirano verso la vita’. A me ricorda Sylvia Plath.

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Ted Hughes: la British Library acquista tutto l'archivio del poeta per 500.000 sterline

pubblicato da cristiano

Ted Hughes

Ted Hughes è il più noto poeta inglese del novecento, oltre che il più venduto; la sua ultima raccolta di poesie ”The Birthday Letters”, ha venduto negli ultimi dieci anni oltre mezzo milioni di copie. La British Library ha recentemente acquistato i suoi manoscritti autografi dagli eredi di Hughes, al prezzo di 500.000 sterline.

L’acquisto è avvenuto poco prima che le opere prendessero il volo verso gli Stati Uniti e vi sono compresi manoscritti, diari, agende e corrispondenza, per un totale di 224 scatole e faldoni. Hughes, morto nel 1998, è stato il ”poeta laureato” del Regno Unito, per nomina di Elisabetta II nel 1984. La sua figura è divenuta nota anche per lo sfortunato matrimonio con la poetessa statunitense Sylvia Plath, morta suicida nel 1965.

Ad Hughes fu attribuita parte della responsabilità per questo gesto, motivato dalla relazione adulterina instauratasi tra lo stesso Hughes e Assia Wevill. Da tale relazione nacque poi una figlia, Alexandra Tatiana Eloise, che la Wevill uccise durante il suo suicidio. La storia della relazione tra Hughes e la Plath e’ stata al centro del film ”Sylvia”nel 2003, interpretato da Gwyneth Paltrow (Plath) e Daniel Craig (Hughes).

Via | Adnkronos
Foto | Flickr

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I migliori video letterari su Youtube secondo l'Observer

pubblicato da sara

tomba plath

Una interessante classifica stilata dal The Observer, che è andato a fare una rassegna dei video artistici più belli e rari presenti suYouTube. A quel punto, li ha divisi in categorie (teatro, letteratura, cinematografia, arte, musica classica, jazz e infine pop, rock e folk). Ecco la classifica letteraria, of course:

1) Jack Kerouac legge in tv “Sulla strada”, 1959
2) Zora Neale Hurston canta ‘Uncle Bud’, 1939
3) Vladimir Nabokov difende il libro Lolita, 1950s
4) William Burroughs in un documentario della Bbc, 1980
5) Sylvia Plath legge ‘Daddy’, 1962

Via | QuoMedia
Foto | Flickr

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Ted Hughes, lettere "infuocate" a Sylvia Plath

pubblicato da sara

“Ted Hughes è il poeta inglese che ha generato più clamore sulla sua vita privata dopo Lord Byron”(The Times)

Dopo le sue “Lettere di compleanno”, poesie che ripercorrono la sua vita con la prima moglie Sylvia Plath, Ted Hughes continua a svelarci nuovi particolari dell’intreccio della sua esistenza a quella della poetessa morta suicida a causa di una brutta depressione post-separazione.

Esce infatti, a cura di Christopher Reid, una raccolta di lettere di Hughes, poeta che andrebbe ricordato per la sua splendida capacità di comporre immagini dai toni fantastici ispirandosi al mondo della natura.

I più curiosi ovviamente andranno a ricercarvi ennesimi ricordi di Sylvia: nell’antologia sono presenti infatti anche lettere d’amore indirizzate a lei in cui, come spiega l’autore, sono riportati infiammate descrizioni di passione fisica: “Questa notte non è stata altro che una scoperta di quanto sia liscio il tuo corpo. Il ricordo mi passa nelle vene come brandy”.

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