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Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa parte seconda

Le venticinque scelte della testata anglofona Flavorwire.

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Green, di Kerstin Gier, si conclude la Trilogia delle Gemme

Pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

green_gier_corbaccioGreen, della tedesca Kerstin Gier, è il terzo e ultimo volume dell’apprezzata Trilogia delle Gemme, serie YA in crescendo che unisce time travel, urban fantasy, storia e romance e che, nel 2012, diventerà anche un film.

E siamo arrivati alla fine di questa popolare serie giovanile, abbastanza diversa dalla maggior parte di quelle attualmente in circolazione, incentrate su storie legate ad angeli, vampiri, licantropi, fate, streghe e quant’altro. Il time travel, infatti, non è molto frequente nell’urban fantasy YA (se eccettuiamo l’uso degli Annunziatori nell’angelica Fallen Saga o gli strani salti in Tempest di Julie Cross). In verità nemmeno in quello adult ci sono poi moltissimi esempi. Una “donna-saltatrice” che mi viene sicuramente in mente è la Cassie Palmer/Pitia di Karen Chance. Nel suo caso, però, la capacità di viaggiare nel tempo ha un’impostazione prettamente magica, nella Trilogia delle Gemme, invece, la predisposizione al time travel ha origini genetiche e viene tramandata, da secoli, in linea matrilineare o patrilineare, solo in due famiglie, la Montrose e la de Villiers (non che non mi aspetti che all’inizio di tutto possa esserci un incantesimo/maledizione, comunque… Anche se una spiegazione fantascientifica non mi dispiacerebbe, in verità. Ma dubito che si vada in quella direzione. Vedremo…).

Su Green i lettori adolescenti tedeschi, ma anche quelli spagnoli (i primi ad averlo in libreria, nonostante la nostrana Corbaccio sia stata velocissima nel portarci l’intera saga in meno di un anno), hanno espresso giudizi assolutamente positivi e, anche se alcuni di loro avrebbero gradito qualche pagina di approfondimento in più, quasi tutti si dichiarano decisamente soddisfatti (c’è chi definisce il libro “genialmente geniale”, fantastico, meraviglioso…); e questo sia sul versante (multi)romantico, sia dal punto di vista degli interrogativi nati nei due precedenti volumi, in primis: cosa vuole fare veramente l’inquietante Conte di Saint Germain con il sangue di tutti i dodici viaggiatori temporali disseminati nei secoli, finalmente raccolto nel cronografo? E soprattutto - come scopriamo nell’ultima pagina di Blue - per quale motivo la povera Gwen è destinata a morte certa, se Gideon non la salva? (Chi ha bisogno di un recap faccia un salto qui).

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Le dieci donne del cavaliere, di Arto Paasilinna

Pubblicato da Giammarco Raponi

«Rauno Rämekorpi avrebbe voluto festeggiare i suoi sessant’anni nella sua vecchia capanna di pesca a Sodankylä, in riva alle scure acque del lago Riipi, ma la sua posizione di amministratore delegato di una fiorente società non glielo consentiva».

Certo è che, se avesse saputo che dietro quella festa si nascondeva una nomina al cavalierato del lavoro e una biografia della sua vita, forse questo pensiero Rauno non lo avrebbe avuto. «Branco di furfanti!» dice agli invitati, «Sono Cavaliere del Lavoro e nessuno mi dice niente! Avrei potuto darmi un sacco di arie per tutta l’estate… anche se in fin dei conti mi domando cosa me ne faccio, a quel prezzo potevo comprarmi una bella macchina».

Insomma, sembra che non gli stia mai bene niente a Rauno, e con ogni probabilità sta qui la sua forza: se non fosse stato così egocentrico e ambizioso non sarebbe arrivato dove si trova. Ovvero: in possesso di una fabbrica di legname mastodontica, una villa altrettanto grande e una bellissima moglie che lo sopporta da una vita.

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Il mio precipizio, di Matteo Gubellini

Pubblicato da sara

GUBELLINI matteoDa che “grumo di sogni” (per citare Ungaretti) nascono, a loro volta, i sogni di un artista? Quelli di un illustratore come Matteo Gubellini sono raccolti nello scrigno di questi racconti della raccolta Il mio precipizio, pubblicato da Edizioni La Gru.

