Sono passati più di 40 anni da quel 14 novembre del 1971 che vide spegnersi Luciano Bianciardi, uno dei più grandi e incisivi scrittori che l’Italia abbia avuto nel Novecento. A distanza di 40 anni, la casa editrice ISBN, l’unica che ha avuto il coraggio di omaggiare il Biancio e di inventarsi i suoi antimeridiani, pubblica un cofanetto veramente imperdibile per tutti quelli che amano lo scrittore toscano.
E’ infatti uscito in edizione speciale (solo 400 copie) il cofanetto che racchiude i due volumi degli antimeridiani - intorno alle 4000 pagine di scritti, saggi, articoli, diari. Insomma, mancano soltanto gli scarabocchi scritti sui tovaglioli delle osterie. Ad arricchire questo immenso apparato di testi, i ragazzi di ISBN hanno aggiunto nel cofanetto il DVD di Bianciardi! il film documentario girato da Massimo Coppola sulla vita del Biancio.
Un prodotto imperdibile per i Bianciardi addicted. Certo, i 99 euro che bisogna sborsare per averlo non sono acqua fresca. Ma è anche vero che chi ha una passione (o un vizio, dipende dai punti di vista) non bada a spese per accontentarlo, è per questo che non ho alcun dubbio che quei soldi li sborserò con il sorriso.
Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi” /> E’ stato pubblicato due anni fa da Stampa Alternativa (pp. 93, 9 euro), e se non l’avete comprato vi consiglio caldamente di farlo il prima possibile. Queste sei lezioni bianciardiane uscite originariamente su “Abc” nel 1967, infatti, oltre a costituire un saggio della prosa ironica di Luciano Bianciardi, conservano ancora oggi non poca attualità.
Sono i primi due saggi a dare il tono stilistico e a impostare l’espediente narrativo: questi articoli non costituiscono altro che un prontuario dedicato “a quei giovani che, pur sforniti di talento, vogliamo intraprendere con successo la carriera dell’intellettuale” . Dunque delle lezioni, bianciardiane ovviamente, e quindi piene di ironia e sarcasmo, decisamente irriverenti nel dipingere una figura di intellettuale pienamente inserito nell’industria culturale (nel mondo della comunicazione, si direbbe adesso), e un’immagine decisamente mediocre di chi, in futuro, andrà a formare la nuova classe dirigente.
E una volta tanto questo “manuale” è stato compilato da chi si affannava davvero a rimanere ai margini di quell’industria culturale che criticava, traducendo giorno e notte (anche manuali per segretarie, e da qui, penso, viene l’ispirazione strutturale del libro; ma sua è anche la prima traduzione del Tropico del Cancro di Henry Miller); un libro scritto da chi, trovatosi senza un soldo, rifiutò l’offerta di Indro Montanelli di collaborare al Corriere della Sera, giornale “borghese” con cui Bianciardi non poteva identificarsi. Quanti lo farebbero, oggi?

Vi segnalo una curiosa, ma interessante iniziativa promossa dalla casa editrice milanese ISBN, una delle più giovani e più dinamiche in questo momento in Italia, che ha annunciato l’apertura straordinaria dei locali della propria redazione milanese, situata in via Sirtori 4, in vista di una vendita al pubblico di gran parte dei libri del catalogo a prezzi scontatissimi.
Gli sconti annunciati variano dal 50% riservato ai primi tre anni di catalogo (2004-2007), al 30% per gli ultimi due (2007-2008), fino ad arrivare al 15% per le ultime novità presenti ora in libreria: un’occasione da non perdere per tutti coloro che da qualche anno seguono le vicende editoriali di questa interessantissima casa editrice, ma anche per tutti coloro che ancora non ne conoscono il catalogo.
Dagli antimeridiani di Luciano Bianciardi all’Isola dei pinguini di Anatole France, fino alle ultime novità di letteratura italiana contemporanea e di saggistica, un catalogo ricco le cui perle andranno via, con tutta probabilità, molto in fretta.
