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Tutti gli articoli con tag Jane Austen

Jane Austen potrebbe essere stata uccisa con l'arsenico

pubblicato da Andrea Coccia

Ancora una volta, la seconda nel giro di 24 ore, torniamo a parlare di Jane Austen, una delle più amate e allo stesso tempo odiate scrittrici inglesi di sempre, autrice di libri che fanno innamorare qualcuno (specie se ha tra i 15 e i 30 anni ed è di sesso femminile) e che fanno innervosire altri. Non mi nasconderò più a lungo, io sono iscritto da anni alla parte di quelli che la odiano.

Sarà forse per questa dicotomia, per questa specie di frattura manicheista che divide i lettori in due fazioni contrapposte, che la teoria sostenuta da Lindsay Ashford nel suo nuovo libro, The Mysterious Death of Miss Austen, mi sembra più che credibile. Secondo la Ashford, che cita a proprio sostegno anni di ricerche, Jane Austen non sarebbe morta di morte naturale, ma potrebbe essere stata uccisa con una dose di arsenico.

Niente di più probabile: ma chi l’ha uccisa? Se non fossero passati quasi vent’anni tra la morte della Austen e la nascita di Mark Twain io un nome ce l’avrei. Anche perché la parole con cui Twain descriveva la collega non erano certo morbide:

«I suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia.»

Via | Finzioni
Foto | Flickr

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Se Jane Austen fosse tra noi sarebbe una blogger e una internet dipendente

pubblicato da Andrea Coccia

jane austen, blogger, twitter e social network, letteratura Secondo Laurel Ann Nattress, editor di una raccolta di racconti ispirati allo stile della scrittrice inglese, se Jane Austen fosse tra noi sarebbe certamente una blogger e adorerebbe passare le sue ore su twitter e su facebook, informandosi su tutto ciò che accade alla gente. Una social network addicted, dunque, bramosa di conoscere i fatti degli altri e pettegola al punto giusto: il profilo perfetto a quanto pare per rappresentare l’utenza media (e stereotipata) della galassia social network.

C’è solo un problema che vorrei sottoporre a Laurel Ann Nattress, che tra le altre cose afferma essere proprio Jane Austen - «Jane Austen Made Me Do It» - la causa della sua passione sfrenata per internet, ed è un problema molto semplice: se Jane Austen fosse viva e fosse maniaca di social network non avrebbe mai scritto una riga, non ne avrebbe il tempo.

Affermando questo mi rendo conto che forse da questa inutile notizia si può ricavare lo spunto di un ragionamento che potrebbe esserci utile e prezioso: quanto tempo ci rubano i social network? Quanti libri hanno già condannato alla non esistenza e quanti ne condanneranno ancora? Fortunatamente ricostruire una storia negativa della letteratura è impossibile…

Via | Reuters

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Le più belle pagine d'amore. Jane e Mr Rochester (Jane Eyre)

pubblicato da sara

JANE EYRE Il matrimonio? La tomba dell’amore, dice il luogo comune. Dipende, direbbe Jane Eyre, dopo quante peripezie ci arrivi, e a quale prezzo (attenzione: segue spoiler di Jane Austen!Ehehehe). Visto il suo caso, poi, il matrimonio può diventare un vero colpo di scena se - come sa chi ha letto l’omonimo romanzo di Charlotte Bronte, corona un sogno d’amore lungamente impossibile.

Dopo impedimenti apparentemente insuperabili, come la differenza sociale fra gli sposi, la scarsa autostima di lei (!) e un pregresso matrimonio non rivelato che rischia di mandare tutto all’aria (anche a causa, diciamo, del cattivo temperamento della sposa precedente).

A parte queste ironiche pennellate su uno dei più bei romanzi di sempre, vi riporto il brano in cui Jane descrive la sua felicità di donna sposata, con una delle mie frasi preferite di sempre sul significato di essere (felicemente) in coppia:” Lo stare insieme è nello stesso tempo per noi essere liberi come nella solitudine,essere contenti come in compagnia”.

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In viaggio con Jane Austen, di Laurie Viera Rigler. Dall'epoca Regency viene sbalzata nella Los Angeles contemporanea

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

in_viaggio_con_jane_austen_rigler_sperling_kupfer In viaggio con Jane Austen, di Laurie Viera Rigler, è il seguito/romanzo parallelo di Shopping con Jane Austen, pubblicato l’anno scorso e uscito, proprio qualche giorno fa, in edizione economica.