Stimo il lavoro di Gubellini, di cui ho parlato spesso, come disegnatore di libri per bambini, e quindi – partendo dalla domanda iniziale – è davvero con curiosità che ho letto queste sue creazioni in prosa.

Perchè qual è il “precipizio” di Matteo? Quello che lo fa desiderare di fuggire da una solare e tradizionale sagra di paese, con i suoi “panini ruffiani” e i suoi bimbi golosi (“oh sagra, che voglia di andarmene, di non sentirmi più così diverso, che voglia di non avere il cuore traboccante d’amore”).
La copertina cupa in effetti fa presagire un mondo fantastico alla Edgar Allan Poe (e ben si abbina al titolo, se è per questo) e devo dire che rispecchia l’atmosfera di molti dei suoi racconti. Come accade in Osservando poi (“oro e nuvole come cumuli di bambagia incastrano l’unico cimitero di queste parti”).

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Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa parte prima

Pubblicato da Sara R.

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa
Ne abbiamo già parlato in un precedente post, non nascondendovi i dubbi riguardo all’orientamento “evidentemente anglofono” (abbastanza comprensibile peraltro vista la natura della fonte) della scelta. Ma per lasciare a voi il giudizio, eccovela qua la classifica completa della testata Flavorwire, della quale vi avevamo dato solo qualche golosa anticipazione.

continua…

Via | flavorwire.com

Le più belle biblioteche universitarie. Classifica completa
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I dieci libri più venduti di sempre

Pubblicato da Roberto Russo

I dieci libri più venduti di sempre

Che un libro sia il più venduto non vuol dire che sia anche il più letto, però è un segnale per valutare la penetrazione di quel titolo nella cultura e nella società. Qualcuno si è preso la briga di stilare la lista dei dieci libri più venduti di sempre. Ecco quindi l’elenco:

  1. Bibbia: copie vendute tra i duemilacinquecento e i seimila milioni; tradotta in 438 lingue
  2. Citazioni dalle Opere del presidente Mao Tse-Tung, più noto come Libretto rosso di Mao: ha venduto tra gli ottocento e i duemilacinquecento milioni di copie ed è stato tradotto in 50 lingue, oltre all’originale cinese
  3. Xinhua Zidian - Dizionario dei caratteri cinesi: pubblicato nel 1957 ha venduto più di quattrocento milioni di esemplari
  4. Poesie del presidente Mao: ecco di nuovo Mao Tse-tung che con le sue poesie ha venduto circa quattrocento milioni di copie
  5. Articoli di Mao: di nuovo Mao con il libro che raccoglie tutti i suoi articoli, pubblicato nel 1966, e che ha venduto duecentocinquatadue milioni di copie
  6. Corano: circa duecento milioni di esemplari, la maggior parte dei quali in arabo
  7. Charles Dickens, Racconto di due città: è il primo romanzo di questa lista; pubblicato nel 1859 ha venduto oltre duecento milioni di copie
  8. John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli: pubblicato tra il 1954 e il 1955 ha venduto oltre centocinquanta milioni di copie ed è stato tradotto in decine di lingue
  9. Robert Baden-Powell, Scautismo per ragazzi: pubblicato a Londra nel 1908 si attesta a centocinquanta milioni di copie vendute
  10. Libro di Mormon: uno dei testi sacri del mormonismo, pubblicato a Palmira, New York, nel 1830, ha venduto oltre centotrenta milioni di copie

Di questi quante ne avete letti?

Via | SoloListas
Foto | Flickr

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La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi...

Pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

la-terra-delle-caverne-dipinte-auel-longanesi La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel, è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra, tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un’attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione.

Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra. Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni ‘90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile… Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi… Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l’unica che abbia scritto l’americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni di libri venduti in tutto il mondo…

La storia della saga, caratterizzata, soprattutto nei volumi successivi al primo, da particolare accuratezza nelle ricostruzioni geofisiche e antropologiche, si ambienta nell’Europa di circa 30.000 anni fa, durante gli ultimi periodi di coesistenza dell’Uomo di Neanderthal, avviato all’estinzione, e dell’Homo sapiens, nella forma dell’Uomo di Cro-Magnon (che colonizzò l’Europa e altre zone). Essa prende avvio a nord del mar Nero, presso la grotta di un clan neanderthaliano che adotta una bambina Cro-Magnon rimasta orfana e si conclude nell’attuale Francia. Racconta la storia di quella bambina, poi donna, Ayla - disprezzata per la sua diversità dal clan adottivo, inconsapevolmente giunto alla fine della sua Storia - e del suo viaggio fisico, mentale (spettacolare la riproduzione - accattivantemente romanzata - della diversità del modo di pensare tra Neanderthal e Homo Sapiens), spirituale, emotivo e sentimentale, da sola e, poi, a fianco dell’amato Giondalar. Un viaggio epico, avventuroso e anche sensuale, simbolo del viaggio dell’uomo verso il suo stesso futuro. Futuro che Ayla, personaggio indimenticabile, incarna.

il_viaggio_di_ayla

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L'alchimia olfattiva della biblioteca

Pubblicato da Sara R.

Biblioteca di Holland House a Londra

Forse vi sembrerà un po’ anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell’esistenza del cosiddetto “profumo di biblioteca”. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell’ultima “eau de maison”. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore.

Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima “fragranza da libro d’epoca” sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell’aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina, un polimero organico che emana un odore di vaniglia.

Ma l’affare va ben oltre “il piacevole effluvio” che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, e che affascina Lorena Gibson, chimico dell’Università scozzese di Strathclyde, responsabile del progetto denominato “Patrimonio degli odori”. Un interessante studio focalizzato sull’identificazione dello “stato di salute dei libri” a partire dal loro olezzo, “un’alchimia olfattiva” che difficilmente regnava nella biblioteca londinese di Holland House, bombardata nel settembre del 1940.

Via | papelenblanco.com
Foto | bibliophage

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Non è una scatola, di Antoinette Portis

Pubblicato da sara

Non è una scatola, di Antoinette PortisVe lo ricordate l’inizio del Piccolo principe, in cui lui e il pilota fanno amicizia perché il pilota gli disegna una scatola con dei buchini dicendo che dentro c’è una pecora? Mi ha fatto pensare a questo divertente Non è una scatola, di Antoinette Portis.

Divertente perché seguiamo le movenze di un buffo coniglietto che rimane impettito in piedi su una scatola sostenendo che no, non è una scatola! E poi lui che ci entra dentro (gli sporgono fuori solo i piedi e le orecchie, in realtà) o che ci si siede in cima guardando pensieroso in basso il pavimento.

E qualcuno continua a sostenere che quella è una scatola. Ma, sfogliando le pagine successive – sorpresa – il disegno si anima di colori e forme nuove. Perché il coniglietto sogna di essere esploratore di un alto monte; un astronauta; di cavalcare un elefante o di guidare una macchina sportiva. E pensate davvero che quella con cui sta giocando, sia solo una scatola buona a niente?

Antoinette Portis
Non è una scatola
Kalandraka
14 euro

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Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano

Pubblicato da Roberto Russo

Clandestina a Damasco, di Antonella AppianoOgni giorno giungono notizie preoccupanti dalla Siria: dagli attentati all’incapacità degli organi preposti di risolvere in qualche modo la questione. Per noi che siamo lontani la situazione può apparire difficile da capire. È per questo che ho trovato molto utile il testo di Antonella Appiano Clandestina a Damasco. Cronache da un Paese sull’orlo della guerra civile, pubblicato da Castelvecchi nella collana RX che si occupa delle inchieste, delle denunce, dei protagonisti, delle notizie e dei fatti più caldi del momento.

