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Tutti gli articoli con tag Hornby

La sceneggiatura di An education firmata da Nick Hornby

pubblicato da sara

nick hornby Lo vedremo nelle sale solo il 22 gennaio, ma An education, il film di Lone Scherfig, già ci incuriosisce da matti. La sceneggiatura, che racconta la storia di una ragazzina che si innamora di un uomo più grande e più ricco nella Londra dei primi anni Sessanta è infatti firmata dal best seller Nick Hornby.

Il quale addirittura dichiara, in un’intervista a Elle Italia, che “è orgoglioso di questa sceneggiatura più di qualsiasi suo altro libro. Al Sundance ero teso come uno studentello, finchè non ho letto sul Los Angeles times che la nostra storia funny and sad era il gioiello del Sundance”.

“An education è la storia di una giovane studentessa, la storia di un amore sbagliato - prosegue - che l’ha fatta crescere in un Londra dove tutto era difficile, venato da differenze di classe e da un razzismo strisciante”. Il carattere della protagonista (la storia è tratta dall’omonimo libro di Linn Barber) assicura Hornby, è fedele all’originale.

“Non ho dimenticato emozioni e incertezze di quando avevo 16 anni. An education mi ha aiutato a ritrovarmi, a ricreare connessioni emotive, a rileggere il cinema che vedevo da ragazzo, il free cinema inglese”, conclude. La sceneggiatura di Hornby sarà pubblicata da Guanda, suo editore italiano,

Via | Elle gennaio

Foto | Flickr

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Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby

pubblicato da sara

shakespeareHo letto ‘Shakespeare scriveva per soldi’ - l’ulteriore raccolta di recensioni di Nick Hornby per la rivista The Believer - perchè, dilettandomi nello scrivere di libri, ero curiosa di sapere come riesce a parlare di libri uno scrittore che mi piace molto (e questo nonostante io e il vecchio Nick ci siamo un po’ rovinati i rapporti dopo la lettura di ‘Non buttiamoci giù’ e nonostante per ora io mi astenga dal leggere ‘Tutto per una ragazza’ ).

Detto ciò, non posso che consigliare a chiunque di leggere questo libro, in cui il nostro continua nel suo mestiere di atipico ‘recensore’ per la rivista di Dave Eggers , nonostante in alcuni articoli ammetta di non aver letto neanche un libro di quelli promessi ai Polysillabic Spree, gli 87 vestiti di bianco che redigono la rivista (ma il numero degli immaginari Spree cambia sempre, nelle sue citazioni).

Ed è o non è un ottimo motivo per interrompere le letture quello di seguire i Mondiali di calcio (gli articoli vanno dal 2006 al 2008, quando la rubrica viene chiusa)?. Ed è esilarante il fatto che l’autore giustifichi una sua assenza di cinque mesi dicendo di essere stato rinchiuso dagli Spree in caverne dove la giusta pena per i redattori indolenti è quella di leggere scrittori sloveni (i cui tomi vengono conservati sotto il letto in caso venisse voglia di suicidarsi).

Continua a leggere: Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby

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Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby

pubblicato da sara

hornby “I libri, ammettiamolo, sono meglio di qualunque altra cosa. Se organizzassimo un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza di quindici riprese… be’, i libri vincerebbero praticamente sempre.” (da ‘Una vita da lettore’)

Allora: se avete apprezzato ‘Una vita da lettore’, la raccolta di brani scritti dal vecchio Nick in qualità di scrittore-recensore (a modo suo) per la rivista ‘The believer’; se adorate quel suo ‘divagare’, ovvero prendere spunto da un libro per parlare sì del libro, ma anche di tutt’altro, dandovi un’ampia visuale sui privatissimi fatti suoi; se vi piace il modo di Horby di fornirvi libri e autori ‘digeriti’ dalla sua mente, impastati delle sue emozioni, mediati dalle casualità della sua esistenza.

Insomma, se vi rispecchiate in questo, sappiate che la storia non finisce lì, e che il vecchio Nick ci informa che, oltre al fatto ‘di non averlo mai fatto’ (come diceva Bukowsky) ‘Shakespeare scriveva per soldi’. Nel testo, pubblicato da Guanda, ancora una volta notazioni, racconti di vita e dubbi che girano tutti, ovviamente, intorno ai suoi libri, in una sorta di ‘diario di letture’.

Questa volta, leggo, Hornby parla di Shakespeare, Miller e di libri per ragazzi, ma anche di film e di come, grazie ai mondiali di calcio, sia riuscito nell’impresa di passare addirittura un mese senza leggere.

Nick Hornby
Shakespeare scriveva per soldi
Guanda
14 euro

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Nick Hornby e gli eBook

pubblicato da sara

Giustamente su una novità importante come i moderni lettori di eBook non si poteva non tener conto del parere degli scrittori.

Ecco allora cosa ne pensa e ne scrive Nick Hornby nel suo spazio web:
lo fa con un aneddoto, of course. Raccontando come, entrato in un negozio di libri della catena Borders ha sentito un commesso che gli raccontava che gli iLiad (prodotti dalla Philips), venduti al costo di 399 sterline, erano stati etichettati come troppo cari anche da una celebrities che era entrata nel negozio. “Sulle prime sembrava interessato, ma una volta saputo il prezzo, ha inveito ad alta voce e se n’è andato via. Quindi, al momento, sono addirittura cari per un milionario dello show-business”.

Ecco i motivi per cui secondo Hornby “il libro convenzionale durerà molto più a lungo dei cd in campo musicale, per una serie di ragioni”, e cioè perché “i lettori di libri amano i libri, mentre gli amanti della musica non si sono mai affezionati troppo ai cd. Il vinile sì, i cd no”, mentre i libri in questa forma reggono da centinaia di anni, senza considerare che anche nell’occidente civilizzato non molti amano la lettura (in Gran Bretagna ad esempio si legge una media di 7 libri l’anno, per una spesa totale di una ventina di sterline: e allora perchè svenarsi per un costoso lettore? E soprattutto: a cosa servono le megamemorie di iLiad o di Kindle?). Inoltre, i lettori abituali sono per antonomasia refrattari ai cambiamenti e sospettosi verso le nuove tecnologie (ma sarà vero?).

Tuttavia, le nuove tecnologie secondo Hornby attentano alla salute dei libri perchè erodono i tempi morti che spesso riserviamo alla lettura. Ormai, dice lo scrittore, “Puoi guardare l’intera serie dei Soprano seduto sul bordo della piscina sul tuo iPod touchscreen, se vuoi”.

Via Il Secolo XIX
Foto | Flickr

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Video-intervista a Nick Hornby

pubblicato da simone

Due giorni fa vi avevamo parlato dell’iniziativa di Kataweb di presentare a Nick Hornby, ospite al Festival delle Letterature di Massenzio a Roma, delle domande da parte dei suoi lettori.

Lo spazio dei commenti sul sito di Kataweb è stato riempito dalle domande dei fan interessati a questo tipo particolare di comunicazione con lo scrittore, e ne sono state selezionate alcune che sono state poste all’autore inglese (in realtà alcune un po’ deludenti): come sei diventato scrittore? Sei ottimista o pessimista? Qual è il ruolo dell’artista? Meglio un bestseller o il successo dell’Arsenal? Il calcio ha perso il suo fascino? Com’è cambiato il rapporto con la musica? Sei dalla parte degli uomini o delle donne? Com’è nato Tutto per una ragazza? Ti piacciono i film tratti dai tuoi libri?

Per vedere la video-intervista allo scrittore seguite questo link, dove la troverete suddivisa per le singole domande.

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Fate la vostra domanda a Nick Hornby

pubblicato da simone

Domani 5 giugno lo scrittore londinese Nick Hornby sarà ospite a Massenzio, nell’ambito del Festival delle Letterature. Insieme a lui sul palco ci sarà anche lo scrittore irlandese Joseph O’ Connors.

Tutti i suoi ammiratori hanno ora l’opportunità di fare una domanda allo scrittore inglese, in modo da raccogliere le dieci ritenute più rappresentative in un’intervista video che verrà messa online dal sito di Kataweb domani, nello spazio appositamente dedicato al Festival delle Letterature di Roma.

Quindi, se avete pensato a una domanda che vi piacerebbe fare a Nick Hornby, cliccate su questo link e scrivetela nei commenti (dove già cominciano a essercene parecchie interessanti) e magari verrà selezionata per essere presentata all’autore.

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"Tutto per una ragazza", il nuovo libro di Nick Hornby

pubblicato da cleide

copertina-hornby E’uscito il 30 aprile il nuovo libro di Nick Hornby, “Tutto per una ragazza”, edito da Guanda, reperibile in libreria al prezzo di € 15. Personalmente ho amato molto “Alta Fedeltà” dello stesso autore, che rientra a pieno titolo nella top ten dei miei libri preferiti di sempre, per il suo stile fresco, diretto e alla mano.

