Pochi autori, nella storia delle letteratura di ogni tempo e paese, sono stati attaccati e messi in discussione quanto Louis Ferdinand Destouches, per la storia della letteratura semplicemente Céline, autore di alcuni dei pilastri della letteratura del novecento come il Viaggio al termine della notte e Morte a Credito, ma anche di alcuni pamphlet, come Bagatelle per un massacro, che hanno gli sono valsi accuse di antisemitismo e di filo nazismo.
Per cercare di capire meglio la complessa personalità di questo incredibile scrittore non c’è niente di meglio che sentire la sua stessa voce, o meglio, leggerla, scorrendo quei suoi lunghi e celeberrimi monologhi polemici in cui si trasformavano quasi tutte le sue interviste e a cui queste sette, ripubblicate pochi mesi fa da Guanda precedute da una interessante introduzione di Ernesto Ferrero, non fanno eccezione.
Dai discorsi sullo Stile, incontestabile baricentro dell’attività letteraria di Céline, alle opinioni sulla scrittura, sulla modernità, sulla guerra, queste interviste – che pur peccano di scarsa attenzione redazionale, con ogni probabilità già presente negli originali fracnesi – hanno il pregio di fornire un’immagine diacronica e a tutto tondo dello scrittore francese. Un libro senz’altro interessante per fare qualche passo in più nel complesso universo céliniano.
Louis Ferdinand Céline
Polemiche 1947-1961
con un introduzione di Ernesto Ferrero
Guanda
euro 12,50
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Sarà in distribuzione gratuita in tutta Italia a partire dal 6 maggio il nuovo numero di Satisfiction, l’interessante rivista fondata da Gian Paolo Serino ed edita da Mattioli1885 che da qualche tempo può contare anche sul supporto del re del rock italiano, Vasco Rossi, il quale già era stato protagonista di alcuni numeri della rivista in qualità di autore.
Il numero in uscita, l’ottavo dall’inizio dell’avventura della rivista, conterrà, tra gli altri, scritti inediti di Louis Ferdinand Céline, di Dan Fante, di Henry Roth e di Stephen King, oltre alla solita scarica di recensioni “soddisfatti o rimborsati”, scritte dai prestigiosi recensori che formano la prestigiosa “redazione volante” di Satisfiction.
Via | Affaritaliani.it

Quasi tutte le nazioni del mondo hanno il proprio istituto per tutelare e diffondere il proprio patrimonio culturale nazionale all’estero e ogni paese, solitamente, sceglie di intitolare questo istituto ad un personaggio simbolo della propria cultura; è per questo che il mondo è pieno di sedi della Società Dante Alighieri, di quelle del Goethe Institut, dell’Instituto Cervantes, dell’Instituto Camoes, persino del Confucio Institute.
L’unico a mancare, almeno finora, era l’istituto della cultura francese che, con fare tipicamente français, ha sempre scelto di chiamarsi Institut français, convinto che fosse sufficiente la dichiarazione di nazionalità per sdoganare la propria cultura nel mondo, almeno fino a qualche tempo fa almeno.
Ultimamente infatti, anche i francesi sembrano aver capito che è più utile e più carino (e forse anche più vantaggioso a livello pubblicitario) scegliere il nome del proprio istituto nazionale pescando dal serbatoio dei grandi uomini di lettere che la Francia ha creato nella storia. E quindi, dopo un’attenta analisi, la scelta è caduta su Victor Hugo. Ma sarà quella giusta? Io personalmente avrei suggerito un provocatorio Louis Ferdinand Céline, o un incontestabile Charles Baudelaire, o un Gustave Flaubert qualsiasi, ma in fondo va bene anche così.
Via | MagazineLittéraire
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L’idea non è certo originale, lanciata ad ottobre dal blog Samgha e ripresa con molto seguito dall’interessante e graffiante rivista Satisfiction, diretta dal giornalista Gian Paolo Serino, ha ormai raggiunto una certa popolarità ed si è concretizzata in una lunga lista di segnalazioni, libri mai stampati in Italia, o stampati anni fa e ormai dimenticati, dai libri dimenticati dei classici come I diari di Tolstoj, le Bagatelle o Nord di Louis Ferdinand Céline, l’Antologia dello humor nero di Bréton, fino ai contemporanei italiani, come Pontiggia o Del Giudice.
Il discorso mi trova assolutamente d’accordo, convinto come sono che il maggior problema dell’editoria contemporanea, affogata nelle centinaia, migliaia di nuove uscite mensili (spesso inutili), feticci di una letteratura che svapora in poche settimane, sia proprio quello di mantenere il contatto con la storia della letteratura, una storia il cui filo bisogna preservare ogni giorno per non finire sepolti da tonnellate di “attualità” inservibile, rancida fin dal secondo giorno dalla pubblicazione.
Nel mio piccolo avrei una richiesta da fare agli editori, sperando che qualcuno di quelli che possono esaudirmi legga per caso queste righe, si tratta di un libro di Michele Mari, una raccolta di articoli e interventi saggistici intitolata I demoni e la pasta sfoglia, un libro che, stampato nel 2004 dalla Quiritta di Roma, risulta introvabile, così come la casa editrice, svaporata nel silenzio nel 2005.
Michele Mari
I demoni e la pasta sfoglia
Quiritta
Introvabile
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E’ con grande piacere che vi segnalo l’esistenza di un blog, il primo in italia dedicato interamente all’opera di Louis Ferdinand Celine, uno dei più grandi scrittori del novecento (di cui è appena uscita un’immensa biografia a cura di Marina Alberghini , curato da Andrea Lombardi e Gilberto Tura.
Il blog, online da quasi due anni, è molto ben fatto, frequentemente aggiornato e, soprattutto, ricco di materiale, schede bibliografiche sul medico francese, segnalazioni, recensioni, estratti, news, insomma tutto ciò che circonda il mondo e le opere di questo grande scrittore, troppo spesso stigmatizzato per i suoi eccessi e per quel suo modo scorbutico e anticonvenzionale di porsi verso il pubblico e verso la società.
Un utilissimo punto di riferimento, dunque, sia per gli appassionati sia per i neofiti, quelli (spero sempre più numerosi) che si avvicinano al dottor Destouches, in arte Céline, uno dei più grandi interpreti della realtà umana e del dolore della modernità.
Via | Louis Ferdinand Céline Blog
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La condanna all’uomo Céline anarchico, razzista, insolente e verbalmente violento, è ormai consolidata, unanime. I suoi libelli antisemiti parlano da soli, non hanno bisogno certo di interpretazioni.
Ma c’è un altro aspetto su cui troppo poco si indugia: il Céline scrittore. Passati ormai sessant’anni (certe volte invano, me ne rendo conto) dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ci si può chiedere se è il caso o meno di scindere le due entità: l’uomo e lo scrittore.
L’angelo sinistro di Fabrizio Roych, appena uscito per i tipi di Maremmi editore - Firenze Atheneum, è un libro breve, ma molto ben articolato, che si propone di ripercorrere con tappe anch’esse brevi, la a dir poco travagliata vita di questo scrittore.