La giornalista Antonella Appiano – esperta di Medio Oriente e Islam – ci offre uno spaccato di prima mano della situazione, perché per quattro mesi è riuscita a vivere nella Siria vietata ai giornalisti e a raccontare quello che avveniva. Scrive Amedeo Ricucci nella prefazione che la Appiano

di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Secondo me proprio perché ha mangiato polvere per quattro mesi, nei vicoli di Damasco e nei villaggi della Siria profonda, senza risparmiarci […] Antonella Appiano è riuscita a eludere con grande abilità il divieto [di ingresso in Siria di giornalisti stranieri, ndr]. Rischiando tutti i giorni, costringendosi a cambiare spesso identità e facendo poi i salti mortali pur di poter testimoniare quanto stava succedendo, davanti ai suoi occhi, senza mettere in pericolo quanti la stavano aiutando.

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La spada e la promessa, di Jacqueline Carey. Si conclude il Ciclo di Imriel

Pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

la-spada-e-la-promessa-carey-nord-1 La spada e la promessa, di Jacqueline Carey, è il seguito de Il bacio e il sortilegio e il sesto e conclusivo volume del Ciclo di Imriel, fantasy pseudo-ucronico avventuroso ed erotico e parte della più ampia Kushiel’s Legacy Series, che include anche il Ciclo di Phèdre (vedi schema poco oltre).

Alla fine de Il bacio e il sortilegio eravamo rimasti alla vigilia di grandi e risolutivi eventi, sia di tipo internazionale, bellico e magico, che personale. Mi aspetto davvero che Jacqueline Carey che, con il Ciclo di Imriel, aveva parzialmente abbassato il livello qualitativo del suo narrare, riprenda, con l’ultima parte di Kushiel’s Mercy, quel respiro epico, quella potenza evocatrice che aveva contraddistinto l’originale, creativo e innovativo Ciclo di Phèdre e che ho cominciato a ritrovare nell’ultimo paio di mezzi-libri pubblicati (ricordiamo che nell’edizione italiana i volumi del Ciclo di Imriel sono divisi in due). Grandi cose, quindi, mi aspetto ne La spada e la promessa, sia in ambito stilistico sia dal punto di vista dello sviluppo dell’avventurosa trama, composta da fili, ben provvisti di amo, ai quali siamo rimasti poco elegantemente appesi alla fine del libro precedente.

Riuscirà Serafin, con la sua nave aragoniana ribelle ad arrivare in Terre d’Ange? E troverà il paese sull’orlo della guerra civile, con Ysandre e Città d’Elua ancora stregate dall’incantesimo cartaginese, oppure qualcosa sarà cambiato (al solito… chi ha letto sa, chi non ha letto non deve sapere). Il cruarch, ad Alba, avrà organizzato un esercito, coinvolgendo, magari, anche Hyacinthe (splendido personaggio, ingiustamente sottoutilizzato)? E Alais, altra figura potenzialmente grandiosa, molto poco sviluppata, avrà temporanemente preso il posto di Ysandre, come ci era stato lasciato intendere, dimostrando, tra l’altro, il suo valore di regina e aprendosi, forse, la strada al trono d’Alba? Oppure no? Sono tante le domande che mi andavo ponendo mentre osservavo Imri, sotto mentite spoglie, impegnato nella bizzarra storia della “riconquista” di amori e anelli… E sono contenta di aver finalmente visto una Sidonie fuori dal letto, con un’intelligenza, pur in sofferenza, per la prima volta evidente, e che le ha fatto guadagnare, almeno ai miei occhi, quel credito troppo spesso attribuitole a parole, ma quasi mai mostrato nei fatti. E Mélisande? Tanto odiosa, viziosa e smodatamente ambiziosa nel primo ciclo, quando splendidamente drammatica nel secondo, sublimata da un amore materno di cui, forse, non l’avrei creduta capace, e che fa sperare che la promessa fattale a nome di Terre d’Ange venga, non solo mantenuta ma, forse, anche ampliata… D’altronde, se le cose andranno come dovrebbero andare, non avrà ottenuto attraverso l’amore, proprio quello che, con l’intrigo, la cospirazione e il tradimento, le era così ostinatamente sfuggito durante tutta la vita? Il trono di Terre d’Ange. Attraverso suo figlio…

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