365 racconti sulla fine del mondo, antologia curata da Franco Forte, e Le città delle nuvole, di Geoffrey A. Landis, sono due proposte fantascientifiche di Delos Books per aprile.
Franco Forte, direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori, direttore responsabile del Delos Network e delle riviste Writers Magazine e Robot, nonchè giornalista e apprezzato scrittore (il giallo storico Il segno dell’untore è il suo ultimo romanzo), non pago dei successi delle antologie 365 racconti erotici per un anno e 365 racconti horror per un anno, aveva deciso, l’anno scorso, di lanciare un “concorso” per la creazione di una nuova antologia, centrata, questa volta, sul tema della fine del mondo. L’uscita, ovviamente, prevista per il 2012, anno dei Maya e della loro supposta fine del mondo…
Ed eccoci qui, al 2012 e, un po’ in anticipo sui tempi (i Maya danno la Terra per spacciata verso fine dicembre), la nuova antologia 365 racconti sulla fine del mondo approda in libreria proprio domani. Il libro raccoglie i racconti di tantissimi autori, sconosciuti, emergenti o già noti, a vario titolo (tra questi, Alan D. Altieri, Danilo Arona, Silvio Sosio, Elisabetta Vernier, Aislinn, Irene Vanni, Emanuele Manco, Dario Tonani), tutti impegnati a concepire devastanti ipotesi apocalittiche.
Come sceglie i libri da pubblicare una casa editrice? E com’è la vita di una piccola casa editrice? Di queste e di altre questioni libridinose abbiamo parlato con Daniele Bonfanti, editor-in-chief delle Edizioni XII.
Come nascono le Edizioni XII?
Dall’incontro – dapprima virtuale, all’inizio del 2007, – di un gruppo di autori e giornalisti con esperienze molto diverse ma con l’idea condivisa di fare editoria di genere che mirasse alla massima qualità del libro senza trascurare alcun dettaglio; immune alle mode, puntando soprattutto su autori italiani, osando e cercando il nuovo. Dopo due anni di sostanziale rodaggio e di consolidamento nell’underground, dall’autunno 2009 stiamo lavorando a pieno regime.
In base a quali elementi decidete i libri da pubblicare?
Debbono essere libri che hanno una personalità e un carattere molto forti; che si distinguano. Per capirci: non vedrai nostri libri con vampiri-emo. Questo a livello di individualità del libro; sincronicamente, cerchiamo una solida identità della linea editoriale sia delle singole collane che in generale. Quindi ci sono temi ricorrenti e affinità che riemergono da un libro all’altro, e che ci interessa esplorare; per citarne alcuni in ordine del tutto sparso: il lavoro sul corpo e la sua alterazione, il superamento dei limiti “umani”, gli angoli sconosciuti della mente umana, l’Archetipo, l’Alchimia, la prospettiva discronica, il territorio come protagonista vivente, il confine tra Realtà e Immaginario.
Continua a leggere: Intervista a Daniele Bonfanti delle Edizioni XII

Lo scrittore e giornalista Luigi Milani ci consiglia dei libri per Natale (sia da leggere che da regalare). Milani è autore di una raccolta di racconti breve – Memorie a perdere – nei quali la quotidiana normalità spesso confina con l’allucinazione. Ecco i consigli di Luigi Milani:
Giulio Leoni, La regola delle ombre (Mondadori)
Un affascinante thriller storico che ha per protagonista un giovane Pico della Mirandola nelle vesti inconsuete di detective.
Luca Poldelmengo, Odia il prossimo tuo (Kowalski)
Un romanzo spietato ma assolutamente realistico nel quale la violenza non è mai fine a se stessa.
Archetipi (Edizioni XII)
Dodici storie sul fascino oscuro degli aspetti remoti dell’inconscio collettivo, scritte da nomi importanti o in forte ascesa nell’Olimpo della narrativa di genere, quali Danilo Arona, Daniele Bonfanti, Giuseppe Pastore, Biancamaria Massaro e molti altri ancora.
Foto | stuartpilbrow
I libri – almeno quelli migliori – possono essere letti in diversi modi. Uno di questi è quello di seguire l’emozione. È stata proprio una lettura emozionale quella ho fatto di Archetipi, raccolta di racconti a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti pubblicato dalle Edizioni XII.
Archetipi. Modelli originari come malattie epidemiche, virus che si moltiplicano attraverso il desiderio di fuggire. Favole e leggende e miti che tutte assieme entrano a parte di uno schema poetico: energia allo stato brado che condiziona i comportamenti. Non solo simboli. Ma piuttosto focalizzazioni dello sguardo (pag. 7)
Le focalizzazioni dello sguardo di cui parla Gianfranco Nerozzi nella prefazione, sono plasticamente rese dalle illustrazioni di Diramazioni che accompagnano ogni racconto. Seguendo tali illustrazioni ho scelto l’ordine di lettura dei racconti. Le colonne d’Ercole de Il cartografo di Alberto Priora hanno subito attirato l’attenzione, forse anche per l’archetipo del viaggio di Ulisse che, secondo Dante, quelle colonne ha superato; il viola intenso della dea Kali – che assomma in sé anche caratteristiche del Cristo e del Buddha – mi hanno guidato nelle pagine del racconto Una cosa sola di Luigi Acerbi mentre il Golem che fa capolino dal sottosuolo di Praga mi ha invogliato a leggere La nuova era, testo pieno di simbologie scritto da Ian Delacroix. E giù giù con gli altri testi del maestro Danilo Arona, di Daniele Bonfanti (curatore della raccolta insieme a Luigi Acerbi), di David Riva, di Giuseppe Pastore, del misterioso strumm. E ancora il bel racconto Sirene di Samuel Marolla, e i testi di Elvezio Sciallis e J. Romano. Per concludere con il testo Di madre in figlia, scritto da Biancamaria Massaro, unica donna della raccolta che trasforma la linearità della scrittura maschile in un cerchio, in una spirale che è tipica dello scrivere femminile.
Non so perché, ma da un po’ di tempo mi capita di soffermarmi sulle notizie “in breve” dei giornali, soprattutto su quelle che parlano di morti “strane”: cadaveri scoperti dopo mesi, persone sparite e ritrovate senza un arto e altre amenità del genere. Per pura coincidenza mi è capitato tra le mani l’ultimo libro di Danilo Arona dal titolo Ritorno a Bassavilla. E non ho potuto fare a meno di stringere una relazione tra le due cose. Relazione che spero, prima o poi, di scoprire.
Una raccolta di spaccati, epifanie, storie che vedono al proprio centro gravitazionale le nebbie di una città particolare, che un po’ è Alessandria e un po’ non lo è […] Perché a Bassavilla – e nei suoi dintorni – di cose strane ne succedono parecchie, in questo territorio di “folclore di pianura, in cui l’occulto, la cronaca nera e le vecchie storie contadine si mescolano sovente in affabulazioni dai percorsi inestricabili”
Così Daniele Bonfanti introduce il libro. E lo stesso Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico e autore di culto della letteratura fantastica italiana, in un’intervista precisa: