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Tutti gli articoli con tag Jack Kerouac

Un giorno Jack Kerouac mi ha dato un consiglio

pubblicato da Andrea Coccia

jack kerouac, on the road, jorge luis borges, finzioni
90 anni fa nasceva Jack Kerouac, considerato da molti come uno dei vertici della letteratura contemporanea americana, uno di quegli autori - pochi, pochissimi - a cui un lettore accorda il raro privilegio di essere letti più volte nel corso di una vita. Io ho provato a leggere due volte Kerouac, entrambe le volte attaccando le pagine di On the Road e entrambe le volte fallendo.

La prima volta avevo 14 anni, mi ricordo che era estate e che ero in montagna con tanto tempo e poche cose da fare. Una situazione ideale per leggere un buon libro e perdercisi dentro, ma anche un’età - 14 anni - perfettamente adatta a trasformare una lettura casuale in un marchio quasi indelebile. Ma così non avenne. Mi fermai intorno a pagina 100 e pensai che, tra i due, il problema dovevo essere io, non certo Kerouac, che tutti mi consigliavano e mitizzavano.

Quattro o cinque anni dopo ripresi in mano quel libro per la seconda volta. Speravo di essere cresciuto abbastanza per capire quel che alla prima lettura non avevo capito: tutta quella voglia di perdersi, quelle droghe, quella voglia di libertà, quell’esigenza di perpetuo movimento rappresentata in parte anche da quella scrittura spontanea, apparentemente senza regole.

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Scrittori svelati dalla loro grafia: “Tratti di personalità nella scrittura”, di Lidia Fogarolo

pubblicato da Roberto Russo

Tratti di personalità nella scrittura, di Lidia FogaroloHo sempre trovato affascinante trovarmi dinanzi ai testi vergati a mano da autori famosi, sia per una sorta di rispetto sia per una innata curiosità che mi porta a divertirmi con l’analisi della loro grafia. Non sono un grafologo e mi soffermo a guardare come si evolve il tratto della scrittura sulla pagina.

Grafologa è, invece, la dottoressa Livia Fogarolo che per le Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato un interessante saggio: Tratti di personalità della scrittura. Al di là degli aspetti tecnici e specifici della grafologia (che magari non a tutti possono interessare) lo studio della Fogarolo presente l’analisi di oltre 250 scritture di personaggi famosi in vari campi del sapere: Buck, Canova, Churchill, Darwin, Hemingway, Hitler, Madre Teresa di Calcutta, Mozart, Newton, Obama, papa Giovanni XXIII e papa Woytila, Picasso, Tesla, Woolf.

A volo d’uccello vi riporto alcuni passi che si riferiscono al mondo degli scrittori.

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On the Road - Sulla strada di Jack Kerouac veniva pubblicato il 5 settembre 1957

pubblicato da Roberto Russo

On the Road - Sulla strada di Jack Kerouac veniva pubblicato il 5 settembre 1957

– Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

On the RoadSulla strada di Jack Kerouac vedeva la luce il 5 settembre 1957. Da allora quel libro, scritto su un rotolo di carta per telex lungo trentasei metri, è diventato una sorta di manifesto per molti, identificati con il termine di Beat Generation.

Il titolo rimanda al viaggio, ovviamente, ma quella di Kerouac non è solo la storia di un viaggio quanto quella di un incontro. Il viaggio di cui parla Kerouac è più un qualcosa di astratto, potremo dire di inutile: l’importante è camminare fino a quando non si arriva. Non importa dove, ma il viaggio. Questo nomadismo è un po’ la cifra di un atteggiamento esistenziale dinanzi alla vita, un nomadismo dell’anima che porta con sé legami alternativi, la ricerca di compagnia e, soprattutto, la ricerca di se stessi al di fuori del conformismo imperante di allora (e di oggi).

E così in America quando il sole tramonta e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un’unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità, e so che a quell’ora nello Iowa i bambini stanno piangendo nella terra in cui si lasciano piangere i bambini, e che stanotte spunteranno le stelle, e non sapete che Dio è Winnie Pooh?, e che la stella della sera sta tramontando e spargendo le sue fioche scintille sulla prateria proprio prima dell’arrivo della notte che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge le vette e abbraccia le ultime spiagge, e che nessuno, nessuno sa cosa toccherà a nessun altro se non il desolato stillicidio della vecchiaia che avanza, allora penso a Dean Moriarty, penso perfino al vecchio Dean Moriarty padre che non abbiamo mai trovato, penso a Dean Moriarty.

Foto | Gothamist

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I migliori video letterari su Youtube secondo l'Observer

pubblicato da sara

tomba plath

Una interessante classifica stilata dal The Observer, che è andato a fare una rassegna dei video artistici più belli e rari presenti suYouTube. A quel punto, li ha divisi in categorie (teatro, letteratura, cinematografia, arte, musica classica, jazz e infine pop, rock e folk). Ecco la classifica letteraria, of course:

1) Jack Kerouac legge in tv “Sulla strada”, 1959
2) Zora Neale Hurston canta ‘Uncle Bud’, 1939
3) Vladimir Nabokov difende il libro Lolita, 1950s
4) William Burroughs in un documentario della Bbc, 1980
5) Sylvia Plath legge ‘Daddy’, 1962

Via | QuoMedia
Foto | Flickr

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Kerouac: prima di On the Road c’è Jack London

pubblicato da sara

Quest’anno ricorre la celebrazione del 50esimo anniversario dalla pubblicazione di On the Road nella lista dei best sellers del New York Times, ma 50 anni prima del capolavoro di Kerouac, e cioè nel 1907, un altro grande autore americano aveva pubblicato un memoriale intitolato semplicemente “La strada” (“The road”, appunto).

Il centenario di questo libro sarà salutato di certo con molto meno clamore di “On the road”, scrive un critico di “The Nation”, ma si tratta comunque di un libro da conoscere perché il resoconto del viaggio “selvaggio” di Jack London, (fatto in treno, in nave, a piedi, anche a “piedi nudi”, quando le scarpe consumate lo abbandonavano) rimane un lavoro centrale nella storia culturale della lunga ossessione americana per il viaggio “on the road” e i libri che trattino l’argomento…”.

Anche perché, nota il critico, per molte generazioni di lettori, inclusi i membri della Beat generation, è servito come invito a esplorare l’America “firsthand, though not first-class”.

London si descrive come uno “straniero in una terra straniera” e fu capace di scrivere la faccia nascosta della vita americana, la povertà, la violenza, che era “largamente ignorata dai suoi contemporanei Henry James, Edith Wharton e anche William Dean Howells”.

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You'll be okay: la mia vita con Jack Kerouac

pubblicato da sara

Nella sua ultima lettera a Edie, scritta un mese prima di morire, Kerouac concluse con una frase di incoraggiamento: “Starai bene” (You’ll be okay). E’ proprio da questa frase che prende il titolo il libro scritto dalla prima moglie del vecchio Jack, Edie.

Un libro non ancora edito in Italia, ma che riconsegna al lettore un ritratto di Kerouac “giovane, bello, amante del divertimento”, e soprattutto, ancora nella fase di “aspirante” scrittore”, circondato da amici come Allen Ginsberg o William S. Burroughs.

“Lui rimase così nella memoria di Edie – scrive Andrei Codrescu su citylights.com - e nonostante il fatto che a volte lei faccia riferimento al mostro malato di alcool che sarebbe emerso negli anni a venire, quel mostro non vive in queste pagine…dove incontriamo il giovane genio prima di “On the road”…Edie – o Frankie, come la chiamano gli amici - ricorda tuttto del suo breve matrimonio con Jack, come se una sfera di luce resistente a tutto fosse riuscita a conservare quei pochi anni durante la seconda guerra mondiale, mantenendo intatto ogni dettaglio”

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