Charles e il governo degli scrittori

Charles il governo degli scrittori"Sono arrivato alla conclusione che la politica è un affare troppo serio per essere lasciato ai politici." - Diceva Charles de Gaulle imitando Georges Clémenceau. A partire da questa la frase programmatica "i geniacci" del trimestrale francese Charles, hanno deciso di "affidare il potere agli scrittori", immaginando fin nei particolari, un fantomatico governo di "penne affilate e calamai".

Realisti convinti, sognatori impenitenti, poeti della vita quotidiana, tutti gli interpellati hanno "messo mano alle meningi" per tirarne fuori proposte visionarie a go-go. Un inno ad un "esecutivo immaginario", guidato dalla creatività provocatrice e narcisistica di Frédéric Beigbeder, al dicastero della cultura, accompagnato, tra gli altri, dal tocco della scrittrice erotica Bénedicte Martin, aedo delle donne fiere e folli, nell'improbabile ruolo di ministro della Condizione Femminile (le pari opportunità d'oltralpe).

Poche pagine per "illustrare i loro programmi", e se c'è chi non ha esitato a mettere "l'immaginazione al potere" come Shumona Sinha e Mathias Énard, "l'intera operazione" si è svolta in un clima generale allegro, libertario e fortemente auto-ironico e ne è venuta fuori una messe di proposte alternative alla quale, persino i "politici di professione", troppo spesso irrigiditi in programmi e posizioni ormai stantie e retrograde e privi di autentica iniziativa, potrebbero seriamente ispirarsi.

Immagine da laprocure.com

Via | la-tengo.com

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