Amnesia, di Jean-Christophe Grangé

Jean-Christophe Grangé è tornato da poco in libreria con Amnesia, come sempre uscito per Garzanti. Romanzo (thriller) fiume, si direbbe a giudicare dal numero di pagine (756). In realtà, è una storia godibile nella lettura, che ti aggancia sin dalle prime battute. La storia, per l’appunto, scorre su vari binari che, a un certo punto della loro vita, si incontrano. Nessuno dei protagonisti ha avuto una esistenza facile, sono tutte persone (o personalità) la cui vita (vera o inventata che sia) ha lasciato ferite profonde.

Il punto di inzio è Bordeaux. Qui si è trasferito da non molto il dottor Mathias Freire, uno psichiatra, la cui unica ragione di vita è il proprio lavoro. Il dottor Freire presta servizio presso una clinica specializzata. Una notte arriva la chiamata della polizia che lo avverte di un nuovo arrivato.

Si tratta di un tipo grande e grosso, con un cappello e stivali da cowboy, con una busta di plastica in mano, il colosso sembra essere affetto da amnesia. Peccato che sia stato trovato in stato di shock con una chiave inglese in mano sporca di sangue. L’uomo non parla. Non può. O quantomeno sembra che non possa.

Mathias tuttavia riesce a instaurare un rapporto con il cowboy grazie all’ipnosi e questi inizia a raccontare delle cose che, purtroppo, sembrano essere plausibili.

Mathias decide di aiutarlo a ritrovare se stesso. E non solo per questioni umanitarie, ma perché anche Mathias è tormentato dai suoi ricordi (non certo belli, e forse non sono neanche i suoi) e in qualche modo si rivede in quell’uomo (a parte la stazza, si capisce).

Con ogni probabilità, pensa Mathias, l’amnesia è dovuta a un trauma precedente che gli provoca squilibri identitari. È una teoria, e anche piuttosto diffusa in ambito accademico. Ma tra una teoria e la capacità di simulazione c’è sempre un confine labile. Basta scoprirlo, ma quando Mathias lo scopre è troppo tardi.

Nel frattempo la polizia scopre un cadavere nei pressi della stazione. Proprio dov’è stato ritrovato il nostro cowboy. La vittima: si tratta di un giovane, drogato e senza fissa dimora. E fin qui niente di strano, se non fosse che sulla sua testa è stata infilata un’altra testa, quella di un toro.

Le indagini partono con pochissimi elementi, appena sufficienti perché Anaïs Chatelet (incaricata alle indagini) possa iniziare a muovere i primi e incerti passi che la condurranno a scontrarsi con Mathias e la sua decisione di aiutare lo sconosciuto.

La testa del toro infilata sopra un’altra testa, è una metafora azzeccata. È come assumere un’altra identità. Ed è esattamente ciò che accade a Mathias (e ciò che forse è accaduto al cowboy) quando perderà la memoria e si ritroverà ad avere altre identità, dimenticando le precedenti. Ora, la domanda è: c’è una fine a questo girovagare di identità? Probabilmente sì, se avrà la capacità di fermarsi e prendersela con se stesso.

Grangé Jean-Christophe
Amnesia
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati
756 pagine
€ 19.60

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO