Nove libri per celebrare un genio della macchina da presa, il maestro Alfred Hitchcock a 30 ann dalla scomparsa (28 aprile 1980). Li manda in libreria la casa editrice Lindau.
Hitchcock, per conoscere il quale vi consiglio lo splendido libro-intervista di Truffaut, era un maniaco della ’scrittura della luce’. Definiva personalmente nei dettagli ogni scena, prima di girarla, e nel libro rivela la sua personale ‘ricetta’ per creare la suspence.
Famosa la ‘costruzione’ della scena della bomba sotto il tavolo (inquadra la bomba, poi i commensali che scherzano e ridono seduti al tavolo, poi ancora la bomba).
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Ne avevamo già anticipato l’uscita, in una edizione rinnovata, per i tipi Rizzoli. Dopo averlo letto, non possiamo non consigliarvi di portare sotto l’ombrellone ‘Gli antipatici’ di Oriana Fallaci, una raccolta delle sue interviste più famose che ci racconta un pezzo di un’Italia sparita.
Fallaci stessa li definì ‘antipatici’ perchè si tratta di alcune delle personalità più in vista, all’epoca delle sue interviste. E così le capita di essere ricevuta in camera da letto da una giovanissima Catherine Spaak incinta che non sa rispondere alle sue domande più banali sulla storia contemporanea (le Iene non hanno inventato niente, insomma), oppure di capitare a casa di Nilde Iotti incrociando anche lo sguardo del compagno storico Togliatti (se Iotti decidesse di fucilarmi, sono convinta anche che mi convincerebbe della fondatezza delle sue ragioni, scrive la giornalista).
Bellissima davvero l’intervista a Ingrid Bergman, sulla bellezza di non provare rancori per le sofferenze d’amore e sul modo migliore di affrontare la paura di invecchiare (vi innamorerete di lei). Ma c’è anche Salvatore Quasimodo (un giorno mi diranno che è morto, e io saprò di cosa, è morto di Nobel, dice Fallaci, citando la sua ossessione per l’ambito riconoscimento, nominato spessissimo durante la conversazione).
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“Quando eri viva non si poteva parlare di te, e ora che sei morta non si fa che scoprire nuove tue relazioni, nuovi tuoi testamenti amicali, nuove memorie in comune fra te e altri che nessuno aveva mai sospettato fosse parte del tuo mondo”. Così la giornalista Lucia Annunziata parla di Oriana Fallaci nella prefazione della nuova edizione di ‘Lettera a un bambino mai nato’ che Rizzoli ha deciso di dedicare a questo romanzo della giornalista e scrittrice, scomparsa tre anni fa.
Si aggiunge così un altro ricordo della scrittrice ai tanti che in vari modi, dalla sua scomparsa, hanno parlato di lei. “Immagino sempre che ti stai godendo tutta questa attenzione. Vanitosa che eri”, continua Annunziata, che riporta come Fallaci la sollecitasse a parlare, a esprimersi su tutto senza remore, non come le giornaliste italiane, che sono delle ‘monachelle, delle impiegate, delle massaie del giornalismo’.
Mentre lei, continua Annunziata nel suo ricordo della collega scomparsa, scriveva puntando a una sorta di ‘nudità’ dei pensieri, con la precisione di un anatomopatologo. Da segnalare anche, della stessa casa editrice, la pubblicazione de ‘Gli antipatici’, una raccolta delle interviste famose della giornalista, da Ingrid Bergman a Quasimodo, passando per Fellini o Anna Magnani.
Oriana Fallaci
Gli Antipatici
Rizzoli ed.
10 euro
Via | Corriere del Mezzogiorno
Uno scritto di Sandro Veronesi sulla persona e l’opera di Alberto Moravia appare sull’ultimo numero della rivista letteraria ‘Il Portolano’, edita dal toscano Polistampa, protagonista se ricorderete di un caso editoriale dello scorso anno, quel memoriale di Roberto Nencini ‘Morirò in piedi’ che ci fece vivere la compagnia di Oriana Fallaci negli ultimi giorni della sua vita.
Fondata nel 1995 da Francesco Gurrieri, Piergiovanni Permoli e Arnaldo Pini, il trimestrale pubblica articoli di scrittori e critici letterari dedicati a scrittori italiani e internazionali. Sulle sue pagine, potremmo trovare andando a sfogliare l’archivio interventi di Mario Luzi, Andrea Camilleri, Claudio Magris, Rossana Rossanda, e appunto Sandro Veronesi.
Da non perdere (o richiedere arretrati) i numeri monografici, che in passato sono stati dedicati a grandi autori come Alessandro Parronchi, Ernest Hemingway, Carlo Betocchi, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Ezra Pound, Ottone Rosai, Jean Paul Sartre e Mario Luzi.
Il Portolano
Polistampa ed.
8 euro
via | Polistampa
Anche io ho fatto un salto dalla sedia a leggere di questa ultima “autobiografia” di Oriana Fallaci, che come ha annunciato il nipote Edoardo (designato erede unico dalla reporter) uscirà a breve per l’editore Rizzoli.
Non si tratta in realtà di una vera e propria “autobiografia” di Fallaci, perchè la giornalista ha voluto fare le cose in grande: narrare la storia della sua famiglia dai tempi della dinastia dei Medici fino ai primi dell’800.
Ho letto poi, in un articolo del Messaggero, che alla domanda se parte del ricavato del libro andrà in beneficienza il nipote di Oriana si è messo a ridere dicendo che lei non avrebbe voluto. Em che, d’altronde, tolte le tasse da pagare in America, dell’eredità della zia non è rimasto quasi nulla. Sarà. Spero solo che la sua eredità letteraria e giornalistica, ben più importante, sia preservata al meglio.