Come scrivere un grande romanzo: undici consigli di Jim Behrle

Come scrivere un grande romanzo: undici consigli di Jim Behrle

Jim Behrle su The Awl ha stilato un endecalogo con alcuni suggerimenti su come scrivere un libro che potrebbe diventare un vero capolavoro, diventare un colossal cinematografico e rendere l’autore una persona molto felice (nonché ricca!). I suoi consigli vertono sul come scrivere il grande romanzo americano, ma possiamo renderli più generici e prenderli come buone dritte per come scrivere un grande romanzo. Ve li proponiamo in una nostra traduzione, adattata al contesto italiano.


  1. Allontanarsi da Brooklyn: basta con i libri ambientati a Brooklyn o nelle grandi città americane. C’è bisogno di romanzi ambientati a Kodiak Island, in Alaska. E per le strade di Topeka. O in un paesino umbro e tra le strade di Ancona, per esempio. Possono esserci storie interessanti anche agli angoli dei posti meno altisonanti.

  2. Lasciate perdere le scuole di scrittura: se volete scrivere un grande romanzo, abbandonate le scuole specializzate in scrittura (o sedicenti tali), arruolatevi nell'esercito, andate in Afghanistan e raccontateci quello che vedete e vivete in prima persona. Oppure trasferitevi a Lampedusa e narrate quello che vedete. Andare a scuola di scrittura per scrivere Harry Potter? A che serve? È già stato scritto!

  3. Non mettetevi a scrivere più nei luoghi ritenuti classici dello scrittore: di notte, mentre piove, con tazzina di caffè fumante sul tavolo. Il bungalow in cui Mark Twain scrisse Le avventure di Huckleberry Finn è piccolo e accogliente. Magari si potrebbe rubare questo bungalow, portarlo in un bosco di sequoie e poi mettersi a scrivere. In alternativa, evitando il furto…, cercate il vostro posto per scrivere, che può essere anche in mezzo a un prato. Insomma: niente “luoghi comuni”, in senso fisico e figurato.

  4. L’adulterio è noioso: questo punto è dedicato più agli scrittori che alle scrittrici. Ma a chi volete che interessi che vostra moglie, la vostra compagna, la vostra fidanzata vi tradisce? E tantomeno non interessa a nessuno, se voi tradite vostra moglie. Succede normalmente e quotidianamente e non possiamo certo scrivere un romanzo ogni volta che c’è una storia di corna. Scrivere è un sogno: c’è molto più da raccontare che le avventure del vostro pene.

  5. Basta scrivere libri raccontati dal punto di vista dei bambini: perché qualcuno dovrebbe trovare che il vostro bambino, o il bambino di cui scrivete nel vostro romanzo, sia avvincente? Ci sono circa cento milioni di bambini in America… Sarebbe più interessante e affascinante leggere un libro su un bambino di dodici anni scritto da un bambino di dodici anni. Uno scrittore o una scrittrice di trent’anni, con tutta la buona volontà, non può certo sapere cosa succede oggi nella vita di un bambino o una bambina di dieci anni.

  6. Smettete di sprecare tempo in rete: volete sapere cos’è che vi impedisce veramente di scrivere? Tutti questi twitter, e blogger e foto di gattini. E anche quest’elenco che state leggendo. Smettetela di distrarvi! Non c’è nulla di così importante in internet che non possiate poi trovarlo anche la settimana prossima.

  7. Abbiamo bisogno di più romanzi scritti dal punto di vista dei gatti: quanti sono i libri con protagonisti cani? Tanti! Basti pensare, per esempio, a Il richiamo della foresta di Jack London. Bellissimo, per carità. Ma i gatti dove sono? A dispetto del fatto che sono diventati un gigante dell’industria on-line (secondo Google Zeitgeist una delle parole più cercate nel 2011 è stata “gattini”) nel settore delle arti e delle lettere i gatti sono sottorappresentati. E quando lo sono vengono personificati. Ma possono essere degli ottimi narratori. E sarebbe interessante leggere di storie raccontate dal punto di vista di balene, castori, folletti, mostri vari…

  8. Non ascoltate le opinioni altrui: uno dei guai di internet è che tutti possono dire tutto su tutto. Se da un lato internet ci ha insegnato ad accettare le critiche, dall’altro è pur vero che non tutte le critiche presenti in rete sono franche. I grandi romanzieri non stanno certo a preoccuparsi di cosa scrive X o Y: si preoccupano, invece, di contare i soldoni che guadagnano con i loro libri!

  9. Smettete di bere e farvi di coca: drogarsi e bere non ha mai reso nessuno uno scrittore migliore. Anzi, spesso l'ha distrutto. Se ti droghi o bevi non diventi interessante. Ti senti interessante, ma questo è un altro discorso. Ogni persona che incontriamo può essere interessante.

  10. Basta con gli antieroi. Siamo così attenti nel descrivere i cattivi che non riusciamo ad accettare quello che sono veramente: cattivi. In generale criminali e psicopatici non scrivono romanzi perché sono troppo occupati a fare le cose che per loro contano, come, per esempio, uccidere le persone. Magari poi i libri che avrebbero potuto scrivere sarebbero stati anche interessanti… D’altro canto non tutte le narrazioni devono raccontare solo il buono delle persone. La cosa fondamentale è quella di scrivere delle persone così come sono. È complicato, certo. Potrebbe essere una doccia fredda. Ma anche una bella doccia rilassante.

  11. Non smettete mai di scrivere: molti sono i motivi per non scrivere. Ma pochi sono migliori di smettere per scrivere per fare sesso. Questa sì che è una buona ragione per non scrivere. Le altre sono solo distrazioni prive di senso. Gli amici ti tradiranno spesso; il tuo partito politico ti deluderà ancora: ogni cosa ti può distrarre dalla scrittura e sopraffarti. Non devi permetterlo. Tu continua a scrivere.

Foto | Flickr

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