
Da qualche giorno, come informa il «Daily Telegraph», gira negli USA uno spot televisivo che invita a visitare il “lato nascosto” di Washington. Quel “lato nascosto” che è protagonista dell’ultimo libro di Dan Brown, Il simbolo perduto, disponibile in Italia dal 23 ottobre prossimo.
Washington, «la capitale più noiosa da visitare al mondo», sta tentando di sfruttare l’insperata pubblicità di Dan Brown per tirare su qualche dollaro dai fan appassionati di Robert Langdon che vogliano conoscere di persona le location e i temi raccontati nel romanzo. Perché in tempi di crisi assume ancora più valore il detto messinese «ogni fegato di mosca è sostanza».
Ma anche un altro potenziale business, probabilmente più pericoloso, sta acquistando vigore globale. È quello delle “intenzioni guaritrici” di cui parlavamo qualche giorno fa, cioè la presunta possibilità di guarire le persone a distanza con la sola forza del pensiero, a cui Dan Brown accenna con toni lusinghieri nel suo ultimo romanzo.
Oltre alla già citata Lynne McTaggart, spunta fuori ora un altro predicatore del potere della mente, l’immaginifico Adam DreamHealer, di cui dopo il “continua” vi proponiamo un interessante video. La domanda con cui vi lasciamo è: stavolta il buon Dan Brown ha spianato la strada a personaggi e tesi di dubbia attendibilità?
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Uno dei punti centrali de Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown che uscirà in Italia il 23 ottobre, è la capacità di cambiare il mondo fisico attraverso il potere del pensiero e delle intenzioni.
Come è noto ai più, Il simbolo perduto di Dan Brown racconta del rapimento di Peter Solomon, mentore del celebre prof Robert Langdon - già protagonista di Angeli e demoni e Il Codice Da Vinci - nonché capo dello Smithsonian Institution, istituto museale e di ricerca fondato dal governo degli Stati Uniti nel 1846. Ciò che però sanno solo i lettori del libro è che nella vicenda ricopre un certo ruolo anche una pratica finora non proprio celeberrima, il cosiddetto Intention Experiment.
A un certo punto, infatti, in un laboratorio segreto nei sotterranei dello Smithsonian Institution denominato il Cubo, Katherine Solomon, sorella del rapito, svolge delle avveniristiche ricerche che richiamano da vicino quelle eseguite da Lynne McTaggart, descritte nel suo libro The intention experiment. Non a caso la McTaggart e il suo saggio vengono esplicitamente citati nel testo di Dan Brown. Di cosa si tratta esattamente?
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