
Ammetto di non aver mai nutrito simpatia nei confronti di Amazon, soprattutto per quel che riguarda gli eBook, con tutte le restrizioni che ci sono (dal formato al lettore). Non mi piacque quando non solo tolse dal suo catalogo 1984 e La fattoria degli animali di George Orwell ma anche dai dispositivi Kindle di chi quei due libri aveva acquistato; non mi piaceva per via della diversità dei prezzi degli eBook su Kindle, prezzi stabiliti da Amazon con calcoli vari. E non mi piace a maggior ragione ora che rimuove quattromila titoli di editori indipendenti americani che non vogliono cedere alla politica dei prezzi di Amazon.
Amazon sta rinegoziando i contratti con i propri “fornitori” (leggasi, case editrici), in un ottica di riduzione del prezzo medio e dell’incremento del margine di ricavo. IPG è un gruppo di editori indipendenti alleatisi per cercare di spuntare un prezzo migliore sulle opere dei propri autori. Amazon ha cercato di imporre un’ulteriore erosione dei margini di ricavo degli editori, che hanno risposto con un rifiuto netto, per bocca del loro rappresentante e presidente, Mark Suchomel. Risultato: Amazon sospende la vendita di oltre 4000 eBook, sperando che deviando il corso del fiume di ricavi gli editori assetati tornino a più miti consigli. Ma ciò non accade. Anzi, Suchomel e soci sono ben determinati a resistere, consci che se non lo facessero rimarrebbero comunque in braghe di tela; passano perciò al contrattacco, invitando i propri associati a negoziare con gli storici rivali Amazon: B&N, Kobo e compagnia cantante. Non vogliono i nostri eBook? Li venderemo a chi ce li chiederà, poco male se non sarà il (vasto) pubblico Kindle ad acquistarli.
Continua a leggere: 4000 eBook di editori indipendenti via da Amazon. È qualità questa?

Non passa giorno in cui da qualche parte nel web non si annuncia la morte del libro cartaceo a favore di quello digitale, con tutti gli annessi e connessi del caso. In questo periodo, poi, sembra che questo atteggiamento sia cresciuto per via del nuovo Kindle. C’è allora chi si lancia in piani dettagliati che ci dicono anno per anno cosa succederà da qui al 2025, chi dice che ormai la carta ha i giorni contati, chi afferma che sì l’eBook sarà il modo di leggere nel futuro ma la tecnologia ci rende più isterici e meno capaci di concentrazione, chi afferma che alla fine se uno scrive bene continuerà a farlo e avrà sempre lettori.
Se fino a poco tempo fa c’era la gara tra librerie online a chi avesse più libri (per inciso, la storia è sempre quella: il celolunghismo vige in tutti i campi) ora l’attenzione si è un po’ spostata sui device (piace tanto questa parola) e sulla morte del cartaceo e sull’autopubblicazione e via dicendo.
A me verrebbe voglia di dire un bel “basta!”. Sono un fan degli eBook dalla prima ora e, per quel che mi riguarda, leggo indistintamente su cartaceo, via internet, con l’eReader e, ora, anche con iPad. Ben vengano le dotte disquisizioni se servono a migliorare l’esperienza della lettura, ma se ci si preoccupasse principalmente di pubblicare bei testi non sarebbe meglio? Il supporto cambia e la storia ce lo insegna – tavolette, papiri, rotoli, codici, libri, cd, eBook - ma a me, come lettore, interessa leggere.
Non sarebbe il caso, quindi, di mettere al centro il lettore e l’esperienza della lettura?
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I dati sono ufficiali: ogni cento libri cartacei Amazon vende centocinque eBook. A luglio la statistica era simile, solo che ci si riferiva a libri con la copertina rigida; ora i dati dicono che le vendite degli eBook hanno superato anche le edizioni economiche. I motivi di una tale sorpasso – che neanche da Amazon si aspettavano avvenisse così in fretta – posso essere vari: una versione più economica del Kindle supportata dalla pubblicità, il boom in generale dell’eBook, il fascino di compiere un’attività antica (la lettura) con i mezzi moderni.
Alla fine la notizia non è una grande notizia, visto che ci si riferisce solo alle vendite di Amazon (e nemmeno di tutta Amazon, visto che, per esempio, Amazon.it non ha la sezione eBook) non a tutto il mercato dei libri digitali. Resta però una tendenza da non sottovalutare: il mercato dei libri digitali continua a crescere. E se questo farà sì che più persone si avvicinano sempre più alla lettura, il successo, per quel che mi riguarda, è garantito.
Da gennaio 2011 voi, amici di Booksblog, avete letto almeno un libro in versione eBook?