Il nuovo libro è un romanzo che tratta il difficile argomento della crescita personale, attraverso la storia di Sam, un quindicenne che si innamora della sua coetanea Alicia. Quando per loro sembra arrivato il fatidico momento di fare sesso per la prima volta, a causa della complicata situazione familiare di Sam si scatena una serie di problemi, conflitti interiori e drammi familiari.

Un libro che non deluderà gli affezionati di Hornby, definito oltretutto dal Times come “”Un mix vertiginoso di rabbia, incertezza, saggezza, humour e amore.”

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Adorabili nullafacenti: libri da trentenne

pubblicato da sara

Leggere un libro può essere anche come andare al cinema: si sceglie il film stuzzicati dal trailer, dalle frasi strillate sulle locandine, perchè si ha voglia di avventura/sentimento/risate etc…Allora, ecco alcune caratteristiche di un filone di libri che mi piace molto. Protagonisti: in genere trentenni, e per lo più maschi.

In generale, vi ritroverete alcuni ingredienti base della classica letteratura irlandese e inglese contemporanea. Se queste caratteristiche incontrano i vostri gusti, vi suggerisco a fondo pagina qualche libro da leggere. E se ne conoscete altri che calzano con la descrizione, aggiungeteli nei commenti!!

1) sostanzialmente i personaggi passano il tempo a non fare niente tranne scambiare due chiacchiere con i coinquilini, andare al pub a bere e chiacchierare, stare davanti alla tv. Nessuno si aspetta niente da nessun altro.

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John O'Farrell: Il meglio di un uomo

pubblicato da sara

Un altro libro da ridere. Immaginate che Rob, il protagonista di Alta Fedeltà, sia finalmente andato a convivere con la sua fidanzata dai nervi d’acciaio (caratteristica essenziale per stare con lui, ovvio). E che lei, dopo un po’, gli abbia chiesto di fare un bambino (difficile pensare che un’iniziativa del genere possa essere venuta in mente a lui, nel suo polveroso negozietto di dischi). Immaginate poi che lui, “in uno di quei giorni di totale intimità e reciproca adorazione, quei giorni in cui vuoi soltanto essere d’accordo su tutto ciò che dice la tua compagna” le abbia detto di sì, senza “precauzioni”, ecco, e che il danno sia fatto. Come vivrebbe Rob la cosa? Per scoprirlo, leggete “Il meglio di un uomo” di John O’Farrell (Mondadori). Mi sto sbilanciando, ma se aveste letto il suo libro, sono convinta che in molti la pensereste come me.

Sentite qua: Michael si guadagna da vivere scrivendo jingle per la pubblicità, i suoi migliori amici sono single, e quando torna a casa gli sembra impossibile a stare dietro ai nervosismi della sua bella e simpatica moglie Catherine, casalinga ai lavori forzati dietro due bambini poco più che tre-enni.

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Dopo di lei di Jonathan Tropper

pubblicato da sara

Cavolo, ho dovuto prenderlo. In copertina di “Dopo di lei” di Jonathan Tropper c’era scritto “Siamo di fronte al nuovo Nick Hornby”, (giudizio dato da Booklist) e dovevo verificare. La copertina poi (malefici!) mi ricordava proprio “About a boy”. Nella “quarta” poi mi si spiegava anche che l’autore per questo libro ha venduto i diritti alla Paramount Pictures, e il film è in lavorazione.

L’ho finito, ma davvero non aspettatevi Hornby, perchè:
a) questo libro non mi ha fatto ridere, ed è anche naturale visto l’argomento (la vita di un giovane vedovo che lascia il lavoro perchè non sa rassegnarsi alla perdita della meravigliosa moglie)

b) Il rapporto fra questo giovane vedovo e il figlio della moglie defunta è diversissimo da quello descritto in “about a boy”, e si risolve nel dire che il ragazzo va a vivere a casa del patrigno mentre lui passa il tempo dividendosi fra la vicina di casa, la psicologa della scuola del figliastro e i ricordi struggenti della moglie morta.

330 pagine finite in una mezza nottata senza annoiarmi, per carità, ma per favore non scomodate la fama del vecchio Nick.

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