Stanotte all’01.40 su Rete 4 c’è L’acchiappasogni, film horror del 2003 tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King.
Il romanzo è importante non tanto per la vicenda tipicamente kingiana (un gruppo di ex ragazzi uniti da un terribile segreto si ritrova nella cittadina natale di Derry per fronteggiare una minaccia soprannaturale: sinossi che va bene anche per It e tante altre storie di King), quanto per il valore che ha assunto nella vita personale del grande maestro statunitense.
Infatti L’acchiappasogni è il primo libro che King scrisse a mano, quasi come esercizio di fisioterapia, dopo il celeberrimo incidente stradale delle 16.30 del 19 giugno 1999, che segnò uno spartiacque imprescindibile nella sua carriera artistica. Non a caso uno dei protagonisti, il professor Gary “Jonesy” Jones, è vittima di un incidente praticamente identico.

The Dome, di Stephen King, sta arrivando. Con largo anticipo rispetto all’uscita americana, il nuovo libro del Re giungerà nelle librerie d’Italia il 20 ottobre, una ventina di giorni prima degli USA.
The Dome (Under the Dome) è la riscrittura di un romanzo in cui King provò a cimentarsi due volte, tra la fine degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘80. Ne uscì l’incompiuto The Cannibals (noto anche come Under the Dome), in cui l’autore cercava di mostrare ciò che succede quando la gente «viene tagliata fuori dal mondo cui appartiene». Del romanzo - attuale - il cui manoscritto gli è stato inviato qualche mese fa, Dan Simmons ha parlato come di un’opera «huge […] and impressive» (immensa […] e di grande impatto). Analogamente, il Publishers Weekly, che ha recensito il romanzo in anteprima, lo ha definito «formidably complex and irresistibly compelling» (straordinariamente complesso e irresistibilmente avvincente).
Qual’è, dunque, la storia di The Dome? Questa: tutto scorre tranquillo a Chester’s Mill, Maine. All’improvviso, però, la città viene brutalmente separata dal resto del mondo da una sorta di campo di forza invisibile. Chi era dentro vi rimane, chi era fuori non può più rientrare. Le famiglie si dividono. I corpi di chi si è trovato sulla traiettoria del campo di forza… anche. Aerei, macchine, ogni cosa che “corre” verso la barriera invisibile esplode…
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Dopo aver venduto ottantuno milioni di copie de Il codice Da Vinci, Dan Brown ha conquistato anche il vertice della classifica degli autori più regalati per beneficenza ai negozi inglesi della Oxfam International, confederazione di organizzazioni non governative che operano contro la povertà globale.
Al secondo posto della speciale classifica si colloca John Grisham, seguito dallo scozzese Ian Rankin (autore di Partitura finale, Dietro quel delitto e Indagini incrociate), Danielle Steel (che è in assoluto la seconda autrice donna per numero di copie vendute, battuta solo da Agatha Christie), Helen Fielding (creatrice di Bridget Jones) e Stephen King.
Non solo libri usati, però: di recente la Oxfam ha ricevuto anche donazioni molto importanti. In particolare sono stati messi a disposizione della confederazione di ONG una prima edizione de Il signore degli anelli, venduta per beneficenza a ottocento sterline, e una prima edizione di Dalla Russia con amore di Ian Fleming, rivenduta a trecento sterline.
Via | «The Guardian»
Chi l’avrebbe mai detto: la Bibbia è in cima ai libri più desiderati dagli internauti italiani che comprano su eBay, il primo sito di ecommerce in Italia e nel mondo, dove si acquista, si vende e si scambia di tutto. Sarà perché nel Libro dei Libri il corpo viene descritto come una tunica di pelle, ma anche una veste di luce. Sarà perché finché vivono in Dio, Adamo ed Eva non provano vergogna del proprio corpo che però diventa a un certo punto fonte di rossore i quanto l’uomo teme d’esser confuso con la specie.
