Scrittori svelati dalla loro grafia: “Tratti di personalità nella scrittura”, di Lidia Fogarolo

Tratti di personalità nella scrittura, di Lidia FogaroloHo sempre trovato affascinante trovarmi dinanzi ai testi vergati a mano da autori famosi, sia per una sorta di rispetto sia per una innata curiosità che mi porta a divertirmi con l’analisi della loro grafia. Non sono un grafologo e mi soffermo a guardare come si evolve il tratto della scrittura sulla pagina.

Grafologa è, invece, la dottoressa Livia Fogarolo che per le Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato un interessante saggio: Tratti di personalità della scrittura. Al di là degli aspetti tecnici e specifici della grafologia (che magari non a tutti possono interessare) lo studio della Fogarolo presente l’analisi di oltre 250 scritture di personaggi famosi in vari campi del sapere: Buck, Canova, Churchill, Darwin, Hemingway, Hitler, Madre Teresa di Calcutta, Mozart, Newton, Obama, papa Giovanni XXIII e papa Woytila, Picasso, Tesla, Woolf.

A volo d’uccello vi riporto alcuni passi che si riferiscono al mondo degli scrittori.

Di Sylvia Plath (1932-1963) scrive Lidia Fogarolo in un paragrafo dal titolo La pretesa di perfezione esteriore:

L’analisi della scrittura conferma le enormi qualità e i limiti della personalità che hanno alimentato le tensioni evidenziate nella sua biografia. Dal punto di vista intellettivo, colpisce la sua forte originalità associata alla ricerca di una totale essenzialità espressiva, in modo che l’espressione di sé avviene tramite una forma di triturazione interiore: solo l’essenza originale del suo sentire e del suo pensare, sfrondato di ogni parte che abbia un pur minimo sentore di transitorio o effimero, può trovare posto nelle sue poesie. In sintesi Sylvia Plath presenta un’eccezionale disposizione all’originalità e alla precisione linguistica; quindi attitudine alla poesia nelle sue componenti di metrica, assonanza dissonanza dei termini, padronanza e differenziazione lessicale. La scrittura conferma le sue grandi doti di poetessa, ma anche la sua difficoltà di essere un po’ più indulgente con se stessa e con gli altri.

Interessante quello che risulta dalla scrittura di Virginia Woolf (1882-1941), esaminata dalla Fogarolo ne Il prezzo della trasgressione:

Virginia Woolf, grafologicamente, appare più portata alla saggistica che al romanzo. Una saggista, però, che non ha la pazienza di leggere prima tutto quello che è stato scritto da altri, per la forza e l’immediatezza del suo pensiero concettuale profondamente originale: sente la forze delle sue idee e a queste si sforza di dare espressione nel modo più essenziale e incisivo possibile. A dare forza all’originalità c’è anche un buon livello di angolosità, che radica l’individuo nelle sue scelte.

La Fogarolo analizza anche la grafia di quegli scrittori che hanno avuto a che fare con le droghe. Per esempio, Jack Kerouac (1922-1969):

Osservando la scrittura di Kerouac non si può non cogliere esattamente ciò che lui era: un osservatore attento, dotato di una forte intelligenza analitica che “cade per forza di cose nella spezzettatura della materia analizzata, lasciandola spezzettata appunto perché non ha la forza della coesione, dell’attrazione e dell’unione delle parti per costruire un tutto.” Il tipo di narrazione episodica, frammentata, esteriore, priva di capacità introspettive e di spessore psicologico, che si limita a descrivere un’inquietudine giovanile ancora senza nome.

E nella stessa sezione prende in esame anche Allen Ginsberg (1926-1997):

Ginsberg è un vero concentrato di energie dirompenti e dovunque passa è in grado di agitare le acque. […] Ginsberg si dimostra in grado di cavalcare tutte le onde, anche le più violente, senza perdere il controllo della situazione. Guardando la sua scrittura si colgono immediatamente i tratti di personalità che l’hanno sostenuto in questa ricerca: il suo altruismo e la sua capacità istintiva, immediata, spontanea, di creare relazioni sociali dovunque e nonostante tutto; la capacità di leggere nell’animo umano e distinguere la sostanza dall’apparenza; lo spirito di ribellione che porta al sovversivismo; la continuità di pensiero e di azione; la sua passione per il mondo fisico; la mancanza di ponderazione, che l’ha portato a seguire sempre e solo il sentimento, nel bene e nel male, e quindi a non accettare argomentazioni razionali che potessero arrestare il suo movimento istintivo.

Un manuale che può essere utile per scoprire diversi aspetti dei personaggi famosi del passato e che può costituire un utile approfondimento per gli appassionati.

Lidia Fogarolo
Tratti di personalità nella scrittura.
Manuale di grafologia morettiana

Edizioni Messaggero Padova, 2011
ISBN 9788825026597
pp 464, euro 60

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO