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Tutti gli articoli con tag Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Pavese secondo Gassman!

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Gli occhi, i suoi occhi, i tuoi occhi, feritoie strette nel riso, sciolte nel pianto. Ricordi indelebili dell’amore e dell’odio, ma soprattutto marchi di fabbrica indissolubili. Gli occhi di Pavese non portano liete novelle, si stagliano piuttosto, inseguono ridensificandosi nuovamente nella voce piena e profonda di Vittorio Gassman.

I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è parte del secondo gruppo di poesie inedite scritte dopo Lavorare Stanca, nella primavera del ‘50 a Torino. Ritrovate in duplice copia, fra le carte di Pavese dopo la sua morte, furono pubblicate postume nell’ordine nel quale lui stesso le aveva lasciate.

Via | santibarion

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Come si suicidano gli scrittori?

pubblicato da Roberto Russo

Come si suicidano gli scrittori?

Non è poi così sorprendente notare che tra gli scrittori molti sono suicidi, come diversi sono impazziti in un modo o nell’altro. Gli scrittori (e le scrittrici, ovviamente) tendono ad essere persone particolarmente sensibili, volubili, vulnerabili e iperestetici. Questo è dovuto a diverse motivazioni ma, principalmente, è dovuto al fatto che scrittrici e scrittori si nutrono della propria sensibilità per creare storie che commuovono. Spesso, poi, gli scrittori hanno bisogno di una pacca sulla spalla per andare avanti e una critica – anche piccola – può avere effetti devastanti. Si aggiunga, poi, che il suicidio ha sempre quell’aria decadente che è sempre molto apprezzata in ambito letterario e il quadro è completo.

Così il salto di Virginia Woolf nel fiume Ouse con le tasche piene di sassi quel 28 marzo 1941 assume un’altra dimensione. Antonin Artaud ingerì chloral per porre fine alla sua vita; Cesare Pavese prese più di dieci bustine di sonnifero nell’Hotel Roma a Torino; Hemingway si sparò alle tempie; Stefan Zweig si uccise in Brasile insieme alla sua segretaria Carlota Altman, con la quale si era sposato ed era scappato dalla persecuzione nazista; nel 1970 Alejandra Pizarnik si suicitò con barbiturici e nello stesso anno Paul Celan si gettò nella Senna; Vladimir Majakovskij si sparò.

Nel 1911 Emilio Salgari, povero, con problemi familiari e con gli editori sempre alle calcagna si uccise con un coltello da cucina, quasi come un harakiri gastronomico. Stessa aria gastronomica possiamo trovare nel suicidio di Sylvia Plath che, dopo aver preparato pane e burro e due tazze di latte da lasciare sul comodino nella camera dei bambini sigillò porte e finestre e infilò la testa nel forno a gas.

Continua a leggere: Come si suicidano gli scrittori?

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Consigli di lettura per il 25 aprile

pubblicato da lara

foto in bianco e nero di donna in bicicletta Oggi è l’anniversario della liberazione dell’Italia dalle forze di occupazione nazi-fasciste, lo ricordo a me stessa prima che a voi, perché la coincidenza di questa ricorrenza con il lunedì dell’angelo, rischia di confondere le idee. Per chi non vuole rinunciare alla spensieratezza della “pasquetta” e, allo stesso tempo, pensa sia giusto ricordare cosa ha significato quel 25 aprile di sessantasei anni fa, ecco qualche titolo a cui dedicare una parte della giornata. Sono romanzi molto noti, che probabilmente vi hanno costretto a leggere a scuola e per questo non li avete apprezzati abbastanza. Magari riaprendoli oggi, per libera scelta, riuscirete a farvi coinvolgere, a indignarvi e a commuovervi. Vi invito ad allungare la lista!

L’agnese va a morire, di Renata Viganò
Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio
I 23 giorni della città di Alba, di Beppe Fenoglio
La luna e i falò, di Cesare Pavese
Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino
La ragazza di Bube, di Carlo Cassola
Uomini e no, di Elio Vittorini
Lettere dei condannati a morte della Resistenza, a cura di Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli

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Un anno di iniziative alla scoperta delle terre di Cesare Pavese

pubblicato da sara

cesare paveseDavvero suggestivo il calendario di appuntamenti dedicati quest’anno alla riscoperta dei luoghi di Cesare Pavese, scrittore che personalmente amo molto. Tra le tante proposte della Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo (Cuneo) c’è ad esempio una visita guidata ai luoghi della Torino dello scrittore (16 aprile e 11 giugno), fra caffè, cinema e angoli amati dallo scrittore (Pavese visse a lungo a Torino, insegnando al liceo classico ‘D’Azeglio’ e lavorando come traduttore).