Malgrado la maggior parte dei cattolici non la conosca, non la legga e confonda Mosé con San Paolo, credendo anche che Gesù ne abbia scritto alcune parti, la Bibbia vanta il maggior numero di inserzioni su eBay: 181 contro le 32 del Kamasutra, un’altra Bibbia… ma del sesso. Dunque italiani, popolo di spirituali che mettono sotto il cuscino la carnalità. Anche se questa estate si acquistano in internet soprattutto opere di Stephen King, che fa del thriller un filone insensibile all’alta quanto alla bassa stagione.
L’annuncio è di quelli bollenti e, nello stesso tempo, un po’ curiosi. Sulla copertina del numero di luglio del mensile Esquire infatti ci sarà nientemeno che la stupenda, l’irresistibile Bar Rafaeli, la ragazza di Leonardo Di Caprio, vestita semplicemente di inchiostro e, questa è la vera notizia, sul suo corpo perfetto ci sarà scritto l’incipit del nuovo romanzo di Stephen King, dal titolo Morality.
Stephen King anche questa volta sembra proprio aver fatto centro, almeno per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario, perché è sicuro che grazie alle curve mozzafiato della Rafaeli, King si assicurerà l’attenzione di una quantità pazzesca di nuovi lettori, i quali in più, una volta che inizieranno a leggere l’incipit del suo libro, se Stephen King è ancora Stephen King, sicuramente non sapranno più smettere.
Via | Asylum Italia
Prendete un racconto fiabesco. Miscelate con del realismo quotidiano. Aggiungete un poco di inquietudine e di alta tensione. Quel che otterrete è “Black cocktail”, il nuovo noir di Jonathan Carroll che Fazi Editore ha fatto arrivare oggi in libreria.
Marco Belpoliti, de L’Espresso, avverte: “Dopo aver letto due o tre pagine dei romanzi di Carroll non ti fermi più”. Forse perché lo scrittore che vanta fan del calibro di Stephen King, Jonathan Lethem, Sting, Neil Gaiman e James Ellroy, mette nero su bianco la sofferenza del nostro vivere contemporaneo. O forse perché passando per il folclore, le tradizioni fiabesche e il misticismo, esorcizza quei demoni che ancora ci incutono paura. Fatto è che in questo romanzo Ingram York, narratore di “Black cocktail”, è rimasto orfano del suo compagno nell’ultimo terremoto di Los Angeles.
Proprio durante le giornate di lutto, conosce Michael Billa che ama raccontare storie. Gettonatissime quelle che riguardano i ricordi della propria infanzia. Gli episodi si rincorrono. Si passa dagli episodi di nonnismo, quando da bambino veniva bersagliato dagli altri perché grasso e maldestro, all’amicizia con Deix, il giovane più attaccabrighe della scuola. Come se il tempo della scuola si fosse fermato, quel ragazzo è tornato per rivedere Michael con cui (forse) condivide un’identità… La risposta tra le pagine fresche di stampa.
Jonathan Carroll
Black cocktail
Fazi Editore
pagine 128
€ 14,00
IT è senz’altro uno dei romanzi più famosi di Stephen King, uno di quei libri che ha contribuito a formare la base del successo planetario del Re della letteratura horror-fantastica del secondo novecento, paragonabile forse (ma lo decideremo tra almeno una trentina d’anni) ai grandi dell’ottocento E.T.A. Hoffmann, H.P. Lovecraft, Edgar Poe.
Molti di voi ricorderanno la miniserie TV, girata per la ABC da Tommy Lee Wallace nel 1990, che terrorizzò una generazione di piccoli telespettatori (me compreso, lo ammetto). La notizia di oggi è che la Warner Bros parrebbe essere intenzionata a trarre dal mitico romanzo del Re un grande colossal hollywoodiano, per dare a Penny Wise, il clown più terrificante della storia dei clown, un’altra ondata di gloria.
Chissà se Dave Kajganich, il fortunato sceneggiatore che pare abbia ricevuto l’incarico, sarà in grado di far dimenticare la riproposizione televisiva di Wallace, invero abbastanza scarsa, e diventare per tutti l’unico e orignale film di IT.
