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Tutti gli articoli con tag Shakespeare

Domani è la Giornata Mondiale del libro: voi come festeggerete?

pubblicato da Andrea Coccia

Domani è la Giornata Mondiale del libro: voi come festeggerete? Il 23 aprile del 1616, a molti chilometri di distanza l’uno dall’altro, William Shakesepare e Miguel de Cervantes, ignari l’uno dell’esistenza dell’altro quanto di aver cambiato per sempre la storia della letteratura mondiale, si spegnevano, privando il mondo, in poche ore, di due dei maestri più geniali e decisivi dell’arte di raccontare i destini umani.

Per questo l’UNESCO ha deciso, a partire dal 1996, di scegliere questa tragica data per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, che giornata che si festeggerà domani con centinaia di eventi, dibattiti e convegni in tutto i mondo.

Eppure il modo migliore per festeggiare il Libro rimane sempre lo stesso, vale a dire leggere, e quindi perché non sfruttare la concomitanza della festa con il sabato di Pasqua e dedicare una giornata al relax e alla lettura? Io lo farò senza dubbio, magari leggendomi Il terzo Reich di Roberto Bolano, pubblicato un paio di mesi fa da Adelphi e che da troppo tempo langue immobile sul mio comodino, e voi? Che farete? Che libro leggerete?

Tra l’altro vi segnalo che, per l’occasione, la casa editrice milanese ISBN, sempre molto attiva e molto propositiva, offre per due giorni a tutti i suoi lettori uno sconto del 50% sul tutto il suo catologo online: senza dubbio un’occasione interessante per fare il pieno di libri senza perdere un occhio della testa.

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Buoni propositi letterari per il 2010

pubblicato da sara

garzantina La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, si sa. Ma anche di buoni propositi, aggiungerei io scorrendo la mia lista di ‘buoni propositi letterari del 2009′ che avevo condiviso con voi.

Che senso ha allora aggiungerne ulteriori per quest’anno? Sono ancora lontana dall’aver letto l’opera omnia di Shakespeare (tanto forte il senso di colpa che oggi appena sveglia ho cominciato il Re Lear, che ho solo visto a teatro) per diventare una provetta ‘citatrice’ del bardo in ogni tempo e circostanza.

Lo scaffale di Agatha Christie, che avrei voluto arricchire come ‘provvista per l’estate’ (da sempre per me la stagione ideale per i ‘gialli’) è ancora identico a un anno fa. Devo riconoscere però che ho arricchito la sezione reportage (l’acquisto di cui vado più fiera è ‘Tre tazze di tè’ di Gregory Mortenson, che devo ancora iniziare).

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Giorgio Luzzi e il suo Sciame di pietra

pubblicato da Roberto Russo

Giorgio Luzzi e il suo Sciame di pietraSessantacinque poesie suddivise in sei sezioni compongono la raccolta Sciame di pietra di Giorgio Luzzi. E della pietra – della sua durezza, della sua forma, della sua levigatezza… – queste poesie sono impregnate. Nel senso che si tratta di poesie dure, in cui la parola viene piegata con forza all’esigenza del linguaggio (non è forse questo il significato etimologico della poesia, quel poiesis che significa inventare, comporre e non uno stare lì ad attendere l’ispirazione?) per creare un prodotto che della compattezza della pietra e della bellezza del ciottolo di fiume levigato dallo scorrere delle acque ha il sapore.

Giorgio Luzzi, così, fa poesia dalle occasioni più disparate e coniuga nel verso poetico quella tensione tra il già e non ancora espresso fin dall’epigrafe del libro (citando David Bromige – Go where you want to go. Yesterday – e Macbeth di ShakespeareAnd tomorrow creeps in this petty pace –) e rafforzata dal ricorso all’enjambement che costringe a pause di riflessione. Come, per esempio, in Morietur (di cui l’autore dice: “poiché sempre più la cronaca minaccia di sommergere la storia tentando di toglierla di mezzo, mi è sembrato sensato non vanificare la forte emozione vissuta alla notizia di ulteriori vittime – che le scuse israeliane naturalmente non poterono risarcire – all’interno delle sempre più atroce questione palestinese”):

Fu per un errore tecnico che Dio dotò i vivi
del privilegio della morte? La dolce sede
del verso non è il luogo più adeguato
per affrontare una questione tanto insolente. E infatti
la premessa potrebbe negare tanto Dio quanto l’errore:
Dio in quanto fallibile
l’errore in quanto inammissibile. Certo
se questa non fosse per tradizione la sede dell’estetico,
se questa, dicevo, non fosse una vera poesia italiana,
ci stringeremmo ciascuno in un cerchio di passione
perché i confini e il fine dell’umano
siano una specie di morte senza morte…

Giorgio Luzzi
Sciame di pietra
Donzelli, Roma 2009
pp. 120, euro 14,00

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Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby

pubblicato da sara

shakespeareHo letto ‘Shakespeare scriveva per soldi’ - l’ulteriore raccolta di recensioni di Nick Hornby per la rivista The Believer - perchè, dilettandomi nello scrivere di libri, ero curiosa di sapere come riesce a parlare di libri uno scrittore che mi piace molto (e questo nonostante io e il vecchio Nick ci siamo un po’ rovinati i rapporti dopo la lettura di ‘Non buttiamoci giù’ e nonostante per ora io mi astenga dal leggere ‘Tutto per una ragazza’ ).

