Non-morta e disoccupata, di MaryJanice Davidson, è il secondo libro della serie…
La raccolta dai mille volti e altrettanti scenari.
Tredici motivi per leggere il romanzo “Le 13 cose” di Alessandro Turati.
Lucy arriva dritta dall’oceano ed è luminosa come la speranza. L’imbarcazione che l’ha portata, ancora in fasce, tra le braccia di Tom, il guardiano del faro, e di sua moglie Isabel, è scampata miracolosamente alla furia delle acque, ma nessuno ha potuto svelare il mistero della piccola creatura che ospitava. Il nocchiero era già spirato al momento del burrascoso approdo, ed il piccolo tesoro nascosto nel caldo di un maglione, ignorava di certo le sue origini, e se anche non fosse esattamente così, non sarebbe certo stato capace di raccontare l’accaduto. I due solitari abitanti dell’isolotto avrebbero potuto, e forse anche dovuto, allertare le autorità competenti, ma il desiderio di colmare il vuoto lasciato da un figlio tanto atteso e morto da poco, la solitudine e le miracolose coincidenze dell’arrivo i Lucy, non tardarono a portarli a nascondere il segreto.
Ma il destino non concede deroghe, nonostante preghiere e piccoli sotterfugi i legami di sangue e la disperazione della vera madre non tarderanno a farsi sempre più presenti e le luci lasceranno il posto ad un inquietante esercito di ombre.
Quasi a voler fare ammenda, Janus Rock - così si chiamava l’isola - offriva un faro, il cui fascio di luce ammantava le acque rendendole sicure fino a trenta miglia di distanza. Ogni notte l’aria risuonava dell’incessante brusio della lanterna che girava, instancabile, sempre imparziale, senza biasimare le rocce né temere le onde, pronta a offrire la salvezza a chi ne aveva bisogno. Il pianto continuava. Si sentì in lontananza il rumore metallico della porta del faro e sul ballatoio della torre apparve l’alta figura di Tom che scrutava l’isola con il binocolo. - Una barca Izzy - gridò indicando la piccola baia. - Una barca sulla spiaggia! - Tom scomparve per riapparire subito a pianterreno. - Sembra che ci sia qualcuno! - urlò di nuovo. Isabel era ancora debole ma si affrettò a raggiungerlo, e lui la sostenne mentre percorrevano il ripido, consumato sentiero che portava alla spiaggetta.
Il libro della scrittrice M.L. Stedman, dal Salone di Francoforte, è arrivato a quello di Torino. La sua traduzione italiana, pubblicata da Garzanti, è stata infatti protagonista di alcune commuoventi letture pubbliche realizzate dall’attore Massimo Ghini.
Via | lalucesuglioceani.com
I motivi che ci spingono a leggere un libro piuttosto che un altro sono vari: siamo influenzati dal genere, dall’autore, dalle recensioni che abbiamo letto, dalla copertina, dal prezzo, dal gusto personale. E mille altre ragioni. Personalmente sono attratto da quei libri in cui l’autore (o l’autrice, sia chiaro) ci fa capire un po’ come ha costruito il testo stesso mostrandoci qualche cosa del suo mondo fatto di parole che poi troviamo sulla pagina del libro. È stato questo uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare il romanzo Sacré Bleu di Christopher Moore.
Moore si lascia leggere e questo è un dato di fatto, soprattutto se ci si fa prendere la mano dal suo fine umorismo (un esempio al volo tratto da Sacré Bleu: si parla di san Dionigi, primo vescovo di Parigi, decapitato che “compì il suo ultimo miracolo canonico sollevando da terra la propria testa mozzata e portandola nel punto esatto in cui si trovava Lucien, guardando la sua città per un’ultima volta e pensando: Sapete cosa ci starebbe bene? Una grossa, scheletrica torre di ferro. Scusate, devo aver perso la testa. Ahi”). La storia che racconta in Sacré Blue è una rivisitazione della storia dell’arte della Parigi fin de siècle e dell’impressionismo: e anche questo ha il suo innegabile fascino. Ma ho amato questo libro soprattutto a partire dalla fine, dalla postfazione in cui Moore ci spiega come ha messo in piedi il romanzo, quali scelte ha fatto e perché le ha compiute. Poter entrare nella testa di un romanziere e capire perché ha optato per una o per l’altra descrizione per me è il massimo. Soprattutto se il titolo della prefazione è Ecco, ci hai rovinato anche l’arte:
Lo so cosa pensate: “Be’, Chris, tante grazie, ci hai rovinato anche la storia dell’arte”.
Prego. Piacere mio. All’inizio volevo soltanto scrivere un romanzo che parlasse del blu; non ricordo più neanche il perché. Quando parti da un’idea così vaga devi restringere in fretta il campo d’azione, per non fartela scappare via, perciò sin dall’inizio delle ricerche ho deciso di tralasciare grosse porzioni di storia e lasciare più spazio possibile all’invenzione.
Così, se fossi in voi, ciò che chiederei è: in tutta questa bolla blu, cosa c’è di vero? Com’è andata, in realtà?
Christopher Moore
Sacré Bleu
traduzione di Luca Fusari
Elliot, 2012
ISBN 978-88-6192-259-4
pp. 320, euro 18,50
Un sospiro nel vento, di Laurell K. Hamilton, è l’ottavo volume della serie urban fantasy hot di Meredith Gentry, principessa sidhe unseelie di Faerie, investigatrice a Los Angeles, erotomane, multi-partner e futura mamma (qui per ogni approfondimento).
Dopo l’episodio precedente che, in verità, avrebbe potuto essere conclusivo, vista la chiusura di quasi tutte le storyline e il gradito happy-end generalizzato, Laurell K. Hamilton, in Un sospiro nel vento, riprende il finale di Lacrime di tenebra, e ci riporta a Los Angeles, alle attività investigative di Merry e della sua porno-combriccola (un po’ meno assatanata la volta scorsa).
Nell’attesa che Merry porti a termine la gravidanza, i nostri eroi si trovano a indagare su alcuni omicidi ritualistici commessi a danno dei fey. Risulta subito chiaro che la mano dell’assassino non può che essere di un’altra creatura fatata e, in breve tempo, ecco che la principessa-detective della Grey Agency, appena sfuggita agli intrighi di corte di Cel e Taranis, si trova nuovamente al centro di pericolosi giochi di morte.
Continua a leggere: Un sospiro nel vento, di Laurell K. Hamilton. Ottavo libro per Meredith Gentry
Stando ai dati ufficiali, al Salone del Libro di Torino di quest’anno c’è stato un boom di ingressi delle scuole “che hanno fatto registrare un incremento del 149,68% sull’anno scorso”. Ovviamente ci sono scolaresche e scolaresche. Una di queste – che ha risposto al nostro invito di inviarci le foto – è quella costituita da Tutta colpa della Maestra, blog collettivo “dove si possono trovare temi svolti da usare per esami di Stato, conversazioni deliranti, attese estenuanti, file a qualche sportello, tentativi di seduzione e perversioni varie”. Insieme alle foto questi studenti particolari ci hanno inviato le loro impressioni sul Salone:
Il Salone al solito è stato strepitoso e c’ha molto divertito ! Abitualmente noi Alunni dedichiamo più tempo a gironzolare tra i piccoli editori e all’Incubatore, dove si trovano idee e libri molto più interessanti e stimolanti che tra i grandi stand. Comunque, per dovere di cronaca siamo stati tutti bocciati ! Il prossimo anno ripeteremo l’esperienza! Unico appunto: vorremmo più panchine!
Eccovi la foto di questi Alunni che l’anno prossimo dovranno ripetere l’esperienza del Salone. Saranno promossi?
Intanto, se volete, inviateci vostre foto e impressioni sul Salone del Libro di Torino. L’indirizzo email a cui spedire tutto il materiale è suggerimenti@booksblog.it

Mini classifica degli editori all’interno della più ampia classifica settimanale dedicata agli eBook. Quali sono, dunque, gli editori che hanno venduto più eBook in questa settimana?
Gli eBook di queste case editrici che sono presenti nella classifica settimanale redatta secondo i criteri di Booksblog sono i seguenti:
Continua a leggere: La classifica degli eBook secondo Booksblog - settimana dal 7 al 13 maggio 2012
Carlos Fuentes, uno degli scrittori più amati del Messico, è morto a 83 anni in un ospedale di Città del Messico. Se ne va, così, una delle icone della generazione del boom latinoamericano, uno degli scrittori fondamentali della letteratura ispanoamericana e tra i rappresentanti più autentici della narrativa messicana dei secoli XX e XXI.
Carlos Fuentes era nato a Panama l’11 novembre 1928, si era trasferito in Messico da adolescente e aveva studiato legge in Svizzera: forse questo suo peregrinare gli ha permesso di essere sempre un pensatore universale e un diligente narratore della realtà. La letteratura è stata la sua grande passione: fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso iniziò a pubblicare una vasta opera che egli stesso definì L’età del tempo composta da titoli divenuti celebri come Terra nostra, La morte di Artemio Cruz, Gli anni con Laura Diaz, con il quale nel 2004 ha vinto il Premio letterario Giuseppe Acerbi. A proposito di premi ricordiamo nel 1987 ha ottenuto il Cervantes, nel 1994 il Grinzane Cavour e nel 2009 la Gran Cruz de Isabel la Católica.
Noi di Booksblog lo ricordiamo un alcune sue riflessioni sulla morte tratte dal suo testo In questo io credo:
Le idee non si realizzano mai completamente. A volte si ritraggono, vanno in letargo come alcuni animali, aspettano il momento opportuno per riapparire. Il pensiero non muore. Misura il suo tempo. L’idea che prima sembrava morta adesso riappare. Lo spirito non muore. Si sposta. Si duplica. A volte supplisce e perfino supplica. Scompare, lo crediamo morto. Riappare. In realtà, lo spirito si annuncia in ogni parola che pronunciamo. Non c’è parola che non sia carica di ricordi e dimenticanze, venata di illusioni e fallimenti. Eppure, non c’è parola che non vinca la morte perché non c’è parola che non sia portatrice di un rinnovamento imminente. La parola lotta contro la morte perché è inseparabile da essa, la nasconde, la annuncia, la eredita… Non c’è parola che non sia portatrice di un’imminente risurrezione. Ogni parola che pronunciamo ne annuncia al contempo un’altra che non conosciamo perché l’abbiamo dimenticata e un’altra ancora che non conosciamo perché è ancora un desiderio. Lo stesso accade con i corpi, che sono materia. La materia contiene l’aura di quello che è stato prima e l’aura di quello che sarà dopo la sua scomparsa. Ecco perché viviamo un’epoca che è la nostra, ma siamo lo spettro di un’epoca passata e l’annuncio di un’epoca a venire. Non separiamoci da queste promesse della morte.
Foto | TMNews
La venticinquesima edizione del Salone del Libro di Torino si è chiusa. Stando al comunicato stampa finale l’edizione di quest’anno ha visto la “rivoluzione della piccola editoria”:
I piccoli editori sono da sempre una delle grandi ricchezze del Salone di Torino, perché offrono una grande varietà di titoli difficilmente reperibili altrove; esprimono la vivacità e la ricchezza creativa dei territori italiani; e al Salone riescono a proporre la loro produzione accanto ai big dell’editoria. Tuttavia patiscono più di ogni altro la congiuntura economica in termini di vendite; i costi di partecipazione al Salone; la minore capacità di proporsi con appeal ed eventi; la frammentazione e difficoltà a fare massa critica. Il Salone raccoglie con convinzione le loro istanze e dal 2013 intende rinnovare radicalmente le modalità della loro presenza a Torino.
Come per tutti gli eventi (grandi o piccoli) le impressioni sono diverse. Molti visitatori puntano il dito sul discorso “biglietto di ingresso”: è una nota dolente per tutti i festival letterari. Personalmente sono sempre stato dell’idea che sia meglio far pagare una sorta di “biglietto di uscita”: se hai comprato almeno un libro non paghi nulla, se non hai comprato libri paghi un biglietto.
Continua a leggere: Salone del Libro di Torino 2012: riflessioni (in rete e non)
Destined, di P. C. e Kristin Cast, è il nono libro della serie urban fantasy young adult La Casa della Notte.
Non ho amato moltissimo il libro precedente, Awakened (nonostante la bella trovata relativa a Rephaim); la trama della serie sta cominciando ad accartocciarsi su se stessa, tanto che mi chiedo che necessità ci sia di continuare a scrivere volumi su volumi, reiterando situazioni, tutto sommato, non troppo dissimili dalle precedenti. Ciò che mi ha irritato veramente, però, in Awakened, è stato vedere come, in assenza di “materia prima”, cioè una storyline in sostanziale evoluzione, le autrici abbiano cercato di mantener desta l’attenzione dei lettori con espedienti, mi sia consentito dirlo, di bassa lega, come, ad esempio, l’aumento di sensualità. Considerando che si tratta di romanzi per ragazzi, fare riferimento, non tanto alla loro sessualità, quanto a quella degli adulti, spingendosi addirittura a lasciar intuire la presenza di un amplesso di Neferet con il toro bianco, trovo sia davvero fuori luogo. Se il materiale da sviluppare non era sufficiente a riempire 12 libri e svariate novelle, forse le Cast avrebbero dovuto rinunciare a un paio d’ali della loro gallina d’oro.
Detto questo e sperando in un “aggiustamento” del tiro da parte delle autrici, andiamo a vedere cosa ci racconterà Destined. Come senz’altro ricorderete, Neferet-la-squilibrata, grazie al sacrificio di sangue di una persona cara a Zoey (odiosamente, prima del loro ricongiungimento), era riuscita a creare Aurox, un guerriero-burattino in suo potere. Grazie all’intervento di Nyx, però, all’interno di Aurox era entrata l’anima di una persona - morta e recuperata - pronta a interferire con i malvagi piani della ripristinata Somma Sacerdotessa.
Continua a leggere: Destined, di Kristin e P. C. Cast. Nono volume per La Casa della Notte
Uno degli aspetti più simpatici del Salone del Libro di Torino sono le foto che ritraggono persone famose o meno, stand e libri, letture e lettori/lettrici.
Una gallery sul Salone di Torino di quest’anno l’abbiamo pubblicata ieri, come commento al bel post di Gabriele Ferraresi inviato di Booksblog al Salone. Eccovi ora un’altra gallery dal Salone.
Se avete scattato delle foto al Salone del Libro di Torino di quest’anno e volete mandarcele noi poi le pubblicheremo su queste pagine. L’indirizzo email a cui mandare le vostre foto è suggerimenti@booksblog.it.
Continua a leggere: Salone del Libro di Torino 2012: una gallery

Tra le realtà più interessanti che hanno preso parte al Salone del Libro di Torino che si è appena concluso troviamo il gruppo dei N.E.I. cioè i Nuovi Editori Indipendenti. Cosa caratterizza questi N.E.I. ce lo spiega Francesca Borrelli:
Sei giovani realtà editoriali che per i giorni della manifestazione hanno condiviso lo stand L 17 per affermare la loro identità e la loro visibilità e che, in effetti, sono riusciti ad attirare l’attenzione di un pubblico numeroso. Hanno alle spalle un’unica idea di editoria: non a pagamento, caratterizzata da ricerca della qualità e cura del libro in ogni suo aspetto, concentrata sulle esigenze dei lettori e lontana dalle mode. Obiettivi condivisi sono lo scouting di nuove voci e la valorizzazione dei talenti, la ricerca di modi e strategie alternative per la promozione e la diffusione, puntando soprattutto sul Web e sulla presenza sul territorio.
Nello specifico gli editori che hanno fatto parte di questo gruppo sono Intermezzi, Neo. edizioni, CaratteriMobili, Miraggi, Caravan e Las Vegas: realtà editoriali che molti di noi conoscono e che si sono fatte apprezzare per la qualità del prodotto sia da un punto di vista grafico che, soprattutto, per il contenuto dei loro libri.
Continua a leggere: Salone del Libro di Torino 2012: i Nuovi Editori Indipendenti