
I fan della saga di Harry Potter sono in fibrillazione: è attivo da qualche giorno il sito Pottermore, con la scritta coming soon e la firma della Rowling. Se si clicca su uno dei due rapaci laterali si viene reindirizzati al canale Youtube della Rowling che visualizza un conto alla rovescia.
È senza dubbio un’operazione pubblicitaria a poche settimane dall’uscita del film Harry Potter e i doni della morte, ma la curiosità è molta. L’autrice ha affermato che non si tratta di un nuovo libro e in rete si trovano le proposte più fantasiose: un social network per i fan, un gioco di ruolo, una sorta di enciclopedia interattiva.
Secondo voi, cosa potrebbe contenere questo sito?
Via | Panorama

I libri (come i film e le persone) in grado di suscitare un grande amore hanno in sé il potenziale per scatenare un altrettanto grande odio. E’ il caso della saga di Harry Potter che ha affascinato e “stregato” milioni di fan, come testimonia anche l’ultimo post sull’argomento qui su Booksblog. Accanto infatti a tanti ammiratori pare che negli Stati Uniti non passi giorno in cui qualcuno chieda il ritiro dal mercato librario delle avventure del maghetto.
Il partito dei censori, che molti credevano estinto in Occidente con la fine dei totalitarismi, è vivo e vegeto e non si fa scrupoli a inserire nella lista nera anche autori del calibro di Steinbeck, Salinger e Mark Twain. Le motivazioni sono a dir poco deboli: Holden sarebbe troppo scurrile, Huckleberry Finn troppo intraprendente, Uomini e topi troppo rivoluzionario.
E’ per questo che l’American Library Association ha lanciato la “Settimana dei libri banditi” avvalendosi di autorevoli sostenitori come il New York Times che ha sottolineato i rischi per la libertà di espressione. Le contraddizioni della grande America continuano a sorprendere e pare che all’ombra del grande sogno di libertà si aggiri ancora lo spettro del proibizionismo.
Via | La Repubblica
Foto | Flickr
La notizia ha del comico: per l’ennesima volta qualcosa di strano ed imprevisto si abbatte sul mondo di Harry Potter. E così, dopo le disavventure passate della Rowling, quando era alle prese con la stesura dei libri (copie dell’Ordine della Fenice ritrovate in un campo, ad esempio), anche la sceneggiatura del film “Harry Potter e I Doni della Morte” è finito in mano a dei fortunati avventori del pub Waterside Tavern a Kings Langley.
Pare, infatti, che la più segreta sceneggiatura cinematografica, sia stata dimenticata da qualcuno vicino alla produzione nel pub dell’Hertfordshire, e ritrovata da un semplice avventore, che si è visto bene da distruggerla ed ha preferito consegnarla (venderla?) al tabloid britannico The Sun. Il giornale, naturalmente, non ha perso tempo e dato la notizia più eclatante legata alla sceneggiatura: il film conterrà dei cambiamenti rispetto al libro. Per fortuna della Warner Bros il The Sun ha voluto evitare gli spoiler ai fans, pubblicando le foto della sceneggiatura oscurando però i testi. Il film uscirà nel novembre 2010, e per saperne di più e sbirciare i dietro le quinte, potete fare un salto dai cugini di Cineblog.
Non che ci sorprenda più di tanto… qualcuno ricorderà bene che anche noi abbiamo avuto spoiler e anteprime sul manoscritto, per non dire della traduzione/riassunto dei capitoli che circolava on line già mesi prima dell’uscita in italiano. Harry Potter in quanto saga fantasy di romanzi sarà pure finito, e ben presto finiranno anche i film a lui dedicati, ma di sicuro il fenomeno Potter avrà ancora tantissimo da “inventare”… sempre se la Rowling non si faccia prendere dalla nostalgia e ci racconti qualcosa di nuovo.
Dopo aver trasformato le storie della neo first lady Michelle Obama, di Oprah Winfrey e della principessa Diana in altrettanti albi a fumetti, la Bluewater Productions, probabilmente convinta dal successo dei primi esperimenti, continua sulla stessa strada e annuncia lo stato di working in progress per due progetti che riguardano la vita di due tra le donne più popolari della letteratura odierna.
La prima è J.K. Rowling, dalla cui mente è nato il maghetto più famoso di sempre, Harry Potter, l’altra è Stephenie Meyer, autentica re Mida della letteratura degli ultimi cinque anni. Dalle loro due storie, due biografie che probabilmente affronteranno anche la fase di ideazione e realizzazione dei rispettivi bestsellers, saranno prodotti due fumetti della serie Female Force, fumetti che faranno sicuramente impazzire gli innumerevoli fan.
Dopo l’uscita di queste due nuove avventure “Female Force”, la casa editrice americana Bluewater Productions ha annunciato di essere in procinto di valutare se continuare o meno nella serie. Nel caso la risposta commerciale sia positiva, i nomi di scrittrici su cui la Bluewater punterebbe sarebbero quelli di Toni Morrison, Ayn Rand, Margaret Atwood, Ursula LeGuin, Harper Lee, Anne Rice, Beatrix Potter e Virginia Woolf.
Via | Adnkronos
La scrittrice britannica Joanne Kathleen Rowling, creatrice del mago più famoso e comprato della storia della letteratura di goni tempo e ogni luogo è stata accusata di plagio, insieme con la casa editrice Bloomsbury, dalla famiglia di Adrian Jacobs, scrittore inglese morto in un ospizio di Londra nel 1997.
Secondo gli eredi di Jacobs, infatti, la Rowling avrebbe copiato ingenti parti di Harry Potter e il calice di fuoco da un libro scritto da Jacobs nel 1987 e intitolato The Adventures of Willy the Wizard-No. 1 Livid Land . Pronta la reazione della casa editrice della scrittrice britannica che ha detto: «La Rowling non ha mai sentito parlare di Adrian Jacobs, né letto nulla di suo fino a quando suo figlio fece una denuncia simile nel 2004, quasi sette anni dopo l’uscita del primo Harry Potter, dopo la quale non fu provato alcun plagio. Willy the Wizard è un libretto di scarsa sostanza, lungo 36 pagine, che ebbe circolazione molto limitata. Willy non è un giovane mago e il libro non si svolge attorno a una scuola di magia».
Dal canto suo, la famiglia di Jacobs si attacca ad un particolare «Sia Willy sia Harry devono capire l’esatta natura della prova principale della gara, cosa che accade dopo che ricevono un suggerimento in bagno. Lì capiscono come salvare ostaggi umani imprigionati da una comunità di creature mezze umane, mezze animali». Vista così sembra proprio una cavolata, anche perchè si potrebbe fare lo stesso giochetto su migliaia di opere letterarie, più o meno quello che provò Propp con le fiabe russe. Voi che pensate?
Via | IlMessaggero
Foto | Wikipedia
Abebooks è un nome molto conosciuto per tutti gli appassionati bibliofili e collezionisti di ‘prime edizioni’ dei loro libri preferiti. Il sito infatti comprende un inventario di 110 milioni di libri, fra cui milioni di libri usati (a partire da 75 centesimi) e spesso viene citato per le cifre da capogiro che riescono a raggiungere i testi messi in vendita: sbirciando nella classifica dei più venduti, trovi ad esempio un Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban di JK Rowling venduto, lo scorso anno, a 9.300 euro.
D’altronde, era una prima edizione inglese autografata, con sovraccoperta firmata dall’illustratore Cliff Wright, leggo. Ma gli italiani, che notoriamente leggono poco (ovvero: pochi italiani leggono molto, la stragrande maggioranza legge poco, o niente), anche se le statistiche rendono noto un dato in crescita, investono in libri? E sono disposti a pagare cifre cosi altre per un libro, nonostante la crisi?
Ho avuto occasione di chiederlo a Laura Maffezzini, che si occupa della parte italiana di Abebooks. “I libri devono in qualche modo competere con la televisione, internet ed i videogames, ma non sono morti - spiega Maffezzini, che è, cito alla lettera, Sales and Account Management Representative -. L’Italia ha una grande tradizione letteraria e la fiducia degli italiani nell’e-commerce sta crescendo. Non avremmo deciso di lanciare il sito italiano nel 2008 se non avessimo creduto nelle potenzialità di questo mercato ed i risultati ci stanno dando ragione: AbeBooks.it, in poco più di un anno di vita, ha visto una crescita continua. Siamo sicuri di poter continuare con questo trend positivo”.
Continua a leggere: Abebooks.it: investire nei libri, nonostante la crisi

JK Rowling non si dà pace da quando ha scoperto che il sito di book sharing Scribd (un vero e proprio YouTube dei libri, secondo alcuni editori atterriti) metteva a disposizione dei suoi utenti delle copie piratate della serie di Harry Potter.
