
Sono orgoglioso della mia fossetta sul mento solo per luce riflessa; non c’è donna che sia riuscita a sottrarsi al fascino del mio mento. E’ abbastanza ridicolo perchè in realtà io penso che assomigli molto al culo di un lottatore di sumo versione bonsai. Del resto, se le persone avessero veramente buon gusto, il novantacinque per cento delle mode durerebbero meno di un caffè al bar.
Un’altra casa editrice di piccole-medie dimensioni che pubblica uno dei libri più piacevoli che ho letto in questo 2010 (anche se è un po’ datato, del 2004). Questo A sud ovest di Ferrara di Mirto Gerbato appartiene a un genere che mi piace molto, la lad lit, corrispettiva di chick lit al maschile.
Si tratta di romanzi contemporanei per un pubblico maschile giovane/giovanile, focalizzati su sentimenti e vita vissuta. Dopo averlo finito di leggere ho cercato Gerbato anche su Facebook per diventarci amica fargli i complimenti (tanto per spiegarvi quanto mi era piaciuto il libro), ma niente, non c’è. Ok, ora passiamo alla storia.
Continua a leggere: A sud-ovest di Ferrara, di Mirto Gerbato
«Sono cresciuto a circa un miglio dalla vecchia casa dove John Synge e sua madre trascorsero i loro ultimi, difficili anni: una casa che compare alcune volte in questo romanzo. Da bambino spesso ci passavo davanti e mi faceva un po’ paura: a volte mi chiedevo di quali storie potesse essere stata testimone».
Così scrive Joseph O’Connor nei ringraziamenti in calce al suo ultimo, bel romanzo: Un canzone che ti strappa il cuore, appena edito da Guanda, traduzione di Massimo Bocchiola.
Queste sue parole in un certo qual modo ci autorizzerebbero a definire il romanzo, se vogliamo, una biografia immaginaria, dato che si tratta di personaggi storicamente esisti: John Synge, genio del teatro irlandese, che insieme a un altro genio, Yeats, fonda l’Abbey Theatre di Dublino, e l’attrice Molly Algood (al secolo, Marie O’Neil).
Continua a leggere: Una canzone che ti strappa il cuore, di Joseph O'Connor

Un libro da leggere per consolarsi dei continui ‘no’ da parte di editori che magari ancora non sembrano apprezzare le vostre opere da scrittori in erba. Si intitola ‘Il gran rifiuto. Storie di autori e di libri rifiutati dagli editori’, il volume di Mario Baudino (Passigli editori), che ci racconta come Virginia Wolf rifiutò l’Ulisse di Joyce ritenendolo un’opera “prolissa, torbida, pretenziosa e plebea”.
Harry Potter fu rifiutato otto volte, e anche ‘nomi’ della letteratura italiana come Giuseppe Berto o Comisso o Camon non ebbero miglior fortuna. Calvino stroncò Saviane. Ma sono tanti anche, ce lo dice la cronaca, i ‘casi editoriali’ scoppiati grazie al passaparola, o romanzi autoprodotti (ultimamente ricordiamo La lettrice bugiarda di Brunonia Barry, e ancora prima Firmino di Sam Savage, ma lo stesso Moccia all’inizio autoprodusse il suo ‘Tre metri sopra il cielo).
Leggevo ad esempio su Affari Italiani che secondo l’autore di ‘Mia sorella è una foca monaca’, Christian Frascella, Giuseppe Genna è sottovalutato dalla critica. Secondo voi, c’è qualche autore italiano particolarmente bravo ma sottovalutato dalla critica?
Via | Corriere
Foto | Flickr
Sul numero di questa settimana de L’Internazionale, dedicato all’universo delle nuove tecnologie e dal titolo significativo di “Il mondo ai tempi di Twitter”, viene ripresa una interessante notizia data nei giorni scorsi dal Guardian.
Il giornale inglese, infatti, ha dedicato un servizio all’idea geniale e, soprattutto, al passo coi tempi, che due matricole universitarie di Chicago, per cercare di fare qualcosa di “grande” hanno ideato uno strano progetto: riassumere in venti piccoli lanci di twitter (ciascuno di 140 battute) alcuni dei capolavori della letteratura di tutti i tempi.
E così i mostri sacri della letteratura internazionale di tutti i tempi, da Dante a Shakespeare, da Stendhal a Joyce (quest’ultimo già al centro qualche tempo fa del vortice Twitter), passando però anche per la Rowling, Stephen King e molti altri. Insomma una vera scommessa al limite delle possibilità narrative, una scomemssa il cui risultato sarà probabilmente un libro, previsto per la fine dell’anno.
Via | Internazionale
L’esperimento ci sembra davvero molto bello: quello di far rivivere ogni anno, in occasione del Bloomsday, l’avventura dell’Ulisse di Joyce su Twitter. Artefici del progetto, come riporta l’Independent, Ian Bogost e Ian McCarthy hanno commemorato (il 16 giugno, appunto) il capolavoro dello scrittore dublinese. Online, questa volta.
Come? Riscrivendo su Twitter l’ultimo capitolo del libro, Wandering Rocks, in cui, rispettando il limite dei 140 caratteri a post, hanno seguito in tempo reale la vita di 19 dublinesi.
“Forse facendo così possiamo far passare l’interesse delle persone nei social network da una dimensione centrata sull’ego e sull’immediatezza fino alla riflessione culturale e al ragionamento’, hanno dichiarato i due al Guardian. Conoscete analoghi ‘esperimenti letterari’? Segnalateceli.
Via | Independent
Come gentilmente mi segnalano da Pinkblog, è stato bandito un concorso letterario importante, che si intitola “Il più vile tra i vili”, e invita a riflettere sulla violenza contro le donne. Il titolo è ripreso da una frase dell’Ulisse di James Joyce:
«Se c’era una cosa al mondo che Gerty sapeva era che un uomo che alzi la mano su una donna se non per carezzarla merita di essere bollato come il più vile tra i vili»
Il concorso rientra nel progetto “Lividi silenzi. Il male alle donne”, organizzato dal gruppo teatrale piacentino Le Stagnotte, con la collaborazione del comune di Piacenza. Per partecipare (la scadenza è il 30 settembre) basta scrivere un racconto che racconti un episodio di violenza contro una donna e inviarlo all’indirizzo riportato sul sito www.lestagnotte.it.