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Il Messaggero, di Lois Lowry. Terzo volume per la serie distopica The Giver. Un po' più fantasy dei precedenti...

Pubblicato: 09 feb 2012 da Monica Cruciani alias AyeshaKru

il_messaggero_lowry_giunti_yIl Messaggero, di Lois Lowry, è il terzo volume della nota ex trilogia distopica e post-apocalittica YA The Giver, ora quadrilogia (nell’autunno di quest’anno verrà aggiunto Son, il volume finale *).

Se i primi due libri della serie, The Giver. Il Donatore e La Rivincita. Gathering Blue, vi erano sembrati slegati l’uno all’altro, il terzo, che farà da trait d’union, mostrerà come la società di Jonas e quella di Kira, i protagonisti dei due romanzi, siano, invece, frutto di uno stesso evento, la caduta dell’umanità come noi la conosciamo, avvenuta alcune decine di anni prima. Questa caduta, la Rovina, ha generato - con Il Messaggero diventerà chiaro - vari tipi di società. Quella di Jonas e di The Giver, tipicamente distopica, improntata allo sviluppo ordinato e perfettamente organizzato in cui sono bandite emozioni, libertà individuali, possibilità di scelta e quant’altro, e quella di Kira, più tipicamente post-apocalittica, con una predominanza della barbarie, dell’egoismo, della violenza e della mancanza di compassione umana. In entrambe le società, così diverse, all’apparenza, eppure così simili nel garantire la propria stessa sopravvivenza, il destino dei non sani, degli ammalati, dei non più produttivi, è un destino di morte; in The Giver ottenuta con modalità “civili”, in Gathering Blue attraverso l’abbandono brutale alla “natura”, alla Landa.

Unica eccezione - a quello che scopriamo essere lo stesso mondo e la stessa macro-zona, tra il 2065 e il 2067 circa - pare essere un villaggio in cui i non sani e i diversi, fuggiti/sopravvissuti a situazioni simili a quelle di Gathering Blue, vivono. E lo fanno in armonia con le persone “normali”; persone che, col passare del tempo sono state generate lì o vi sono giunte per varie vie. Un villaggio, una società di pace e benessere “spontaneo” che, nell’ottica di questa serie distopica, potremmo, a buon diritto, definire… utopica.

(Attenzione, seguono spoiler per chi non è in pari con la serie). Nel villaggio, ricordiamo, vive il padre cieco di Kira, il piccolo Matt, che l’ha guidato ed è rimasto con lui e, tra le persone giunte lì “per varie vie”, anche Jonas di The Giver, il cui viaggio verso Altrove, siamo lieti di scoprire, non l’ha condotto alla morte.

Gli eventi che Il Messaggero va a narrare si ambientano nel 2073, otto anni dopo quelli di The Giver e sei dopo quelli di Gathering Blue e, come fanno notare i lettori americani, acquisiscono un “andamento” decisamente più fantasy.

Jonas è diventato il capo del Villaggio, il padre di Kira è il Veggente e Matt, ora Matty, è il Messaggero, il “comunicatore” che fa avanti e indietro dalle varie comunità, passando attraverso la foresta che le circonda. Matty, inoltre, sta sviluppando un dono…

A un certo punto gli abitanti del Villaggio cominciano a cambiare. Il cambiamento pare collegato a un Mercato. Dopo un po’ gli abitanti decidono di costruire un muro per tenere fuori tutti i potenziali nuovi arrivati (dimentichi del loro passato e dell’umanità di cui loro stessi furono oggetto…).

Prima che il muro diventi una barriera insormontabile, Matty dovrà fare una corsa disperata per recuperare Kira, la figlia del Veggente, la zoppa “ricamatrice del futuro” di Gathering Blue, rimasta nella comunità natìa.