Dalla scorsa notte l’autrice e i suoi editori stanno facendo di tutto perché i file in questione vengano rimossi dal sito, uno ad uno, e sono esterrefatti dall’atteggiamento dei gestori di Scribd. Una volta avvertiti della cosa, questi si sarebbero sì dimostrati collaborativi per quanto riguarda la rimozione dei casi segnalati, ma si sarebbero ben guardati dal cercarne di altri simili, come in attesa di altre segnalazioni. Casi che, invece, di ora in ora sempre più numerosi, stanno arrivando all’attenzione degli aventi diritto d’autore.
Secondo i fondatori, Scribd sarebbe dotato di un sistema automatizzato che previene l’immissione di nuove copie di testi contraffatti. Ma per avere giustizia su quelli già presenti in archivio, non resta che un’azione diretta, legale o non, da parte degli editori. E molti altri casi stanno facendo sentire la loro voce, dopo le accuse della Rowling, facendo pagare a Scribd in reputazione lo scotto di una policy così “leggera”.
Via | TechCrunch

Joanne Kathleen Rowling, per gli appassionati JKR, scrittrice dal successo mondiale dal cui ingegno è sortita una delle più famose icone di sempre, Harry Potter, ha recentemente vinto l’Edimburgh Award, il premio che la città scozzese, dove la Rowling vive stabilmente con tutta la famiglia e dove ha creato il maghetto Potter, consegna alle personalità che più danno lustro alla città.
Ora la Rowling, che è la seconda scrittrice ad assicurarsi l’onorificenza cittadina dopo Ian Rankin, dovrà posare i palmi delle sue mani nella calce per una trentina di secondi, per regalare alla città che la ospita da tre lustri, l’impronta delle mani che hanno scritto le avventure più lette della storia della letteratura.
La Rowling, non disdegnando la retorica della fatica dello scrivere ha commentato con queste parole la vittoria del Edimburgh Award: “Sono le mani di uno scrittore a creare la storia, pertanto sono profondamente onorata che le mie unghie spezzate a causa della tastiera e i miei calli dovuti allo sfregamento contro la penna vengano commemorati nel luogo dove ho creato Harry Potter”. Deve essere stato proprio duro scrivere Harry Potter, meno male allora che la povera Joanne Catherine ha guadagnato abbastanza e può permettersi di smettere di rompersi le unghie e rovinarsi i polpastrelli…
Via | FantasyMagazine
Foto | Flickr
E’ questo il senso dell’articolo del Telegraph, che commenta il subitaneo successo dell’ultimo libro di fiabe di J.K. Rowling, le Fiabe di Beda il bardo.
Rinviando a una lettura integrale dell’articolo, interessante lo spunto secondo il quale Rowling avrebbe ripreso in alcuni racconti la struttura di fiabe famosissime (ad esempio ‘I vestiti nuovi dell’Imperatore’) e che, per sua stessa ammissione, le sue fiabe (in cui le eroine sono molto più forti dei classici personaggi femminili delle fiabe, nota la giornalista) sono come ogni altra fiaba, storie in cui la virtù è sempre ripagata” o in cui ad esempio qualsiasi cosa può trasformarsi in qualcosa di migliore.
Ma come si spiega il successo di questo libro e perchè il mondo ha ancora bisogno di fiabe? Perchè,azzarda l’autrice, in un mondo di incertezza economica, quello che ci rimane è l’idea che i soldi non sono tutto nella vita, ma sono più importanti valori come il coraggio o la famiglia? O perchè, continua, magari è ideale il momento in cui sono stati pubblicati: ci avviciniamo al Natale e in fondo anche i Vangeli riportano episodi suggestivi quanto una narrazione fiabesca.
Via | Telegraph

I lettori di Harry Potter possono essere distinti in quattro differenti tipologie. Secondo il professor Stephen Brown dell’Università di Ulster ogni tipo è conforme ad ognuna delle quattro casate della scuola di Hogwarts.
Gli “Hufflepuff”, che leggono lentamente, in modo regolare e costante ed amano rileggere più volte i libri della saga, i “Gryffindor”, entusiasti ed energetici nella lettura, divorano le ultime uscite di Harry Potter ma passano immediatamente ad altre novità.