Detto ciò, non posso che consigliare a chiunque di leggere questo libro, in cui il nostro continua nel suo mestiere di atipico ‘recensore’ per la rivista di Dave Eggers , nonostante in alcuni articoli ammetta di non aver letto neanche un libro di quelli promessi ai Polysillabic Spree, gli 87 vestiti di bianco che redigono la rivista (ma il numero degli immaginari Spree cambia sempre, nelle sue citazioni).

Ed è o non è un ottimo motivo per interrompere le letture quello di seguire i Mondiali di calcio (gli articoli vanno dal 2006 al 2008, quando la rubrica viene chiusa)?. Ed è esilarante il fatto che l’autore giustifichi una sua assenza di cinque mesi dicendo di essere stato rinchiuso dagli Spree in caverne dove la giusta pena per i redattori indolenti è quella di leggere scrittori sloveni (i cui tomi vengono conservati sotto il letto in caso venisse voglia di suicidarsi).

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Buoni propositi letterari per il 2009

pubblicato da sara

leggereAllora, non so voi, ma a me capita sempre. Mi capita di guardarmi intorno per la mia stanza, e di capire a colpo d’occhio che è ora di ‘mettere a posto’ la libreria. ‘Mettere a posto’ la libreria - che non c’entra nulla con la sua pulizia periodica - è in realtà un’azione che in linea di principio non ha alcun senso: i libri sono sempre lì, immobili, e non è che da soli creino un gran disordine, una volta che li hai collocati nei loro spazietti.

Però ovviamente mettere a posto la libreria ha tutto un altro senso: ovvero, consiste nel voler dare un diverso ordine ai libri: perchè alcuni non dovrebbero stare vicini ad altri. O perchè nei mesi - non te ne sei accorta? - ti sei appassionata di reportage dall’estero. Ormai il numero dei volumi è abbastanza consistente dal richiedere una mensola a sè stante.

Ma soprattutto ti accorgi che sostanzialmente ‘mettere a posto’ la libreria significa una sola cosa: creare nuovi ’spazi’ vuoti fra i libri che hai. Spazi che giustifichino la tua voglia di acquistarne altri dello stesso argomento (o della stessa casa editrice o dello stesso colore di copertina: dipende dal criterio che usate per metterli in ordine). Questo è esattamente il momento in cui scoprire le proprie ‘lacune’, ovvero stupirsi di non aver mai incluso fra i propri libri alcune letture importanti.

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Ds Book collection: 100 classici della letteratura da Nintendo

pubblicato da sara

Nintendo

DS Book Collection: si tratta della raccolta di 100 classici della letteratura mondiale che, leggo, Nintendo metterà in commercio in Inghilterra a partire dal 26 dicembre grazie alla collaborazione con l’editore Harper Collins.

Grazie al software della casa, si potranno leggere i testi “sul doppio schermo della console portatile con funzioni di segnalibro e di ricerca rapida; i classici saranno sfogliati tramite il pennino della portatile Nintendo”.

Tra gli autori, Shakespeare, Dickens, Stevenson, Jules Verne, Alexandre Dumas, Jane Austen, Edgar Allan Poe

Via | Gamestar
Foto | Flickr

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In uscita Jaesper Fforde: "C'è del marcio", con buona pace di Shakespeare

pubblicato da cristiano

Jasper Fforde- C'è del Marcio“C’e del marcio” , ma questa volta a pronunciare la fatidica frase non è Amleto.
Arriva oggi in Italia, per i tipi della Marcos Y Marcos, il quarto libro della serie Thursday Next, dello scrittore londinese Jasper Fforde. Per chi non avesse letto i precedenti libri della stessa serie (Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro e Il pozzo delle Trame Perdute) precisiamo che Thursday Next è un detective letterario.

I romanzi di Fforde sono infatti ambientati in un presente sensibilmente diverso da quello che conosciamo, in cui i dodo sono geneticamente replicati come animali da compagnia e il mondo è sulla buona strada di essere asservito alla malvagia Goliath Corporation . Ma soprattutto, e questo è il tratto più originale interessante e divertente dei libri di Fforde, è un presente estremamente attento alle questioni letterarie, tanto da creare un corpo di detective dedicato solo ai reati letterari.

Ma non basta. Il detective Next infatti, per una serie di casi fortuiti, si scopre capace di entrare letteralmente nei libri. E qui comincia il vero divertimento. I libri di Fforde sono non solo spassosi ma anche estremamente intelligenti e particolarmente godibili se si possiede, perlomeno, una infarinatura di letteratura classica inglese.

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I viaggi di Shakespeare

pubblicato da sara

Cosa faceva William Shakespeare nella sua vita a parte scrivere? Ne sappiamo molto poco, in realtà, e a parte le fantasie cinematografiche di Shakespeare in love, non mi risulta che nessun altro abbia provato ad immaginarlo. Ora arriva questo libro, edito da Robin “Il viaggio di Shakespeare” (in libreria dal 27 settembre), in cui un drammaturgo, Leon Dudet, nel 1895, prova ad immaginare le peregrinazioni del vecchio Will.

Durante i suoi viaggi Shakespeare conoscerà bizzarri personaggi, come il capitano della nave che si sposta da Dover a Delf, Blacknaff. Un marinaio che e’ solito raccontare ai suoi uomini storie fantastiche. Ma vengono immaginate anche le sue letture, riportate riflessioni critiche e sull’amore per la vita o l’istinto per il vagabondaggio.

Un testo d’altri tempi, del tutto diverso dal thriller “W.” già in libreria e che racconta delitti ispirati ai drammi del bardo.

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