Ma il viaggio nella foresta si presenterà strano, difficile, pericoloso. Anche la foresta, come gli abitanti, sta cambiando. E sarà utilizzando il proprio potere che Matty proverà a sistemare le cose. Ma il prezzo da pagare sarà alto…

Chi lo desidera potrà leggere Il Messaggero tra le righe e cogliere metafore sociali, socio-economiche, “umane”, pseudo-religiose o quant’altro, chi non ha nessuna voglia di “andar per metafore” potrà semplicemente godersi una bella storia di - bizzarro a dirsi - fantasy distopico. Comunque decidiate… Have a nice time!

The Giver series

1. The Giver, 1993, vincitore della Newbery Medal (The Giver. Il Donatore, 2010)
2. Gathering Blue, 2000 (La Rivincita. Gathering Blue, 2011)
3. Messenger, 2004 (Il Messaggero, 2012)
4. Son, previsto, in America, per autunno 2012

Lois Lowry
Il Messaggero (The Messenger)
Giunti (collana Y)
€ 14,50
Uscito ieri, 8 febbraio
Nota: l’autrice sarà presente alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, il 20 marzo 2012
Qui un estratto del libro

Monica Cruciani alias AyeshaKru scrive di fantasy e fantastico in generale, molto di urban fantasy & paranormal romance, sia per young adult(s) che per adulti. Potete trovare qui gli ULTIMI ARTICOLI e qui lo SCHEMA delle serie in corso. Sotto-temi di oggi: distopie e libri apocalittici/post-apocalittici.
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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Me_Me

    09 feb 2012 - 18:17 - #1
    0 punti
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    Bellissima serie, di alta qualità, sono davvero felice che Giunti la pubblichi!

  • Profilo di ayesha

    ayesha

    10 feb 2012 - 10:25 - #2
    0 punti
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    Anch’io, perchè sono curiosissima di vedere come “convergeranno” i due mondi e i personaggi dei volumi precedenti.

  • Profilo di ladyexila

    ladyexila

    10 feb 2012 - 15:03 - #3
    0 punti
    Up Down

    È la nuova moda quella di aggiungere un quarto volume alle ex trilogie? Quella di Paolini, della Chandler, di Malvaldi (che non c’entra niente con i fantasy) e ora questa XD Ha delle copertine bellissime, e il formato della Y mi piace tantissimo, piccolo e carino e con il dorso colorato ^^

  • Profilo di ayesha

    ayesha

    10 feb 2012 - 15:38 - #4
    0 punti
    Up Down

    Pare proprio che sia una nuova moda, sì! ^_^
    Comunque credo che farà “comodo” un quarto volume per The Giver, perchè andrà a dare qualche risposta in più… Che non fa mai male. :-D

  • Profilo di c_h

    c_h

    20 feb 2012 - 21:28 - #5
    0 punti
    Up Down

    Per me è stato bellissimo ritrovare questi personaggi, alcuni anche in modi che non mi aspettavo, mi ha coinvolto molto di più nella storia, proprio per il fatto che sono personaggi già conosciuti. È bello vedere gli sviluppi delle loro vicende ed i cambiamenti che hanno subito.
    L’ atmosfera è simile a quella dei primi due volumi, c’è sempre qualcosa di misterioso, segreto, nascosto e strano, si sa e si capisce che c’è, ma non si comprende immediatamente o con chiarezza di cosa si tratti. Questo dà un senso di incertezza ed aumenta la curiosità di capire cosa stia effettivamente succedendo, in questo caso, al Villaggio.
    Ho trovato quel qualcosa in più per essere definitivamente coinvolta nella storia e per comprenderla quasi completamente. Anche se ancora non c’è un senso di conclusione, in generale, pensando ai tre libri insieme, grazie in particolare a questo, c’è un senso di completezza e di una storia unica. Inoltre, cosa che nei volumi precedenti mancava, c’è anche un po’ di amore, che non fa mai male.
    La parte finale è abbastanza angosciante e sono felice di aver letto questo libro sapendo che ce ne sarà un altro e che quindi non è questa la conclusione della serie. Penso che ci sia ancora molto da poter dire su questa vicenda.

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