Via | ISBN Blog
Dopo la recensione al Lavoro culturale di Luciano Bianciardi, il primo dei libri che non sono riuscito a non comprare durante la mia visita al Libraccio di via Solferino che, vi ricordo, ha messo in liquidazione il proprio magazzino e chiuderà i battenti il 15 febbraio a causa di un affitto troppo alto, continuo questa piccola serie di recensioni con il secondo volume che appare nel mio scontrino: Il reato di scrivere, di Rodolfo Wilcock, edito dall’Adelphi nella collana Biblioteca Minima.
Il reato di scrivere è un piccolo libretto di poco più di 80 pagine, in cui sono stati raccolti alcuni degli articoli che Juan Rodolfo Wilcock, poeta e critico argentino, amico di Jorge Luis Borges, di Silvina Ocampo e di Adolfo Bioy Casares, pubblicò sul Mondo e sulla Voce Repubblicana tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Caratterizzati da una verve ironica tagliente e corrosiva, questi articoli delineano il profilo di un intellettuale che, di fronte ad una società letteraria come quella italiana, si mostrò sempre risoluto nel ridicolizzarne le manie, le vanità e i paradossi. Con un tono sempre pungente e mai arrendevole, Wilcock attacca il malcostume delle elite culturali dimostrandosi un vero campione dell’arte della “sprezzatura”
Continua a leggere: Diario di una liquidazione/2: Il reato di scrivere di Rodolfo Wilcock
Dopo aver saputo della chiusura imminente del Libraccio di via Solferino, a Milano, ma soprattutto dopo aver appreso dai colleghi di 02blog della decisione della suddetta libreria di effettuare una giga-liquidazione a base di sconti tra il 30% e il 75%, mi ci sono subito recato, sperando di poter trovare, come spesso capita, una chicca nascosta tra gli scaffali del Libraccio.
Il primo dei libri che ho trovato e di cui vi propongo una breve rilettura è Il lavoro culturale di Luciano Bianciardi, un breve libretto di poco più di 100 pagine, scritto per la gran parte nel 1957, entro le quali Bianciardi, uno degli intellettuali più pungenti degli anni ‘60, prematuramente scomparso nel 1972, descrive il proprio percorso di formazione intellettuale nella sua città di origine, Grosseto, nel primo dopoguerra.
Dallo sbarco massiccio del cinema nella vita culturale cittadina, alla riorganizzazione della biblioteca, ai convegni, ai dibattiti, al cineclub: il mondo culturale del primo dopoguerra italiano, appassionato e in fermentazione, è dipinto da Bianciardi attraverso il suo solito sguardo disincantato e, al contempo, quasi divertito, emergendo in tutta la sua dimensione grottesca, ma contemporaneamente sincera, vera.
Continua a leggere: Diario di una liquidazione/1: Il lavoro culturale di Luciano Bianciardi
Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi è una raccolta di «sei lezioni per diventare un intellettuale, dedicate in particolare ai giovani privi di talento» pubblicate nel 1967 sul rotocalco ABC.
In sole 90 paginette Luciano Bianciardi - compianto autore de La vita agra, oggi in fase di piena riscoperta critica, specie dopo la pubblicazione della raccolta L’antimeridiano - traccia un ritratto tanto lucido quanto spietato del prototipo dell’intellettuale leccaculo.
Lui non lo chiama così, ma i consigli che rivolge ironicamente ai figli privi di talento della media borghesia per ascendere allo status sociale di intellettuali - qualunque cosa questo significhi - segnano le tappe di un viscido percorso di ruffianeria, che non ha timore di passare anche attraverso un matrimonio d’interessi e in generale sui cadaveri altrui.
Continua a leggere: Il manuale per diventare intellettuali di Luciano Bianciardi
Progetto nato da Stampa Alternativa ed Ettore Bianciardi, i bianciardini sono inediti di Luciano Bianciardi in vendita a un centesimo, di cuiabbiamo già parlato sulle pagine di Booksblog, quando la collana è stata presentata alla Fiera del Libro di Torino.
Arriva in questi giorni la notizia della realizzazione del bianciardino numero uno, dal titolo “La mamma maestra”, ultimo scritto prima della morte dell’autore nel 1971. Il libro da un centesimo sarà in distribuzione l’8 settembre al V Festival della Letteratura Resistente di Pitigliano. Per chi non potrà essere presente, è possibile richiederne una copia mandando una mail all’indirizzo almenouncent@riaprireilfuoco.org.