Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Niccolò Ammaniti

La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012

pubblicato da Roberto Russo

La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012

Mini classifica degli editori all’interno della più ampia classifica settimanale dedicata agli eBook. Quali sono, dunque, gli editori che hanno venduto più eBook in questa settimana?

  1. Feltrinelli, Longanesi, Newton Compton – cinque titoli a testa
  2. Corriere della Sera – quattro titoli
  3. Narcissus Self Publishing – tre titoli
  4. Einaudi, Mondadori, Sperling&Kupfer – due titoli a testa
  5. Area51 Publishing, BUR, Codice, Fazi, Il male, La Repubblica, Nord, Seneca, Tre60, Zocalo Project – un titolo a testa

Gli eBook di queste case editrici che sono presenti nella classifica settimanale redatta secondo i criteri di Booksblog sono i seguenti:

Continua a leggere: La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012

....
condividi 1 Commenti

"Il momento è delicato" di Niccolò Ammaniti

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Il momento è delicatoIl 27 aprile arriverà “la nuova fatica” di Niccolò Ammaniti, la raccolta di racconti “Il momento è delicato”, apparirà sugli scaffali delle librerie in un venerdì di primavera, a poca distanza da una Festa della Liberazione quasi dimenticata. Alle porte dell’ultimo week-end di aprile, e sotto il segno di Einaudi Stile libero, proviamo ad immaginare le pagine di questa “nuova prodezza ammanitiana”, tra l’odore di un’anteprima troppo scarna e l’eco potente degli scritti precedenti, si forma come una bolla, che assomiglia a quelle piccole sacche d’aria che fuoriescono quando ci si trova sott’acqua. Ho sempre immaginato che il ritmo dell’attesa avesse la ripetitività delle onde, ad ascoltarle da vicino si potrebbe quasi immaginare che siano radiocomandate, nella loro incrollabile precisione, e invece, a fissar bene l’orecchio, ci si si rende conto che hanno una somiglianza incredibile con la respirazione di chi cerca di calmare il proprio spirito a contatto con la loro rassicurante ritmicità.

E siamo di nuovo da capo. Alcune “inquietanti” voci di corridoio, lasciano trapelare particolari raccapriccianti. Sembra addirittura che la raccolta annoveri tra i suoi personaggi un alieno celato nelle seducenti sembianze di Alba Parietti, oltre che l’abituale marito infedele, e un ladro di galline alle prese con una casa stregata. Di che attendere con palpitazione insomma, alla luce delle ultime “precedenti prodezze” dello scrittore romano, come “Io e te” e “Che la festa cominci”, che avevamo già portato tra le nostre pagine.

Sperando che uno degli “autori più amati dagli italiani” non ci lasci con l’amaro in bocca, e in trepidante apprensione di ulteriori particolari, vi lasciamo il suo personale augurio di apertura.

C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati.
Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso.

Via | einaudi.it

....
condividi 0 Commenti

Io e te di Niccolò Ammaniti

pubblicato da Juri Testa

Io e te di Niccolò Ammaniti La lettura dell’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, “Io e te” (Einaudi Stile Libero, 116 pp., 10 euro) mi ha lasciato una sensazione che provo spesso con gli scrittori italiani. Si tratta di quell’aurea da fiction nostrana, da film che si lascia seguire volentieri ma che in fondo lascia ben poco. Ma partiamo dalla trama.

Il protagonista si chiama Lorenzo, ed è un ragazzo di quattordici anni molto introverso. Se potesse, passerebbe le giornate leggendo Stephen King o davanti a un videogioco. Lorenzo, dato che i suoi genitori sono molto preoccupati per lui, dice di essere stato invitato da un’amica a Cortina. La madre, per la felicità, scoppia persino a piangere.

Ma Lorenzo non è stato invitato da nessuna parte, e per scongiurare eventuali cazziatoni si chiude in cantina e telefona ogni tanto alla madre commentando le sue fantomatiche giornate in montagne, in attesa che la sua “vacanza” finisca. Un giorno, però, si ritrova tra i piedi la sorellastra, Olivia, una ragazza con molti problemi.