Via | HorrorMagazine

Qualche giorno fa, sul sito del Corsera, è stato pubblicato il testo di una conversazione con Harold Bloom, uno dei critici letterari più celebri ma nello stesso tempo più discussi, autore di opere ritenute da alcuni capolavori assoluti della critica letteraria e osteggiati duramente da altri, come Canone Occidentale, per fare solo un esempio.
Proprio in linea con la sua personalità e con la sua idea di critica, che dev’essere “personale, appassionata e viscerale” piuttosto che impersonale ed oggettiva, il 78enne critico americano emette giudizi secchi e pesanti su alcuni personaggi del mondo letterario mondiale, scagliandosi anche contro il premio Nobel e i giudizi emessi dall’accademia negli ultimi anni.
E così Bloom ci rivela i suoi odi, soprattutto verso fenomeni come J.K. Rowling o Stephen King e i suoi amori, McCarthy, Philip Roth, Pynchon, DeLillo. Ma le frasi più taglienti e piccanti Bloom le scaglia contro alcuni degli ultimi vincitori del premio Nobel per la letteratura, dal più recente LeClezio, bollato come “illeggibile”, a Doris Lessing, “che ha scritto un solo libro decente quarant’anni fa, e oggi firma fantascienza femminista”, al nostro Dario Fo, “semplicemente ridicolo”.
Via | Corriere della Sera
Foto | ApparitionFilm

Dopo Stephen King, che ha ceduto ad Amazon i diritti del suo ultimo libro “Ur” (ne avevamo parlato qui), anche John Grisham cede al fascino degli ebook. Pare infatti che l’autore americano abbia stretto un accordo con la Random House, case editrice molto attenta al nuovo formato ebook, per la digitalizzazione dei suoi 22 romanzi. Ma non è il solo; molti altri autori americani si stanno muovendo in questa direzione.
La decisione ha il sapore della resa, più che dell’innovazione. I libri di Grisham infatti, come quelli di molti altri autori, sono già facilmente scaricabili, illegalmente, dalla rete. E’ sufficiente digitare le parole chiave: nome dell’autore più ebook, per trovare centinaia di siti che offrono la possibilità di leggere in pdf i maggiori best seller. Nel nostro paese invece si mostra contrario a questa tendenza Paolo Giordano, autore de “La solitudine dei numeri primi”, che, intervistato da Repubblica, ha dichiarato la sua contrarietà al fenomeno ebook, per lo meno per le sue opere.
Giordano in merito si dichiara conservatore, preferendo la carta stampata e, aggiungiamo noi, temendo di essere “piratato” con più facilità.
Via | La Repubblica
Foto | Flickr
Circolano dettagli sul prossimo lavoro di Stephen King: si sa che titolerà “Ur”, non sarà “solo” per il web e sì, avrà come protagonista un ebook Amazon. Malgrado l’impossibilità di esprimere un giudizio sull’opera prima di averla letta, i fan dello scrittore sono insorti, manifestando disappunto sulla scelta della trama. Caso fortuito o meno, sappiamo che Amazon ha annunciato Kindle 2, seconda versione del lettore per volumi in formato elettronico acquistato da oltre 500.000 persone (in soli sei mesi).
Il libro firmato da King sarà comunque come sempre ai confini tra fantascienza e giallo e verrà stampato anche dalla Scribner, la sua editrice storica. Secondo il Wall Street Journal l’iniziativa di Amazon preoccupa Google, il motore di ricerca che mette in rete intere biblioteche. A rassicurare tutti ci pensa King, che in passato aveva già dato in pasto agli internauti il romanzo “The Plant”. Anche il 14 marzo 2000, proprio su Amazon, aveva diffuso “Riding the Bullett” scaricabile al modico prezzo di 2 dollari e mezzo.
Dato all’ebook l’opzione del text-to-speech che, se non volete sforzare la vista, vi “fa leggere” il libro trasformandolo in audiobook. E regalatogli un look nuovo e più memoria (2 GB di spazio), l’attenzione dal lettore per libri-byte si sposta a cosa leggerà davvero nel nuovo libro di King. Pare che tutto ruoti intorno a un lettore di ebook. E la domanda sorge spontanea: che fine farà l’editoria tradizionale? Secondo voi?