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Quando gli scrittori si stroncano da soli...

Pubblicato: 22 feb 2012 da Sara Rania alias Kitsuné

scrittori stroncati da se medesimi
Incubo da recensione compiacente, eccessi zuccherosi da “diabete elogiativo”… dimenticatevi di questi ed altri orrori da lettori di blog, riviste letterarie ed affini perché da oggi c’è chi dice no! Insomma basta, non se ne può più di “panegirici dell’ultim’ora” e di encomi da lingue srotolate. E’ ora di riprendere la retta via della critica. Ma detta così potrebbe sembrare una specie di incitazione all’amarezza…

Niente di tutto ciò! L’idea è ben più articolata e arriva dritta da Satisfiction, che si è messa in testa un bel groviglio: invitare gli scrittori a criticare le loro stesse opere. Un’operazione la cui eco si estenderà anche sulle “colonne” del portale di Rolling Stones. L’avventura è cominciata stamani con Antonio Scurati che ha allegramente fatto a pezzi “La seconda mezzanotte“. Eccellendo nell’arte del parlare in terza persona, lo scrittore partenopeo si è “a dir poco immedesimato” e il risultato, come dal breve estratto che segue, vale almeno una lettura.

Si vuole futuribile lo Scurati de La seconda Mezzanotte, si crede alla ricerca di una via contemporanea di accesso alla tarda modernità e, invece, cammin facendo, si scopre stanco epigono di più d’una tra le più trite ideologie letterarie del sepolto Novecento.

Via | satisfiction.me

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • l'Osservatore

    22 feb 2012 - 16:51 - #1
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    Scritta così, è da fare a pezzi anche la critica…

  • Ludo_ii

    24 feb 2012 - 11:35 - #2
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    A me sembra che Scurati riconosca semplicemente di non essere riuscito a essere abbastanza originale da trovare una via innovativa per combinare temi vecchi e nuovi. Credo che questa sia una condizione che hanno vissuto molti scrittori, anche noti e significativi, comunque ritenuti dei classici della letteratura. Due nomi - passati, giusto per dare un’idea - su tutti il D’Annunzio prosatore e Turgenev.

  • Ludo_ii

    24 feb 2012 - 11:37 - #3
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    A me sembra che Scurati riconosca semplicemente di non essere riuscito a essere abbastanza originale da trovare una via innovativa per combinare temi vecchi e nuovi. Credo che questa sia una condizione che hanno vissuto molti scrittori, anche noti e significativi, comunque ritenuti dei classici della letteratura. Due nomi - passati, naturalmente - su tutti il D’Annunzio prosatore e Turgenev.

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