Continua a leggere: Io e te di Niccolò Ammaniti

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola

pubblicato da Andrea Coccia

New italian realism: dal 23 gennaio in libreria Tirature 2010, l'annuario di letteratura italiana curato da Vittorio Spinazzola
Come ogni anno, da ormai diversi lustri, appena superate le idi di gennaio iniziano a trapelare le prime informazioni su una delle uscite più attese dell’anno accademico e letterario italiano, sto parlando della pubblicazione dell’annuario di letteratura italiana Tirature, edito dalla casa editrice milanese, Il Saggiatore e curato da Vittorio Spinazzola, professore emerito dell’Università degli studi di Milano e grande sostenitore dell’apertura del canone letterario ai generi da sempre considerati minori e, per questo, relegati ai confini della letterarietà.

A quanto pare dalle prime indiscrezioni, che leggo oggi su Repubblica, Tirature 2010 avrà come titolo New italian realism, in netta opposizione dunque con il fenomeno della New italian epic, generato attorno ai ragionamenti del collettivo letterario Wu Ming nel 2008 e tuttora in atto. Ovviamente, però, prima di valutare i toni e le ragioni della “polemica”, aspetto di avere tra le mani il nuovo numero di Tirature, che sarà distribuito nelle librerie italiane a partire dal 23 gennaio.

Per quanto mi riguarda, in ogni caso, l’attesa è ricca di aspettative e curiosità, curiosità alimentate, da una parte, dal fatto che Spinazzola, e ancor di più la gran parte dei suoi collaboratori, sono stati (e alcuni lo sono tuttora, miei professori), dall’altra perché in un eventuale dibattito tra New italian epic e New italian realism io godrei dello smisurato vantaggio di osservare la battaglia dall’esterno, convinto come sono che sia il contenuto, più delle etichette, ad essere la questione importante.

In ogni caso, tra la nuova epica di Giuseppe Genna o dei Wu Ming, e il nuovo realismo di un Niccolò Ammaniti o di una Melania G. Mazzucco, a detenere la palma del migliore, dal mio punto di vista, saranno sempre le ossessioni e le immaginazioni fantastiche di un Michele Mari. Perché in fondo non c’è niente di più vero, in letteratura, di una menzogna.

Via | Repubblica

....
condividi 0 Commenti

Che la festa cominci, di Niccolò Ammaniti

pubblicato da dario

Che la festa cominci, di Niccolò AmmanitiChe la festa cominci di Niccolò Ammaniti è un romanzo che definirei cazzone. Non c’è termine più raffinato per indicare quel mix di goliardia, volontaria cialtronaggine, divertita satira, gusto dell’effettaccio (comico, horror, sentimentale, erotico) e del post-moderno che caratterizza il redivivo stile degli esordi dello scrittore romano.

E’ un romanzo intelligente, molto divertente e soprattutto onesto. L’onestà emerge a monte - probabilmente Ammaniti mancava di energie per un altro monstre narrativo e psicologico come l’ottimo (secondo me) Come Dio comanda; piuttosto che gettare fumo negli occhi ha preferito uscirsene con un quasi-divertissment senza pretese né particolari ambizioni, in linea con le sue prime produzioni ma al tempo stesso molto più maturo - e si ripercuote a valle - il personaggio dello scrittore Fabrizio Ciba mi pare una straordinaria operazione-verità, almeno in parte una confessione e un mea culpa, un misto indimenticabile di critica e autocritica.

Spiego l’ultima affermazione con un aneddoto: ho conosciuto Ammaniti durante una presentazione di Io non ho paura a Messina. Con la giacca di tweed lisa sui gomiti e tenuta in piega dentro un barattolo di marmellata, con i pantaloni sformati e di due taglie più grandi, con il gilet comprato in un charity shop di Portobello. Mise su uno sguardo impaurito cercando di apparire leggermente goffo e imbarazzato. Tipo alieno teletrasportato dalle grotte venusiane. Il messaggio corporale che inviava era semplice: Io sono il più grande scrittore esistente sulla terra, eppure capita anche a me di arrivare in ritardo perché, nonostante tutto, sono una persona normale, proprio come voi. Questa è la deliziosa descrizione che lui fa ora dello scrittore vanesio Fabrizio Ciba, protagonista di Che la festa cominci. Ma non trovo parole migliori di queste per descrivere come mi apparve lui stesso, Niccolò Ammaniti, circa otto anni fa. Aggiungo un solo particolare: come cordicella per gli occhiali usava dello spago da pacchi, di questo tipo.

Continua a leggere: Che la festa cominci, di Niccolò Ammaniti

....
condividi 5 Commenti