
Erano gli orfani e gli orfanotrofi, le strade costeggiate dai rivoli maleodoranti, i bassi nei quali la rivoluzione industriale non significava altro che sfruttamento, gli angoli marci di grida e di maltrattamenti. Era la Londra di Oliver Twist, la metropoli malfamata di Charles Dickens, che ritorna come un fantasma a due secoli dalla nascita del grande scrittore. Una ricorrenza strana, una specie di “ipotetico compleanno” del quale approfittare per “rispolverare” uno degli “scrittori sociali per eccellenza”, passato dalle atmosfere nostalgiche del Il circolo Pickwick alle oppressioni in fabbrica del forzato David Copperfield.
Dickens che ha svelato il vero volto dell’infanzia ottocentesca, sporca di solitudine e abbandonata a se stessa, una “stagione brevissima” fatta di malvagi apprendistati e di “aria avvelenata ” dal carbone, di povertà e di malattia, ma anche di improvvisi sprazzi di assistenzialismo. Il Dickens del vecchio e avaro Scrooge, dei fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri, del fatalismo e del riscatto finale della piccola Dorrit. L’autore che ha saputo “scavarsi un solco” e raccogliere già in vita, i benefici del successo ottenuto dalle sue pubblicazioni a puntate, veri e propri “eventi letterari” attesi con impazienza.
I suoi libri hanno fatto parte del “corredo formativo” di parecchie generazioni, per “perdere leggermente di smalto” negli ultimi anni, pur restando innegabili crocevia di “Grandi Speranze”.
Poi guardai le stelle e pensai come doveva essere atroce per un uomo, mentre sta morendo di freddo, alzare gli occhi al cielo e non trovare in tutta quella miriade scintillante né aiuto né pietà.
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Che un libro sia il più venduto non vuol dire che sia anche il più letto, però è un segnale per valutare la penetrazione di quel titolo nella cultura e nella società. Qualcuno si è preso la briga di stilare la lista dei dieci libri più venduti di sempre. Ecco quindi l’elenco:
Di questi quante ne avete letti?
Via | SoloListas
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“Che è oggi?” gridò Scrooge a un ragazzetto che passava con indosso gli abiti della festa e che forse s’era fermato per guardarlo.
“Eh?” fece il ragazzo spalancando la bocca dalla meraviglia.
“Che è oggi, bambino mio?” ripeté Scrooge.
“Oggi!” rispose il ragazzo. “È Natale, oggi”.
La sorpresa di Scrooge che scopre di essere ancora in tempo per vivere lo “spirito” del Natale è, forse, uno degli auguri più belli che si possano fare: nonostante il consumismo, le preoccupazioni, la noia e via dicendo riuscire a stupirsi del Natale, in qualunque modo lo concepiate, è una bella sfida per tutti. Magari leggere (o rileggere) il Canto di Natale di Charles Dickens potrebbe essere un buon esercizio per allenarsi.
Vi auguriamo un sereno Natale anche con le parole della poesia Natale di David Maria Turoldo.
Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti dal gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende,
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio.
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Pip, il protagonista di Grandi speranze, e il suo amico Herbert dovevano essere un po’ omosessuali. Lo sostiene la dottoressa Holly Furneaux della Leicester University, secondo cui, tra le innumerevoli corde sentimentali e psicologiche di molti personaggi dickensiani, ci sarebbe spesso anche un’omosessualità latente.
Se i personaggi del grande scrittore inglese s’innamoravano sovente della sorella dei loro migliori amici, era per sublimare impulsi omosessuali che l’epoca vittoriana non avrebbe mai consentito a Charles Dickens di raccontare con chiarezza.
Quando in Grandi speranze Herbert accudisce Pip dopo una rissa, quest’ultimo dice: «guardami» ed Herbert risponde «ti guardo, mio caro ragazzo». E ancora Pip: «toccami», ed Herbert: «ti tocco, mio caro ragazzo». Assistere un ferito, secondo la Furneaux, aveva pesanti sottotesti sessuali nell’epoca vittoriana.
Continua a leggere: Il lato omosessuale dei personaggi di Charles Dickens
Grazie alla Biblioteca Virtuale Multilingue della Fondazione Logos, è disponibile online gratuitamente l’ebook de Il Circolo Pickwick, il primo grande capolavoro di Charles Dickens nella traduzione ultraclassica di Federigo Verdinois.
Il Circolo Pickwick nasce come una serie di racconti umoristici pubblicati dal ventiquattrenne Dickens per l’editore Chapman e Hall fra il 1836 e il 1837. Il protagonista di queste esilaranti avventure è Mr. Samuel Pickwick, fondatore del Circolo Pickwick, un vecchio gentiluomo inglese che somiglia a una versione moderna di Don Chisciotte della Mancia.
Le avventure di Pickwick e dei suoi sodali rimangono tuttora di un umorismo strepitoso, tra giornate campali a bivacco, bizzarre cacce al piccione, scoperte archeologiche, elezioni politiche, taverne dai clienti bizzarri, escursioni a Ipswich e tanto altro. Un ebook veramente imperdibile.
Fonte | LogosQuotes