Un critico italiano ha scritto un romanzo, che uscirà in autunno per Mondadori. Di per sé potrebbe non sembrare nemmeno una notizia, se il critico in questione non fosse Antonio d’Orrico, uno dei più popolari giornalisti culturali dello stivale.
Il titolo è abbastanza un programma: “Liberamente ispirato“, e intorno alla sua trama c’è un piccolo giallo: la Mondadori ha fatto girare un comunicato in cui il romanzo veniva definito romantico-psicologico, composto da storie che il protagonista racconta al suo psicanalista.
Poi c’è stato un secondo comunicato, nel quale il libro appare come una sorta di romanzo picaresco in cui un giornalista e uno scrittore vengono coinvolti nella classica “serie d’avventure”. Bah, i presupposti, in entrambi i casi, non sono quelli che fanno pensare a un capolavoro, ma D’Orrico è un tipo navigato, che sa di certo quali ingredienti mettere nei suoi romanzi. Il sospetto, in ogni caso, è che il libro, a tre-quattro mesi dalla sua uscita, venga già dichiarato un bestseller, o quanto meno un caso editoriale.
La motivazione ufficiale dell’Accademia Svedese nell’assegnare il Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice rumeno-tedesca Herta Muller è stata”la forza della poesia e la franchezza della prosa” con cui la scrittrice “descrive il panorama dei diseredati”, ma di questa forza e di questa franchezza i lettori italiani (e forse non solo) non sanno praticamente nulla.
Ma a dimostrare la più completa ignoranza di questa poetessa e scrittrice, almeno in Italia, non sono solo i lettori più sprovveduti, come me, ma sono persino i critici, quelli che dai giornali danno ordine, con i loro giudizi, al caos letterario che ci circonda. Ma anche loro, temo, questa Muller non l’hanno mai sentita nominare.
Valga l’esempio di uno per tutti: Antonio D’Orrico, il critico letterario più letto d’Italia, quello che scrive sulle pagine del Corsera e di Sette, per intenderci, il quale oggi, poco dopo la proclamazione della Muller ha affermato ad AffariItaliani: “E’ la conferma che non va dato più nessun valore a questo premio. La Müller è una perfetta sconosciuta, non è assolutamente un’autrice da Nobel”. Come se fosse la fama a decretare le nomination al premio più ambito del mondo.
E’ per questo, per iniziare a conoscerla, che vi propongo, con dedica particolare ad Antonio D’Orrico, un’intervista esclusiva, rilasciata dalla Muller a Mantova durante l’ultima edizione del Festival al sito La Compagnia del Libro. Sperando che la maggior parte dei lettori reagisca al meglio a questa inaspettata proclamazione: vale a dire cominciando a leggere questa scrittrice, piuttosto che screditando l’Accademia Svedese.
Via | La Compagnia del Libro