Non c’è che dire, davvero un compleanno d’eccezione per la BNE: Biblioteca Nazionale di Spagna! Tre i secoli per la prestigiosa istituzione che può ben vantare il titolo di più antica di Spagna, ma che non gode, come la sua “cugina francese BNF“, di larga fama all’estero, nonostante sia il centro depositario del patrimonio bibliografico spagnolo, con la considerevole “somma” di 28 milioni di documenti, molti dei quali dal valore inestimabile. Una collezione di opere che annovera anche numerose versioni del famoso “Cantar del mio Cid”, il “classico per eccellenza” della letteratura iberica.
Un momento che sarà festeggiato con un’esposizione dei Codici di Leonardo Da Vinci, pezzi altrettanto interessanti che metteranno i visitatori faccia a faccia con alcuni lati mitici del celebre artista, come le testimonianze della strana abitudine di scrivere da destra verso sinistra, non escludendo una sezione dedicata ad oggetti più contemporanei come fotografie, reperti di apparecchi per l’edizione, alcune opere di Mirò, e omaggi a “glorie nazionali” del calibro di Lorca, Gómez de la Serna o Borges.
Video da lainformacion.com
Via | rtve.es

Il 24 agosto di centododici anni fa nasceva a Buenos Aires Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges, uno dei più grandi geni letterari del Novecento. Anche Google lo celebra con un doodle.
Forse Borges non avrebbe gradito un omaggio così virtuale. Stando a María Kodama (sua ex-alunna, poi sua segretaria e, infine, sua seconda moglie, sposata per procura in Uruguay) Borges storceva un po’ il naso dinanzi alle tecnologie (l’ultima volta che Borges avrebbe visto la tv sarebbe stato nel 1969 quando l’uomo andò sulla Luna - ricordiamo che Borges è morto a Ginevra il 14 giugno 1986).
Il doodle di Google, comunque, è un buon modo, secondo me, per ricordare ai distratti navigatori della rete di fermarsi per un po’ e leggere (o rileggere) qualcuno degli scritti di Borges: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non dimentichiamo, poi, che Borges ha influenzato/ispirato diversi scrittori (come, per esempio, Italo Calvino, Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Roberto Bolaño, Paul Auster, Philip K. Dick), cantautori (come Guccini, Vecchioni, Elvis Costello) e anche autori di fumetti (come, per esempio, Alan Moore e Grand Morrison). E per noi lettori, niente? Ecco una frase di Borges stesso sui buoni lettori:
A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori… Leggere, per intanto, è un’attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale
Personalmente credo che ogni tipo di iniziativa, per quanto bizzarra, che metta al centro un libro specifico (o la forma libro) sia da encomiare. Soprattutto nel nostro Paese, dove l’attenzione per la pagina scritta – al di là del marketing editoriale – langue da sempre, sia a livello istituzionale (pensiamo allo stato delle nostre biblioteche) che a livello di informazione culturale.
Quelle che vi segnalo qui sono bizzarre iniziative che coinvolgono i settori più diversi – dalla moda al giardinaggio all’enogastronomia – e che rendono protagonista un libro.
Ho trovato ad esempio meravigliosa e geniale l’idea di realizzare un giardino-labirinto immaginato da Borges in Il giardino dei sentieri che si biforcano, contenuto nella raccolta Finzioni (inaugurerà oggi alla Fondazione Cini in laguna, nell’isola di san Giorgio Maggiore).
Continua a leggere: Dal portabikini al risto-booksharing, bizzarre iniziative legate ai libri
Era sepolto nel magazzino della biblioteca nazionale di Buenos Aires il poema giovanile di Jorge Luis Borges, appuntato sulla pagina di un libro del teologo Christian Walch. A ritrovarlo sono stati i ricercatori Laura Rosato e German Alvarez mentre visionavano i volumi che erano stati donati dallo stesso Borges, direttore della struttura per 18 anni, alla biblioteca. Libri mai catalogati che a detta dei due studiosi sarebbero invece molto preziosi perché pieni di annotazioni, appunti e progetti dello scrittore argentino.
Il poema, datato 11 dicembre 1923, comincia così “La esperanza/como un cuerpo de niña…” e rivela, secondo la Rosato, un Borges molto giovane, “più intimo e quasi erotico“. Ora gli studiosi di tutto il mondo si stanno mettendo in contatto con i fortunati ricercatori per saperne di più.
Da domani sarà in tutte le librerie l’ultima fatica di Orecchio Acerbo di Roma, un’uscita molto interessante, come ormai la casa editrice romana ci ha abituato: si tratta del ripescaggio di un racconto di Jack London dal titolo L’ombra e il bagliore, illustrato da Fabian Negrin.
L’ombra e il bagliore è un racconto tra i più visionari e fantastici del tormentato scrittore americano, padre tra gli altri di avventure memorabili come quelle di Zanna Bianca e de Il Richiamo della foresta, ma anche prolifico e non meno geniale inventore di marchingegni narrativi fantastici, come Il Vagabondo delle stelle.
