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Tutti gli articoli con tag Milena Agus

Quando dorme il pescecane, di Milena Agus

pubblicato da sara

milena agusSe vi è piaciuta la Contessa di ricotta, non rimarrete delusi da Mentre dorme il pescecane, il primo romanzo pubblicato da Milena Agus, autrice scoperta dal pubblico dei lettori con Mal di pietre.

In effetti nell’ultimo romanzo Agus riprende dei leit motiv di questo suo primo: la figura della donna ipersensibile che ha paura delle brutture del mondo (qui è la madre), la paura profonda di essere destinate a non essere amate.

Come anche nel caso del personaggio di Maddalena, la sorella della contessa di ricotta, la Agus non ci risparmia la prorompente sensualità della protagonista, adolescente che cerca una comunicazione impossibile nel sesso sadomaso con un uomo sposato.

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La contessa di ricotta, di Milena Agus

pubblicato da sara

contessa di ricottaL’ultimo romanzo della scrittrice sarda Milena Agus, La contessa di ricotta, è secondo me anche più bello dell’acclamato Mal di Pietre, osannato in Francia e scoperto dai nostri editori dopo il boom di vendite d’Oltralpe.

Vediamo: potrei dirvi che vi piacerà se amate Garcia Marquez o Isabel Allende, ma anche Niffoi ad esempio, perchè si tratta di una saga familiare, tutta al femminile e dal sapore meridionale, che racconta di passioni inesplose e di figure al femminile perse nelle loro ossessioni.

Bellissima secondo me la figura della contessa di ricotta, dal cuore fragile e morbido come appunto l’omonimo prodotto caseario, che va in giro a preoccuparsi degli sfortunati della vita, profondamente insicura di sè, e con un figlio a carico.

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Stroncature eccellenti, da Aldo Nove a Milena Agus

pubblicato da sara

Dopo l’interessante riflessione sulle “marchette culturali“, ecco un libro pieno di stroncature qualificate a tanti scrittori molto applauditi. Si intitola “X. Dieci libri. Letteratura e critica dell’anno 07/08″ (editore Scheiwiller), e raccoglie le critiche di 10 recensori selezionati dal critico Alfonso Berardinelli.

Ce n’è per tutti i gusti, da “Woobinda” di Aldo Nove (”fraseggio monotono, ripetitivo con la sua iteratività ossessiva e claustrofobica che denuncia mancanza di immaginazione”) fino a “Mal di pietre” di Milena Agus, nella foto (”approssimazione linguistica, scialbo punto di vista, banalità della storia”).

Come Salvatore Niffoi d’altronde, con “quel finto sardo cucinato alla linguaiola, con tutte le spezie barbaricine e con quei suoi libri che finiscono per essere acquistati con lo stesso spirito con cui il turista in gita sociale si porta a casa le gondole veneziane”. Giudizio caustico anche per Mariolina Venezia (Campiello 2007) e per Starnone, soprattutto per il suo ultimo “Prima esecuzione”.

Via | La Stampa
Foto | Flickr

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I grandi scrittori e le piccole case editrici

pubblicato da sara

Il fenomeno è nell’aria da un po’, e oggi abbiamo le prove: i grandi scrittori non hanno paura di “recedere” dalle grandi case editrici a quelle medio piccole.

Dal successo di “Mal di pietre” di Milena Agus, pubblicato da Nottetempo (al timone c’è Ginevra Bompiani), fino a Dacia Maraini, che decide di pubblicare i suoi ultimi lavoro, nel 2007, con Ianieri (”Passi affrettati”), Marlin o Drago, come Lia Levi ha fatto con la Giulio Perrone ed. (non più di tre anni di vita).

Questo fenomeno ha secondo me varie spiegazioni, e sarei curiosa di sapere il vostro parere su quella più probabile.

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Scrivere: la "trincea" di Milena Agus

pubblicato da sara

“Mi interrogano spesso sulla mia esperienza di giovane scrittrice. Devo subito chiarire un equivoco: non sono giovane e penso anche non essere una scrittrice”.

Incuriosita dal titolo, allettata dal prezzo, spiazzata dalla brevità (20 pagine appena) ho comprato questo librettino dei “Sassi” Nottetempo di Milena Agus intitolato semplicemente: “Perchè scrivere”.
All’interno, ho trovato due o tre concetti che mi sono molto piaciuti, e che denotano umiltà e dedizione al lavoro di questa autrice che rifiuta il titolo di “scrittrice” e che non ha avuto paura, nelle due conferenze in cui ha presentato i brani presenti nel libro, di rivelare anche alcuni dettagli intimi della sua vita interiore.
Innanzitutto, Agus ci comunica di non sentirsi “scrittrice” ma “una che scrive” (”per essere scrittori due o tre libri non bastano…così come non diremmo mai che uno è un cuoco per aver preparato due o tre buone cene”) e in particolare una che “ha bisogno di scrivere”. E questo perchè:

“Scrivere è la tana che mi porto sempre dietro. Quando mi immagino dentro una situazione o in un posto di disagio, o in preda a una crisi di panico, penso che però potrei sempre tirar fuori il mio quaderno di appunti e rintanarmi nell’altro mondo, e lì starei bene”.

Ci vuole coraggio per ammetterlo, e tanta umiltà per dirsi una “non scrittrice” davanti ad un uditorio internazionale.

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