“I love you, I want you, I need you. I am yours just as you are mine. There. I have declared my love for you”.
Ecco allora, come promesso, un estratto di una delle due belle lettere d’amore che mi sono arrivate grazie all’iniziativa del Times. Ne ho scelta una di Neil Gaiman. Però questa lettera mi sembra bella (e se odiate le lettere d’amore potete anche passare al post successivo!). Parla di un ragazzo che in un circo fa la “statua vivente”, e che si innamora di una giovane che lavora con la sua compagnia, e che non si è mai accorta di lui. Eccone qualche brano (è molto lunga):
Iniziamo questa lettera, questo preludio ad un nostro incontro, in modo formale, proprio come se fosse una dichiarazione all’antica: ti amo. Tu non mi conosci (nonostante tu mi abbia visto, sorriso, messo una monetina sul palmo della mia mano). Io ti conosco (anche se non come vorrei. Io vorrei essere lì quanto sbatti le tue palpebre nel mattino, e mi vedi, e sorridi…). Così io mi dichiaro a te, poggiando questa penna sul foglio. E ti dichiaro ancora una volta: ti amo (—)
Ricordo quando per la prima volta ho ammesso a me stesso che tu avevi preso l’abitudine di guardare me, e solo me, mentre camminavi attraverso la piazza. Tu ti fermavi. Tu mi ammiravi. Mi hai visto, una volta, fare un movimento per un bambino, e hai detto a una donna che era con te, abbastanza ad alta voce da farti sentire, che io avrei davvero potuto essere una statua. Lo prendo come un grandissimo complimento. Io ho tanti differenti modi di muovermi, ovviamente - come le lancette di un orologio… posso muovermi come un robot. Posso muovermi come una statua che torna alla vita dopo essere rimasta una pietra per secoli. (…)
Parola di Neil Gaiman. In una recente intervista sul Guardian, Gaiman dà mostra della sua vena artistica e della sua poliedricità.
Parlando di scrittori, dice:
Gli scrittori sono lontre. Le lontre non sono addomesticabili. I cani sì: se vuoi che si siedano li addestri e dai loro un premio ogni volta che si siedono. Ma le lontre… se fanno qualcosa di bello e tu dai loro un pesce, all’occasione successiva faranno qualcosa di ancora più bello. Oppure proveranno a fare qualcosa di completamente diverso. Penso che la maggior parte degli scrittori siano lontre.
L’intervista prosegue poi tra racconti sul mondo editoriale, sui blog (il suo, in cui dialoga con i fan, ha più di un milione di visitatori) e l’incontro con i lettori. E ovviamente fumetto, cinema, narrativa per ragazzi. Non mancano le anticipazioni sul libro che sta scrivendo: la storia di un bambino, la cui famiglia viene uccisa, che riesce a scappare in un cimitero, dove viene adottato dai morti che gli insegnano le loro conoscenze. E stiamo certi che in futuro continuerà a stupirci: “se dovessi scegliere tra qualcosa che ho già fatto con successo e qualcosa che non ho mai fatto prima rischiando di rendermi idiota, farei ciò che non ho mai fatto prima!”
Arriverà nelle sale il 12 ottobre l’atteso fantasy “Stardust”, il film basato sul romanzo fantasy di Neil Gaiman, in cui recitano Michelle Pfeiffer e Robert De Niro. L’autore, che ha creato fra le altre cose il personaggio dei fumetti “Sandman”, all’ultimo Festival Letteratura di Mantova ha presentato anche il suo ultimo libro di racconti, “Il cimitero senza lapidi e altre storie nere”, edito da Mondadori.
Storie che solo ad accennarle viene voglia di leggerle: bimbi sperduti allevati dai custodi di uno strano cimitero, una vecchietta che compra al mercato il santo Graal, ma anche, in concorso al premio Hugo 2007 “Come parlare con le ragazze alle feste”, che sostiene la tesi che “le ragazze arrivano davvero da un altro pianeta”.
“Perché il fantasy ha così successo? Perché oggi il mondo assomiglia sempre di più agli incubi urbani di James Ballard – ha detto in un’intervista nello scorso numero di “D” di Repubblica – la fantascienza vera e propria non offre mondi alternativi più ospitali. Invece il fantasy regala magia e senso di meraviglia, un mondo accogliente e piacevole”.
Perché in fondo, scrive Gaiman nel suo ultimo libro, è proprio vero: “Con un racconto puoi viaggiare fino all’altro capo dell’universo e tornare in tempo per la cena”.