Protagonisti del racconto sono Paul e Lloyd, due ragazzi identici tra loro la cui vita procede in qualche modo in opposizione, in eterna competizione, che si estende dal gioco alle donne, fino ad una comune e pazzesca sfida, la ricerca dell’invisibilità, l’eliminazione della rifrazione della luce, una ricerca che vede i due ragazzi affrontarsi su due piste parallele, da una parte la trasparenza, dall’altra il nero assoluto.
Continua a leggere: L'ombra e il bagliore, un racconto di Jack London illustrato da Fabian Negrin
Qualche giorno fa, segnalando l’uscita de L’ultimo libro di Zoran Zivkovic, recensito da alcuni come il libro dell’anno a pochi giorni dalla sua uscita nelle librerie, vi avevo preannunciato che l’avrei letto, soprattutto per cercare di capire se le voci che davano lo scrittore serbo come novello Borges, o quelle che lo paragonavano a Kafka, Eco e Calvino fossero ragionevoli oppure no.
Ebbene, dopo aver letto le 233 pagine di questo romanzo posso tranquillamente affermare che la risposta ai miei dubbi è assolutamente negativa. Paragonare L’ultimo libro alle opere di Borges o di Kafka è difatti assolutamente fuori luogo e ingiustificato, anche per un lancio da quarta di copertina (mendace in partenza), nessuno degli elementi che fanno di Kafka e Borges due degli scrittori più influenti e decisivi del Novecento si ritrovano in questo scialbo giallo dalla costruzione prevedibile e dallo stile marchiato a fuoco dai corsi di scrittura creativa.
Personaggi da soap opera, ambientazione inesistente, problematicità della trama nulla, gli ingredienti di questo romanzo non sono certo dei migliori, se poi a questi elementi si sommano dei dialoghi imbarazzanti e una densità inimmaginabile di discorsi inutili (primo sintomo di una scrittura debole) è chiaro che l’ordigno narrativo che ne viene fuori è disinnescato in partenza. Per non parlare dell’escamotage narrativo del libro assassino, francamente debole per reggere più di 200 pagine di narrazione.
Continua a leggere: L'ultimo libro di Zoran Zivkovic: la recensione.
Arriva per San Valentino un libro indicato a chi pensa che per i ragazzi l’educazione sentimentale non sia meno importante di quella fisica o di quella civica. Scritto e illustrato dalla pesarese Mara Cerri, “Via Curiel 8″ è una storia d’amore per immagini. Dove i protagonisti sono Emma e Dario, di professione innamorati. E dove il testo diventa un evidenziatore dell’amore e dei pensieri: scritti sotto uno zerbino e a volte così forti da essere sentiti da Dario, in un’altra casa.
Definita da Goffredo Fofi “elegante e trasognata capofila di una famiglia di disegnatori
provenienti dalla più che meritevole scuola d’arte di Urbino”, Mara Cerri riesce a declinare attraverso le immagini l’umiltà che la contraddistingue. Utilizzando una definizione di Borges, secondo cui “il libro è lo specchio d’ogni volto che sopra vi si china”, parlando del suo lavoro dichiara di sentirsi “…un lettore privilegiato, quello che dopo essersi chinato sul libro può dire agli altri quello che ha visto”.
Tutto inizia con Dario che sta per scendere le scale. Di spalle a Emma che stringe in mano un pensiero: “Sarebbe stato diverso se ti avessi incontrato bambino?” La pagina dopo inizia il racconto dove i protagonisti sono rappresentati bambini. E pagina dopo pagina i colori lasciano il posto al bianco e nero, e al sottoscala dove si nascondeva da piccolo Dario, rientrato nella scena attraverso una ferita sul muro che dà l’idea della grande madre. Il volume finisce con una citazione di Anna Maria Cortese: “Non sempre ciò che vediamo è reale, e non sempre ciò che ci appare irreale ha meno potere del vero sul destino dell’uomo”.
Mara Cerri
“Via Curiel 8″
Orecchio Acerbo
pag.64
prezzo: 19,50 euro
età indicata: dai 9 anni
Un bibliotecario capo che, dal fondo della sua scrivania, guardando da sotto in su gli scaffali pieni di libri, ha immaginato il futuro. Fra i primi a riconoscere questa capacità previsionale di Jorge Luis Borges è stato come si sa Umberto Eco (ricordate il nome del bibliotecario del nome della Rosa?).
Il professore italiano ha chiaramente visto che il “fantastico” immaginato dallo scrittore nascondeva la previsione di un modello applicabile alle nuove tecnologie.
Oltre che l’invito a leggere o rileggere, l’Aleph, il testo di Borges (lo trovate in economica Feltrinelli) vi segnalo questo interessante articolo (scritto in inglese, sorry) sul bibliotecario visionario.
Continua a leggere: Come si evolverà il web? Chiedetelo a Jorge Luis Borges