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Quando qualche anno fa si iniziò a sentir parlare di rivoluzione digitale, paventando un’autentica invasione da parte di una nuova forma di libro digitale chiamata un po’ esoticamente ebook, moltitudini eterogenee di lettori preoccupati, capeggiati da me medesimo, iniziarono a intravedere la fine di molte cose.
Difatti, con l’arrivo degli schermi retro o non retroilluminati ci si rendeva conto in molto che si sarebbe abbandonata lungo la strada una grande valigiona di abitudini inveterate e imperdibili, a partire dalle orecchie sulle pagine, fino agli appunti e le sottolineature selvagge, alla sabbia ritrovata in libri letti al mare anni prima, alle dediche inventate in istanti di fortunata ispirazione fino alla madre di tutte le abitudini, il prestito.
Ma il tempo passa e da quegli anni di preoccupanti fantasticherie siamo passati, senza quasi accorgerci, al presente, un presente in cui i tanto attesi ebook ormai sono arrivati, tanto che il termine da esotico e diventato fin troppo familiare; e fortunatamente, con il tempo, mentre alcune paure di abitudini a rischio sono rimaste indelebili (le orecchie per esempio), altre sono svaporate, come una passata di glassex su un vetro lucido e tra queste c’è l’ansia di perdere l’amatissima possibilità di prestare i propri libri (o meglio, di farseli prestare).
E’ stata infatti annunciata oggi la decisione di Amazon di rendere possibile, entro un anno, il prestito bibliotecario di libri elettronici per Kindle in 11mila biblioteche americane. Certo, questo non vuol dire che da domani ognuno di noi potrà chiedere in prestito gli ebook a parenti e amici, ma di sicuro è un primo passo verso un regime di distribuzione un po’ meno dittatoriale di quello che, qualche anno fa, spaventava molti di noi.
Via | Primaonline
“Internet somiglia tanto alle pareti delle latrine, dove uno arriva e scrive cio’ che vuole. Ma non determina l’autorevolezza. Mi fido molto di piu’ del lavoro editoriale”. Questa l’opinione dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco (autore fra gli altri di “Le uova del drago”) intervistato dall’Adnkronos sulla scelta di molti scrittori di pubblicare i loro libri in maniera indipendente, e solo in versione digitale.
Buttafuoco ha espresso un parere controcorrente commentando la notizia dello scrittore che vende il suo e-Book nella versione per Kindle, Stephen Leather, spodestando in classifica John Grisham e Stieg Larsson, cone duemila copie al giorno.
“Molti scrittori stanno pensando di diventare editori in proprio e vendere direttamente”, ha ammesso nell’intervista Buttafuoco “ma la casa editrice è l’unica che, per mestiere e tradizione, sa sostenere gli autori”.
Continua a leggere: Internet e gli scrittori: latrina digitale o base di lancio?

Il Kindle di terza generazione si è confermato come l’oggetto più venduto di Amazon: ha battuto anche le vendite di Harry Potter e i doni della morte, il settimo libro della saga del maghetto. Amazon continua quindi a occupare la leadership del settore eBook e parte con una nuova iniziativa: il prestito degli eBook.
La funzione di prestito degli eBook permetterà ai possessori di Kindle di prestare gli eBook che hanno acquistato sul Kindle Store ad amici e parenti. Ogni libro potrà essere prestato solo una volta per la durata di due settimana e non potrà essere leggibile da chi lo presta durante il periodo di prestito (del resto, avviene così anche con il cartaceo, no? Se presto un libro a un amico, mica lo posso leggere mentre lo legge lui?)
Chi riceve il libro in prestito non deve necessariamente avere il Kindle, ma può utilizzare liberamente l’app Kindle per PC, Mac, iPad, iPhone, BlackBerry e Android. Non tutti i libri potranno essere prestati: la politica del prestito dipende dall’editore o da chi ne detiene i diritti. Nel proprio Kindle si troverà il pulsante per il prestito: cliccandoci sopra si aprirà un form da compilare con i dati della persona a cui si vuole prestare il libro, si compila ed è fatta.
Un’altra risposta degli eBook a quanti si fidano “solo” del cartaceo dicendo: “Un libro di carta lo posso prestare, ma un eBook?”.
Foto | Amazon
Nel 2010 sarebbero stati venduti circa otto milioni di Kindle. Lo dice Bloomberg, anche se la notizia non è stata ancora confermata. Se fosse vera, si sarebbe andati ben oltre le previsioni. Il mondo degli eBook è tutto un fermento: poco più di un anno fa, in pochi ne parlavano, oggi è sulla bocca di tutti. E anche i lettori medi si interessano a questa “diavoleria” per leggere i libri.