Chi come me ha amato in particolare La luna e i falò, o La casa in collina preferirà invece la data del 14 maggio, quando è prevista una escursione alla scoperta degli scorci naturali che ispirarono la scrittura dei suoi romanzi, dalla collina di Gaminella a Santo Stefano Belbo (“un versante lungo e ininterrotto di vigne e di rive, un pendio cosi’ insensibile che alzando la testa non se ne vede la cima”), arrivando poi alla casa natale dello scrittore e al “casotto” descritto appunto nella Luna e i falò.

Una escursione alla collina di Moncucco, scenario della sua poesia I mari del Sud, e luogo preferito per le sue passeggiate, è prevista invece il 16 luglio, mentre in occasione della nascita dello scrittore, il 9 ottobre, è prevista una giornata commemorativa a santo Stefano Belbo, con degustazioni a base di moscato e zabaione.

Via | Fondazione Cesare Pavese

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È morta Fernanda Pivano, voce dell'America in Italia, che adottò la Beat Generation

pubblicato da Roberto Russo

� morta Fernanda Pivano, voce dell'America in Italia, che adottò la Beat Generation

Ieri è morta la scrittrice Fernanda Pivano. Era nata a Genova nel 1917. Molte cose ci sarebbero da dire su di lei, ci limitiamo ad alcune: è cresciuta con Cesare Pavese ed è stata amica di Hemingway, ha tradotto per prima si è occupata di Moby Dick, ha scritto la prefazione a On the Road di Kerouac, alla sua prima uscita italiana, ha portato in Italia l’Antologia di Spoon River, ha definito Fabrizio De André il più grande poeta italiano del Novecento.

Dal suo ultimo articolo sul Corriere della Sera ecco un passo:

Non ho mai voluto accettare le malattie dell’età e ne ho le scatole piene di dover prendere tutte queste pastiglie che i medici mi prescrivono. Ho sempre cercato di vivere di passioni e tutto questo mi riporta solo alla disperazione dei miei 92 anni, con le vene che non reggono la pressione di una semplice iniezione. Ma grazie a Dio ci sono questi ragazzi di 18 anni che mi mandano le loro poesie, i loro racconti, i loro auguri e mi chiedono suggerimenti su come fare a superare le tragedie della vita. Ahimè. A 92 anni ancora non so cosa rispondere. Dico loro di sperare. Di battersi per vivere in un mondo senza guerre volute solo da capitani ansiosi di medaglie. Di sorridere senza il rimorso di non aver aiutato nessuno. E proprio questi giovani sono una grande, meravigliosa, consolazione. Il segno che qualcosa di ciò che hai fatto ha lasciato un piccolo segno, un piccolo seme.

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Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano

pubblicato da Andrea Coccia

Einaudi torna a far sconti: e i prezzi di copertina aumentano
Più di un mese fa vi avevo già parlato di una piccola stranezza circa la campagna di saldi promossa dalla casa editrice Einaudi, vale a dire di un curioso aumento dei prezzi di copertina esattamente qualche ora dopo l’inizio di una promozione che prometteva il 30% di sconto su tutti i titoli Einaudi tascabili. Risultato: sconti dimezzati e prezzi di copertina aumentati sotto silenzio.

