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Tutti gli articoli con tag José Saramago

Giornata Mondiale del Libro: 13 citazioni celebri!

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

ImmaginazioneArrendiamoci ad un dato di fatto, oggi è la Giornata Mondiale del Libro, e ne sentiremo parlare “in tutte le salse”. Per rendere onore a questi amati “ammassi di fogli e di vita”, che ci consentono di varcare i limiti cronologici e fisici delle nostre esistenze, abbiamo già “scomodato” una poesia del grande Saramago, ma non è finita lì. Eccovi quindi una serie di frasi celebri, brevi e incisive, di quelle da baci Perugina, giusto per capirci, semplici da ricordare e facili da riutilizzare, un po’ come i luoghi comuni, che quando coinvolgono i cari libri, mantengono il nostro sdegno dentro limiti più stretti, e si lasciano persino ripetere. Vi troverete proverbi e citazioni, aforismi e detti, ricordi e riflessioni di scrittori, filosofi, scienziati, uomini politici e personaggi storici, insomma pezzetti diversi di vita, che rendono giustizia ai loro protagonisti.

La lettura di un buon libro è un dialogo incessante nel quale il libro parla e l’anima risponde

(André Maurois)

I libri sono amici che non deludono mai

(Thomas Carlyle)

Un libro è come un giardino da portare in tasca

(proverbio arabo)

C’è un libro che è sempre aperto per tutti gli sguardi: la natura

(Jean Jacques Rousseau)

I miei libri sono sempre a mia disposizione, non sono mai occupati

(Marco Tullio Cicerone)

Il ricordo lasciato da un libro a volte è più importante del libro in sé

(Adolfo Bioy Casares)

Un libro aperto è un cervello che parla, chiuso un amico che aspetta, dimenticato un anima che perdona, distrutto un cuore che piange

(proverbio indú)

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Giornata Mondiale del libro 2012 (con una poesia di José Saramago)

pubblicato da Roberto Russo

Giornata Mondiale del libro 2012 (con una poesia di José Saramago)

La giornata di oggi è dedicata al libro e alla lettura. Dal 1996 infatti oggi, 23 aprile, anniversario della morte di Miguel de Cervantes (1547-1616), William Shakespeare (1564-1616) e Garcilaso de la Vega (1539-1616), si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro e delle rose. Chiamatela come volete, l’importante è che si leggano libri, siano essi cartacei o digitali.

Una poesia di José Saramago – dal titolo È un libro in buona fede – ci introduce un po’ nello spirito di questa giornata. Come scrive il premio Nobel, in fin dei conti la lettura è “qualcosa di molto simile / all’infinito”.

È un libro in buona fede, disse Montaigne.
Nessuno sa cosa vuol dire questa frase, ammette il
professore, asciugandosi gli occhi, e chiama un
bidello perché gli porti un altro bicchier d’acqua.
Nel frattempo l’alunno più piccolo è uscito dalla
finestra e ha avuto tutte le rivelazioni del Buddha.
Ma quando è arrivato sotto il salice c’era una
donna, sdraiata e nuda, che riposava la testa su di un
libro di pagine bianche.
C’era anche l’infinito, era azzurro dopo un
cammino rosso, e bianco dopo una tenda
dorata.
Allora il professore disse che mancava un alunno e che
non valeva la pena continuare la lezione.
Da quel momento il salice divenne un luogo di
pellegrinaggio.
Ma solo gli eletti in grado di uscir volando da una
lezione potevano vedere i due corpi distesi, e fino
a oggi nessuno li ha visti, anche se sono lì che si
muovono all’infinito.
Perciò la storia inizia senza iniziare e finisce senza
finire.
Come qualcosa di molto simile
all’infinito.

Foto | Flickr

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"Manuale di pittura e calligrafia" di Saramago

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

José Saramago

H. fa il pittore, anche se ha abbandonato la deriva dell’arte per virare verso il ritratto, in fondo non è che abbia tanta scelta con i tempi che corrono, con il regime che incombe e la tensione imperante. Ma il suo talento per la figura non è poi così sviluppato come quello per la scrittura, e il tutto cambia direzione, la sua attività subisce un vero e proprio “spostamento dimensionale” per orientarsi verso la calligrafia, sintesi sublime di parola e disegno.

La storia si chiama “Manuale di di pittura e calligrafia” ed è un triangolo di lettere, un complicato intrigo di personaggi che si identificano con una semplice iniziale, come nella migliore delle tradizioni kafkiane. Una vicenda, al limite dell’autobiografico, quasi un diario trasfigurato della vita dello stesso premio Nobel José Saramago, che oscilla tra Portogallo e Italia, affondando nell’atmosfera fascista e nella speranza della liberazione. Si tratta in fondo di una nuova chiave, dopo il “ritratto appassionato” di Armando Baptista-Bastos, per carpire i segreti dell’immaginazione del grande scrittore.

[…] e questi fogli di carta sono un altro tentativo, cui mi avvicino a mani nude, senza colori ne pennelli, solo con la mia calligrafia, con questo filo nero che si arrotola e si srotola, che poi rallenta tra punti e virgole, che prende fiato in qualche piccola radura bianca per avanzare poi sinuoso, come se percorresse il labirinto di Creta o le budella di S.[…]

Via | einaudi.it

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José Saramago. Un ritratto appassionato

pubblicato da Roberto Russo

José Saramago. Un ritratto appassionatoUn plauso alle edizioni L’asino d’oro per aver pubblicato in italiano José Saramago. Un ritratto appassionato di Armando Baptista-Bastos. Il testo originale – con il titolo José Saramago. Aproximação a um retrato - risale al 1996.

Il libro è composto da tre parti (L’isola ardente, Conversazione a Lanzarote, La mano felice). L’edizione italiana è arricchita da una prefazione di Pilar del Río, da alcune testimonianze di accademici su Saramago e da una dettagliata nota biografica del Premio Nobel, deceduto nel giugno del 2010.

La parte più interessante, a mio modo di vedere, è la Conversazione a Lanzarote: una sorta di dialogo/intervista di Baptista-Bastos con José Saramago, svoltasi nell’isola di Lanzarote in cui Saramago viveva per scelta. La conversazione è avvenuta prima dell’assegnazione del Nobel a Saramago e offre un interessante punto di vista su quello che lo scrittore pensava di sé e su quello che gli altri pensavano di lui. Ci sono, poi, alcuni passaggi che ci fanno avvicinare al Saramago uomo e scrittore e che squarciano un po’ il velo sul suo modo di sentire e lavorare.

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Claraboia, romanzo inedito di José Saramago, pubblicato in eBook (e poi in cartaceo)

pubblicato da Roberto Russo

Claraboia, romanzo inedito di José Saramago, pubblicato in eBook e poi in cartaceoClaraboia (Lucernario) è un romanzo di José Saramago. Scritto negli anni Cinquanta del secolo scorso è rimasto fino a ora inedito. Da pochi giorni è disponibile in eBook (al prezzo di euro 9,46) e, tra due settimane anche in cartaceo (al prezzo di copertina di euro 18,50) per i tipi della Caminho. In italiano (come anche in castigliano e catalano) sarà pubblicata la prossima primavera, secondo un comunicato della Fondazione Saramago.

La storia editoriale di Claraboia è sintomatica: quando Saramago aveva trent’anni inviò il manoscritto dell’opera a una casa editrice che non rispose all’autore né gli rimandò il testo. Quarant’anni dopo la stessa casa editrice ritrovò il manoscritto durante un trasloco di locali e contattò Saramago comunicandogli di aver intenzione di procedere alla pubblicazione. L’autore, però, si rifiutò di dare alle stampe il testo, adducendo come motivazione che erano trascorsi molti anni dalla stesura dell’opera e lasciò la decisione di pubblicarla nelle mani dei suoi eredi.

Zeferino Coelho, amico ed editore di Saramago, ha definito Claraboia un bel romanzo nel quale di possono già intravedere temi che saranno presenti nella produzione successiva dell’autore.

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L'ultimo Quaderno, di José Saramago

pubblicato da Roberto Russo

L'ultimo Quaderno, di José SaramagoLeggere un diario – sia esso cartaceo o virtuale come un blog – significa entrare nell’intimo di una persona e coglierne taluni aspetti. Se poi l’autore del diario è uno scrittore del calibro di José Saramago, allora anche degli “appunti” possono diventare un’esperienza di lettura arricchente e profonda.

L’ultimo Quaderno di José Saramago è la lettura ideale agli inizi di un nuovo anno, dal momento che aiuta a ri-leggere alcuni eventi del passato e, soprattutto, ad avere una forma mentis atta a cogliere le entusiasmanti sfumature della quotidianità. Ne L’ultimo Quaderno – edito da Feltrinelli – sono raccolti gli scritti che il Premio Nobel ha pubblicato sul suo blog da marzo a novembre 2009, tra due ricoveri (il primo in clinica a seguito di una polmonite e l’ultimo, quando poi è morto). Le riflessioni di Saramago vanno dal panico di pandemia per l’influenza suina alle riflessioni sul laicismo, dalla tragedia de L’Aquila alla “cosa Berlusconi”, dal razzismo in Francia a considerazioni sul “Corpo di Cristo”/“Corpo dell’Uomo”.

Ne L’ultimo Quaderno ci sono anche diverse riflessioni su scrittori e libri e letture. Tra queste, al 10 luglio 2009, troviamo Letture per l’estate che, al di là delle differenze stagionali, può essere un ottimo consiglio per come organizzare le letture nel corso del 2011 e degli anni a venire in genere.

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La classifica dei libri più venduti

pubblicato da Juri Testa

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Sette scrittori italiani nella top ten: mai le patrie lettere sembrerebbero più in forma di questa settimana. Poi spetta a ognuno di voi, secondo i propri gusti, decidere se a queste posizioni corrisponde altrettanta qualità. Ma incominciamo dall’alto.

Piani alti e altissimi della classifica sostanzialmente uguali alla settimana scorsa. Vi lasciamo per la pausa estiva con il duo Camilleri-Lucarelli in prima posizione, seguito (proprio come lunedì scorso) dal duello-Strega: secondo Pennacchi e terza Silvia Avallone. Ma è capitato spesso che il secondo classificato allo Strega vendesse così tanto? Non mi pare fosse successo l’anno scorso nel caso di Antonio Scurati… certo, bisogna dire che Scurati non aveva avuto un lancio come quello della Avallone…

Dunque podio invariato, così come all’incirca le posizioni successive. E’ tutto un gioco di riconferme: quarto ancora una volta Camilleri con “La caccia al tesoro” e quinto Massimo Gramellini, con “L’ultima riga delle favole“, vera e propria rivelazione di queste settimane pre-estate. Ma è ai piani più bassi che c’è un po’ di scompiglio, che forse ci aiuta a capire qualcosa delle dinamiche che spingono gli italiani all’acquisto dei libri. Nulla di sconcertante, per carità, solo qualche semplice considerazione a margine della classifica, un po’ grossolana e non priva di una certa maliziosità.

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Playboy ricorda José Saramago

pubblicato da Roberto Russo

Playboy ricorda José Saramago

A poco meno di un mese dalla morte del Premio Nobel José Saramago l’edizione portoghese della rivista Playboy lo ricorda. E, ovviamente, lo fa a modo suo.

Sulla copertina del numero di luglio della rivista c’è Gesù, vestito con tutti i caratteri dell’iconografia classica, che tiene tra le braccia una donna seminuda. Sulla testiera del letto è inciso il titolo del libro Il Vangelo secondo Gesù Cristo, che fece tanto scalpore e creò una profonda divisione non solo tra Saramago e la chiesa cattolica, ma anche tra lo scrittore e il suo paese, il Portogallo. All’interno della rivista c’è poi un servizio fotografico con Gesù che si avvicina a diverse donne più o meno nude. Dopo il salto trovate la copertina intera.

L’idea di Gesù che si avvicina a tutte le persone – anche alle donne nude – è molto evangelica e credo che Saramago ne sarebbe contento. Ma sono certo che in molti storceranno il naso.

Update, 9 luglio: i vertici della rivista Playboy non hanno approvato la scelta dell’edizione portoghese e hanno ritirato il marchio, concesso alla casa editrice portoghese Frestacom-Lisbon Media Publishing. La rescissione del contratto dovuta alla mancata pre-approvazione da parte di Playboy della copertina.

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La classifica dei libri più venduti

pubblicato da Juri Testa

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Se vogliamo cedere alla tentazione di credere che delle ottime vendite equivalgano a una bassa qualità del prodotto, allora dovremmo dire che il premio Strega, quest’anno, è stato bene aggiudicato. A comparire in classifica, infatti, è Silvia Avallone, al decimo posto con il suo “Acciaio”, mentre Pennacchi pare quasi non aver vinto il più prestigioso concorso letterario italiano, vista la sua settantacinquesima posizione. Ma noi non lasciamo commenti, ci limitiamo a registrare vincitori e vinti.

Minimum Fax in testa, questa settimana, come credo non le sia mai capitato in vita sua; a conferma, tra l’altro, che di questi tempi Camilleri può essere battuto soltanto da se stesso, e senza distanziarsi troppo: dunque “Acqua in bocca” al primo posto, e la “Caccia al tesoro” subito dopo, in seconda posizione.

Il resto, come sempre, è il solito rincicciamento di titoli e autori: Patricia D. Cornwell tiene alla terza posizione (ma gli amanti del genere vadano a comprarsi “L’uomo con due vite” di Håkan Nesser, scrittore nordico quando gli scrittori nordici non esistevano) e la Meyer, con la sua “Breve seconda vita di Bree Tanner“, scende al quarto posto (primi segni di cedimento?) Ma qualche novità, alla fine, c’è.

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Secondo L'Osservatore Romano José Saramago era solo un populista estremistico

pubblicato da Roberto Russo

Secondo L'Osservatore Romano Jos�© Saramago era solo un populista estremistico

Alquanto semplicistica mi sembra la tesi di Claudio Toscani che dalle colonne de L’Osservatore Romano parla della morte di José Saramago. Nell’articolo si sostiene che Saramago non sarebbe stato uno scrittore interessante dal momento che il Premio Nobel si affidava a uno sconfortante semplicismo teologico.

Quel che lascia sconcertati è il continuo voler ridicolizzare uno scrittore: in quest’articolo, infatti, non è stata fatta una di quelle critiche interessanti che spesso si leggono (o si leggevano?) sulle pagine del quotidiano della Santa Sede, ma ci si è affidati quasi ad un mettere alla berlina Saramago. Fin dal titolo – L’onnipotenza (presunta) del narratore – si capisce dove si andrà a parare: la vita di Saramago viene presentata come non particolarmente complessa né movimentata, nella quale aveva svolto vari lavori, tra cui l’editoria; la non più giovane età della pubblicazione del primo vero romano – “Cinquantacinque anni compiva Saramago al suo vero primo romanzo Manuale di pittura e di calligrafia (1977)” –; i pochi cespiti conduttori attorno ai quali ruota l’opera di Saramago; la sterilità logica e teologica dei suoi assunti narrativi e così via.

Forse tutta la chiave di questo articolo è da trovare nell’aggettivo con il quale viene definito l’ultimo romanzo di Saramago – Caino: Toscani, infatti, lo dichiara inaccettabile. Non si accetta che uno scrittore possa addirittura vincere il Premio Nobel (provocatorio per l’autore dell’articolo) pur scrivendo di temi sui quali Oltretevere vorrebbe avere controllo e dominio assoluto. Si ode quasi un rimpianto per l’Indice dei libri proibiti che tanta tranquillità dava a molti.

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