All’orizzonte ci sono diverse novità. Sul versante Google eBooks si iniziano ad avere le prime intese siglate tra Mountain View e gli editori italiani, come quella firmata con Mondadori che renderà fruibili circa diecimila titoli (tra Mondadori stessa, Einaudi, Sperling e Kupfer e Piemme) per la visualizzazione come “anteprima” e poi acquistati (online o in libreria tradizionale) e anche i milleseicento eBook di Mondadori a oggi disponibili. In fase di realizzazione c’è, poi, Edicola Italiana: un negozio per iPad sul quale vendere magazine e comics, idea sviluppata da Antonio Tombolini di Simplicissimus Book Farm e che dovrebbe vedere la luce a gennaio 2011.
Intanto, se siete arrivati all’ultimo momento e non avete ancora fatto i regali, potete sempre regalare eBook, non trovate? BookRepublic, per esempio, permette di regalare eBook con un semplice click.
Foto | Flickr
Una delle più delicate questioni che si porta dietro la rivoluzione digitale del mondo del libro, vale a dire l’avvento e la diffusione della lettura su supporto ebook, è quella di non ammettere - a causa di vari ingessamenti cerebrali degli editori sul concetto di copyright - la condivisione di ebook tra amici, tra familiari o, più in generale tra utenti.
Sebbene il fantastico potere che il linguaggio ha sulla realt‡ faccia sÏ che alla parola “condivisione” la maggior parte della gente pensi alla pirateria informatica, occorre ricordarsi che, al contrario, dietro quella espressione, almeno in questo caso, c’è dietro la parola “prestito”, una pratica sociale che sta alla base della diffusione di un libro. Da sempre.
Cosa sarebbe successo al mondo se Gutenberg avesse impedito a chiunque di copiare i libri che uscivano dalle sue stamperie, o se avesse registrato la tecnologia dei caratteri mobili in modo da essere l’unico al mondo a poterla usare? La risposta è semplice, non ci sarebbe stata la Riforma e, probabilmente, la Modernità.
Continua a leggere: E-book: Amazon apre al prestito di ebook sui Kindle

Ci siamo quasi: sta per partire Google Editions. Il lancio è previsto per il 2010 negli USA e per il resto del mondo nel 2011: nello specifico in Europa il lancio è avverrà durante il primo semestre del prossimo anno. Google Editions sarà disponibile su diversi device, iPad incluso, ma non su Kindle.
I numeri sono impressionanti: al momento del lancio negli USA saranno disponibili oltre 400mila titoli a pagamento provenienti da editori partner di Google Editions e circa 2 milioni di libri di pubblico dominio, cifre destinate a crescere allorquando il progetto verrà lanciato su scala mondiale. Google sta lavorando con oltre 35mila editori in più di 100 paesi. I titoli acquistati – disponibili in un formato aperto – saranno protetti e fruibili in tutto il mondo: i diritti territoriali, infatti, riguarderanno la sola vendita degli eBook e non l’accesso.
L’idea di base è quella di realizzare una piattaforma di distribuzione sincronizzata tra tutti i rivenditori. Insomma: il libro seguirà il lettore e non rimarrà fermo sugli scaffali di una libreria.
Google sta lavorando anche a un eReader web-based anche se al momento del lancio non sarà disponibile per la lettura offline: si tratterà di un web reader a colori, personalizzato nel layout, ottimizzato per tutti i dispositivi, originali o reflowed.
L’eBook più venduto su Kindle? Compromising Positions (Posizioni compromettenti) di Jenna Bayley-Burke. Come lascia intendere il titolo si tratta di un testo erotico/pornografico per soli uomini.
È boom di eBoon erotici su Kindle, infatti, in barba a testi ritenuti più interessanti. Compromising Positions racconta di David Strong “un uomo estremamente esperto nello stare alla larga da qualsiasi relazione sentimentale” fino a quando non incontra Sophie, “una avvenente insegnante di yoga in cerca di un partner per illustrare le posizioni del Kama Sutra ai suoi allievi”. Non c’è bisogno di continuare ad illustrare la trama, vero?
L’idea vincente, oltre alla possibilità di scaricare parti del libro (in questo caso il primo capitolo) e di valutare se acquistarlo o meno, risiede nel fatto che l’acquisto e la lettura avviene nel segreto dell’eReader: lo compri con un click senza dover passare alla cassa sotto lo sguardo di cassiere/i e clienti in fila, lo leggi anche al pubblico senza dover preoccuparti di quello che pensano gli altri nel vedere la copertina. Insomma, ti godi il libro!
Testi. Solo testi. Senza immagini. E poi dicono che con gli eBook si legge di meno!
Via | Kindle Italia