Ma quand’è che Zadie Smith ricomincerà a scrivere fiction? Se lo chiede provocatoriamente l’articolista di Newsweek, annunciando l’uscita dell’ultimo libro (Changing my mind, una raccolta di articoli pubblicati su rubriche letterarie di testate inglesi) dell’autrice-prodigio di ‘Denti bianchi’.
Smith scrisse quel libro a ventun’anni, facendo gridare alla ‘enfant prodige’ per la sua qualità letteraria ma oggi, nota Newsweek, ha detto di non riconoscersi più in quello scritto, e addirittura di trovarlo ’soffocante’ e di aver avuto quasi una reazione di rigetto fisico nel tentare di rileggerlo.
Il suo ultimo romanzo, ‘Della bellezza’, risale a quattro anni fa e nel frattempo l’autrice, che vive a Roma col marito Nick Laird (autore dell’imperdibile ‘La banda delle casse da morto’) e ha appena avuto una bimba, Katherine, dà lezioni di scrittura e collabora appunto con diverse testate.
Leggere un libro può essere anche come andare al cinema: si sceglie il film stuzzicati dal trailer, dalle frasi strillate sulle locandine, perchè si ha voglia di avventura/sentimento/risate etc…Allora, ecco alcune caratteristiche di un filone di libri che mi piace molto. Protagonisti: in genere trentenni, e per lo più maschi.
In generale, vi ritroverete alcuni ingredienti base della classica letteratura irlandese e inglese contemporanea. Se queste caratteristiche incontrano i vostri gusti, vi suggerisco a fondo pagina qualche libro da leggere. E se ne conoscete altri che calzano con la descrizione, aggiungeteli nei commenti!!
1) sostanzialmente i personaggi passano il tempo a non fare niente tranne scambiare due chiacchiere con i coinquilini, andare al pub a bere e chiacchierare, stare davanti alla tv. Nessuno si aspetta niente da nessun altro.
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Certo, come sanno farti ridere i romanzi irlandesi. Basta un niente, la storia di una bravata fatta in classe quando lo scrittore era piccolo. O un dialogo fra due amici alla decima pinta di Guinness. Oppure un proverbio di saggezza gaelica piazzato al punto giusto della conversazione, ed è fatta.
Sarà un luogo comune, come tutti i luoghi comuni sulle manie delle donne, sul modo per gustarsi davvero una birra, o sulle mamme italiane. Però, romanzi alla mano, secondo me è proprio così. L’ultimo che ho per le mani è “La banda delle casse da morto” di Nick Laird* (Minimum Fax), che mi fa ridere ovunque mi trovi.
Tipo? Tipo la scena in cui il ragazzino salva dalla combustione la camicetta con le maniche a pipistrello della professoressa di Scienze, che reagisce “stando lì impalata urlandogli di non toccarle il seno”!. Oppure tutte le storie assurde sui rimorchi adolescenziali di Danny che Geordie, l’amico venuto dall’Irlanda del Nord, racconta alla sua festa (peccato che le racconti proprio davanti alla ragazza di cui Danny è innamorato, e finisce a botte).
* per la cronaca, è il marito di Zadie Smith, e vive con lei a Roma.
ps: un altro che mi fa ridere tanto è l’inglese Gerald Durrell (presente “La mia famiglia e altri animali”?). E voi?