Nel frattempo la casa editrice torinese ci ha riprovato e, a partire dal 1 luglio ha lanciato una nuova campagna di promozioni e sconti sui libri della sua collana Stile Libero, collana eterogenea e stravenduta. E ancora una volta la direzione commerciale di Einaudi ha lavorato perfettamente applicando l’aumento strategico dei prezzi di copertina a gran parte dei suoi titoli, esattamente un giorno dopo l’inizio della promozione. Qualche esempio segnalatomi dagli amici di El Aleph:

Guerra agli umani di Wu Ming 2 è passato da 11,50 euro a 12,50 (+ 8,5%); stessa situazione per Cane mangia cane di Edward Bunker; A ovest di Roma di John Fante è salito da 10,50 a 11,50 euro (+ 9,5%). La chiave a stella di Primo Levi è passato da 9,50 a 10,50 (+ 9,5%), I capolavori di Cesare Pavese da 17,80 a 19 (+6,8%), la Gerusalemme liberata da 14,80 a 16,50 (+ 11,5 – tutti «Einaudi Tascabili») e Le botteghe color cannella di Bruno Schulz è passato da 19 a 22 euro (+ 15,8% - collana «Letture»).

Si tratterà di un caso? Oppure, cosa a questo punto credibilissima, siamo di fronte, ancora una volta, ad una presa in giro, ad una truffa che maschera gli aumenti del prezzo di copertina con ammiccanti sconti estivi? Sarei molto curioso di chiederlo all’ufficio stampa di Einaudi, e magari mettere una loro dichiarazione in chiusura di post, giusto per chiarire la loro posizione, ma sul sito della casa editrice torinese non c’è traccia di un contatto.

Via | El Aleph

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La traccia di Cesare Pavese, di Lauretano e Antonellini

pubblicato da sara

cesare paveseSegnaliamo volentieri un bel libro su Cesare Pavese: “La traccia di Cesare Pavese. Poesie e prosa contro la censura del dolore”, di Gianfranco Lauretano e Marco Antonellini (Rizzoli), che ha vinto la sezione saggistica del premio internazionale Mario Luzi.

Gli autori in una bella intervista a ‘Nuovo diario’ raccontano di aver voluto dormire nella stanza dove lo scrittore si suicidò, ed esplicitano il loro punto di vista su questo autore, “un uomo che soffriva per l’incapacità ad amare sé e gli altri che quotidianamente sperimentava. Ed è partendo da questo dramma che egli costruisce la propria vocazione di scrittore e di uomo: scrivere era per lui un darsi senza sosta agli altri”.

Una sofferenza esistenziale, sostengono invece gli autori, oggi, mentre per Pavese “la vita era per lui una costante educazione alla realtà che si scontrava con quella che egli definisce “un’esigenza permanente” di felicità dell’uomo”.

Pavese esprime il suo talento secondo gli autori sorpattutto attraverso le sue poesie. “In realtà è stato osservato che le ultime prove poetiche dello scrittore hanno il tono e la cadenza della litania. Una poesia che è dunque confessione, ma anche e soprattutto dialogo - spiegano -. Una forma questa che per certi aspetti somiglia, o meglio, anela alla preghiera”.

Gianfranco Lauretano, Marco Antonellini
La traccia di Cesare Pavese
Rizzoli,
10 euro

Via | Nuovo diario

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"La casa in collina" di Cesare Pavese

pubblicato da loredana

Romanzo di Cesare Pavese Presi dai fenomeni di massa, spesso si tralasciano i grandi classici della letteratura italiana. Dai più vengono ricordati come dei ‘libri – pacco’ che a scuola eri obbligato a leggere senza comprendere realmente la magia dell’opera. Oggi vorrei proporre uno dei capolavori di Cesare Pavese (1908 – 1950): “La casa in collina”, pubblicato nel 1948.

Il romanzo è narrato in prima persona attraverso il racconto di Corrado, un professore di Torino che ha una casa in collina dove si rifugia in cerca di solitudine durante il periodo della guerra. La storia si colloca nel periodo che precede e segue l’8 settembre del 1943, i mesi della repubblica di Salò, dell’occupazione dell’Italia da parte dei Tedeschi e delle prime lotte partigiane in Piemonte. Nel turbine della guerra, Corrado incontra Cate, donna che ha amato in passato, e segue in modo distaccato le vicende di lei e dei suoi amici partigiani, fino al loro arresto da parte dei Tedeschi.

Il ritmo narrativo è incalzante, riuscendo perfettamente a far emergere le contraddizioni del personaggio: il suo “nascondersi” ed isolarsi dalle responsabilità della guerra lo portano ad una continua fuga che sembra essere destinata a non finire mai, come mai sembrano poter finire la distruzione e la morte.

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