In Shopping con Jane Austen Courtney Stone, dalla Los Angeles del 21esimo secolo si era ritrovata nel corpo dell’ottocentesca Jane Mansfield e aveva dovuto affrontare situazioni di ogni tipo, sia quelle in linea con gli ideali austeniani delle sue amate letture, sia quelli, più realistici, derivanti dal contatto diretto con un mondo, quello Regency che, per quanto leggiadramente descritto, non imponeva solo corsetti e prospettive limitate al genere femminile, ma aveva anche tutta una serie di questioni relazionali e igienico-sanitarie decisamente inconcepibili per un’americana dell’epoca contemporanea… E molti sono stati i sorrisi che questo romanzo ha strappato alle lettrici…

Ma più intrigante, secondo me (e oggettivamente migliore, secondo il pubblico americano che l’ha proprio apprezzato), dev’essere questo “seguito”, perchè è quello che vede Jane Mansfield, anche lei amante dei libri della Austen (quantomeno quelli già pubblicati…), catapultata nel corpo di Courtney Stone, e quindi nella Los Angeles del 21esimo secolo! Riuscite a immaginare che shock tremendo possa essere, per una perfetta signorina inglese dell’epoca Regency, trovarsi nell’America dei giorni nostri? Le donne vanno in giro mezze nude e senza chaperon, gli uomini le parlano (a altro!) senza essere stati propriamenti introdotti, tutti sembrano fare quello che vogliono, quando lo vogliono. Un inferno! E’ anche verò, però, che i limiti imposti dalla sua società “di origine” alle donne, qui, non esistono… E, infatti, dopo essersi tirata su le maniche, Jane comincia a vivere una vita “moderna”, a partire dal lavoro-questo-sconosciuto (perchè le bollette - infernale invenzione - si devono pagare…), dall’uso di cellulari, computer e… macchina! E come era già successo in Shopping con Jane Austen, anche nel volume in uscita le questioni sentimentali avranno uno spazio importante… Alla fine del romanzo le due donne troveranno anche la possibilità di entrare in contatto l’una con l’altra… Riusciranno a tornare alle rispettive vite? Preferiranno quelle che stanno vivendo attualmente? Avranno imparato qualche “lezione”?

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Recensioni atipiche: Pride and Prejudice di Jane Austen

pubblicato da Andrea Coccia

Recensioni atipiche: Pride and Prejudice di Jane Austen In una stagione editoriale che tanto punta sugli esordienti come quella che stiamo vivendo di questi tempi, un esordio come quello di questa ragazzina inglese, vissuta per 20 anni in un piccolo villaggio sperduto in una delle contee del sud d’Inghilterra, non fa di certo notizia e, probabilmente, si poteva anche evitare.

D’accordo, non si può pretendere che ognuno delle migliaia di esordienti diventi un classico e che sarà letto nei prossimi secoli – speranza illusoria per tutti, giacché la durata media di un libro, anche per i capolavori, è di poche settimane – ma questo volume, che per 400 pagine dilaziona come una telenovela un finale scontatissimo, di certo sarà dimenticato in una stagione. Personaggi come Elizabeth Bennet, Fitwilliam Darcy o il reverendo Collins, poi, sanno troppo di vecchio e sembrano usciti da uno di quei romanzi di costume di un secolo fa.

Ora, che l’epoca dell’avanguardia e dello sperimentalismo linguistico sia stata superata da qualche anno e che non vada più di moda azzardare, è una cosa, ma scegliere di questi tempi, con gli accadimenti politici e sociali che stanno squassando mezza Europa, la campagna francese in Russia in primisi, e di raccontare ancora la tipica storia di successo e di ascesa sociale, francamente mi sembra eccessivo.

L’unica cosa che dispiace, pensando che di questo libro tra un secolo se ne ricorderanno solo i nipoti di questa Jane Austen, è che insieme a lei e al suo libro verrà dimenticato il clima di assurda e grottesca ingenuità che sta caratterizzando questi nostri anni, mentre accanto a noi il mondo va in frantumi.

Jane Austen
Pride and Prejudice
Thomas Egerton
1 sterlina

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Jane Austen nasceva 235 anni fa. Anche Google la ricorda

pubblicato da Roberto Russo

Jane Austen nasceva 235 anni fa. Anche Google la ricorda

Com’è ormai tradizione, Google ci aiuta a ricordare anche gli eventi legati al mondo del libro. Oggi è il 235 compleanno di Jane Austen e il doodle commemorativo compare sulle pagine del colosso di Mountain View.

Il romanzo più famoso della Austen è Orgoglio e pregiudizio che ha avuto anche diverse trasposizioni cinematografiche (e devo dire che quella del 2005 con Keira Knightley e Matthew Macfadyen mi è piaciuta molto). Tra gli altri romanzi della Austen ricordiamo Ragione e sentimento (scritto nel 1797 e pubblicato nel 1811 con lo pseudonimo Una Lady e, a testimonianza del successo, tradotto in francese nel 1815, quando la scrittrice era ancora in vita), L’abbazia di Northanger (pubblicato postumo nel 1814, ma scritto in precedenza e quindi si può annoverare tra i primi romanzi della Austen; è probabilmente il romanzo meno conosciuto della Austen), Mansfield Park (1818 che racconta la storia di una giovane donna, Fanny Price, e della ricerca del marito ideale), Emma (1816, secondo alcuni un po’ troppo paternalistico nei toni), Persuasione (l’ultimo scritto da Jane Austen pubblicato postumo dal fratello nel 1818).

Avete mai letto qualcosa di Jane Austen?

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La sovrana lettrice, di Alan Bennet

pubblicato da sara

la sovrana lettrice ‘La sovrana lettrice’ è un breve romanzo delizioso sulla passione per i libri, pieno di quella ironia sottile, tutta ‘british’ che potete aspettarvi da un autore come Alan Bennet (’Nudi e crudi’, ‘La cerimonia del massaggio’, ‘La signora nel furgone’).

L’autore immagina infatti che la regina d’Inghilterra in carica, Elisabetta II, scopra improvvisamente dentro di sè una vorace fame di libri, e voglia cercare di recuperare il tempo perduto, destreggiandosi con abilità da Proust a Henry James e Thomas Hardy, a Alice Munro, grazie ai consigli del giovane gay Norman, che passa da garzone delle cucine a suo paggio selezionatore di letture.

La nuova attitudine alla lettura della regina metterà in crisi funzionari e primo ministro (che non conosce Proust nè Jean Genet) perchè la sovrana adotterà dei comportamenti del tutto inusuali, come indossare lo stesso vestito per due volte di seguito o iniziare fare domande impertinenti ai propri consiglieri e i ministri degli Esteri stranieri in visita, interrogandoli sui libri letti.

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Orgoglio e pregiudizio rivisto. Secondo Darcy

pubblicato da sara

darcyDopo Orgoglio e pregiudizio in versione zombie, ecco che arriva un esperimento letterario che dovrebbe far discutere altrettanto (secondo me). Ovvero di affidare la narrazione del famoso romanzo di Jane Austen, al punto di vista del mitico Darcy. In fondo cosa sappiamo dei suoi pensieri nei periodi di assenza, in città, lontano da Lizzie? Lo immagina Pamela Aidan nel suo ‘Per orgoglio e per amore’.

E cosa disse veramente Darcy a Mr Bingley, convinto che Jane non fosse la donna per lui (troppo fredda e distaccata, poco innamorata di lui: che errore!). Insomma dei pensieri di Darcy sappiamo poco, mentre nel romanzo seguiamo fin nei dettagli le emicranie di Lizzie e le sue angosce e rimpianti, e il percorso interiore che la porterà a capire quanto Darcy la ami e quanto bello sia il suo animo.

Il libro (’Per dovere e desiderio’, stessa autrice) però ipotizza anche una ’sbandata’ di Darcy per una donna bellissima incontrata nel periodo di lontananza da Elizabeth. Non demoliteci la profondità dell’animo di Darcy, indifferente alla bella sorella di Mr Bingley, e affascinato più dalle doti intellettuali di una donna che dal suo bel faccino. Lasciateci fantasticare ancora un po’ che il suo silenzio nascondesse gli intenti più belli.

Per orgoglio e per amore/Per dovere e desiderio
Pamela Aidan
Tea
11 euro

Via | Weirde

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Libri. Ha un nome l'uomo amato dalla scrittrice inglese Jane Austen

pubblicato da sara

austenNonostante l’autrice inglese Jane Austen non si sia mai sposata, i suoi romanzi, che esplorano la difficile indipendenza dello spirito delle donne nell’Ottocento, e il rifiuto del matrimonio ‘di convenienza’ rispetto all’unione basata sull’amore vero, hanno da sempre dato vita a speculazioni sulla sua vita privata.

Ora uno storico letterario inglese, come riporta il Telegraph, avrebbe grazie alle sue ricerche dato un nome al pretendente segreto di Miss Austen, che comunque non si sposò mai.

Si tratta, come sostiene Andrew Norman, del clerico Samuel Blackall, amico di famiglia e in particolare del fratello della Austen, che lei conobbe nel 1798, a casa di amici comuni, i Lefroys. Un’amicizia interrotta dalla partenza di Blackall, rincontrato poi casualmente quattro anni dopo nel South Devon. Ricostruendo testimonianze dell’epoca con uno studio sui clerici che si trovavano a South Devon in quel periodo, Norman ha individuato il nome del pretendente dell’eroina. Mistero rimane comunque sulla rottura della loro storia d’amore.

Andrew Norman
Unrequired love
The history press

Via | Telegraph
Foto | Flickr

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In "Orgoglio e pregiudizio" arrivano gli zombie

pubblicato da loredana

a Orgoglio e pregiudizio arrivano gli zombie Il famoso romanzo di Jane Austen “Orgoglio e pregiudizio” cambia volto e si trasforma in una storia dell’orrore. A pensarci è stato Seth Grahame-Smith, autore di best seller americani tipo “Come sopravvivere a un film dell’orrore” e “Il grande libro del porno”.

La versione corretta, che uscirà questa primavera in america, si intitola “Pride and Prejudice and Zombies”. L’intreccio narrativo è lo stesso con le peripezie amorose di Elizabeth e Mr Darcy, il tutto condito con una piccola variante: gli zombie. Queste terribile creature, infatti, invaderanno il tranquillo villaggio inglese di Maryton e spetterà proprio alla signorina Bennet ripristinare la quiete della comunità.

Dopo tanti anni, quindi, la Austen torna ma non è detto che questa nuova versione accontenti i suoi fan. Chissà, forse, in un periodo come questo, in cui tutti impazziscono per Twilight e più in generale per vampiri e maghetti, può diventare un modo per avvicinare anche le nuove generazioni ai grandi classici della letteratura internazionale. Cosa ne dite?

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