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Tutti gli articoli con tag Infinito Edizioni

Un'estate a Teheran, di Fariah Sabani

pubblicato da sara

Com’è l’Iran che non ci raccontano? Cosa c’è dietro i volti delle donne velate che ci arrivano dagli schermi della tv, al telegiornale?Viene in mente leggendo che Kiarostami al festival del Cinema di Venezia ha dedicato 92 minuti di inquadrature ai primi piani di donne afghane, ha fatto nascere, nell’ultimo anno, tanti “bestseller” le cui storie ruotano attorno a questo mondo, come i vari “Le porte chiuse di Teheran”, o “Prigioniera a Teheran”.

Per un sguardo meno romanzesco e più giornalistico, da leggere due libri che romanzi non sono: “Un’estate a Teheran” di Fariah Sabani (Laterza) è il primo, che ci racconta le peregrinazioni della donna, giornalista e collaboratrice di alcune testate italiane, nata da padre iraniano, che torna al suo paese per intervistare dei personaggi simbolo della sua storia attuale: parla con i tassisti che le raccontano l’astio della gente verso i religiosi (difficilmente riescono ad essere ospitati nei taxi della città, tanto sono malvisti, racconta) ma anche la donna pilota di Formula Uno, o universitari che però sognano una brava ragazza scelta dai genitori “con cui poter anche parlare piacevolmente alla fine della giornata”.

Un vero e proprio reportage documentatissimo fra le giovani generazioni dell’Iran contemporaneo è invece “I ragazzi di Teheran” di Antonello Sacchetti, dell’ottima Infinito edizioni. Un dossier che, statistiche e sondaggi alla mano, ci descrive come si vive realmente da adolescente e giovanissimo a Teheran. Dove si scopre il sesso alle feste di classe, ad esempio, o su internet, anche se magari appunto ci si rassegna a sposare (anche se non sempre) i partner scelti dai genitori.

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Grecia, solo ritorno, di Alan Zamboni

pubblicato da sara

Il libro, edito da Infinito edizioni, troverete la storia di un viaggio, di un amore che si perde e che nel viaggio segna dietro di sé la strada per ritrovarsi.

Troverete la Grecia, e i nomi di personaggi più strani che abbiate mai letto. Volete un esempio? Parvolus, o Tomà. Ma c’è anche l’adorabile Chantal, che semina “perline del ritorno” nei posti che ha amato.

Un libro che varrebbe la pena di prendere anche solo per la storia finale, che altro non è che il mito di Eco e Narciso.

Narrato con la voce limpida di un autore così giovane, ci sembra di ascoltarlo per la prima volta. E a fine lettura avremmo voglia di chiedergli di raccontarci di nuovo tutte le storie dei miti greci.

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Book Modena, un week end di libri

pubblicato da sara

Sono oltre 50 gli appuntamenti previsti nella manifestazione Book Modena, dedicata alla piccola e media editoria. Seminari, incontri, presentazioni che parleranno di libri, di nuove proposte e nuovi autori, ma che si interrogheranno anche sul destino “del libro” in Italia, e soprattutto del futuro della piccola e media editoria.

Gli eventi previsti sono consultabili qui e fra tutti viene segnalata la tavola rotonda sul tema “La piccola editoria: risorse e complessità” con la saggista Maria Nadotti e il saggista e critico letterario Filippo La Porta (che sostituisce Marino Sinibaldi) che si terrà domenica 30 dalle ore 11 nella sala Sciascia.

Via|Comunicatistampa.net
Foto|Flickr

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Mamadou va a morire

pubblicato da Roberto

Mamadou va a morireScrivevo di migranti e centri di permanenza temporanea, di quello che vediamo - gli sbarchi - e di quello che non vediamo o non vogliamo vedere - cosa succede nei cpt -. C’è un libro che racconta tutto quello che succede prima. Quando chi decide di partire, con la speranza di una vita migliore, si mette in viaggio, attraversando deserti, mari, frontiere. Una testimonianza, ma anche un grido d’allarme per quanto continua ad accadere ogni giorno, in mezzo a un Mediterraneo che sempre più divide anziché unire.

Mamadou va a morire, di Gabriele del Grande (Infinito Edizioni) è un reportage su ciò che accade ai migranti che cercano di arrivare in Europa; l’autore ha passato tre mesi con i suoi coetanei in viaggio dall’Africa verso un futuro migliore. Questo libro è la loro storia e la loro memoria.

Scrive Antonello Mangano su Terrelibere.org:

Gente asciugata dal sole mentre attraversava il Sahara a piedi, uomini morti in fondo all’Atlantico nel braccio di mare che divide il Senegal o il Saharawi dalla Canarie, giovani neri uccisi dai proiettili delle guardie mentre saltavano le barriere tecnologiche del muro di Ceuta, eritrei sfracellati contro gli scogli mentre provavano a raggiungere Lampedusa dalle coste libiche, pachistani mangiati vivi dal sale nel fondo del Canale di Sicilia, profughi derubati dai poliziotti ad ogni cambio di frontiera, donne violentate da gendarmi, passeurs, compagni di viaggio, maliani rinchiusi nei campi del Senegal o del Marocco ed espulsi alla frontiera, che spesso è solo una linea infinita di sabbia bruciata dal sole impietoso.

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