di Nunzio Festa
Gianfranco Franchi (Trieste, ‘78), è stato coordinatore di due riviste letterarie indipendenti Ouverture e Die Wunderwagen. Tra il 2003 e il 2006 è stato responsabile del portale di comunicazione e critica letteraria e dello spettacolo lankelot.com, dove ha scritto recensioni di libri, film e dischi e pubblicato racconti. Quindi ha rifondato il sito collettivizzato lankelot.eu.
Ha cambiato spesso lavoro. Dal 2005 è redattore di “Vetrine”. Vive a Roma, e parla molto di Roma.
I racconti contenuti in Disorder, pur non essendo tutti del livello di “Parco”, ovvero di livello altissimo, espongono tutti quanti una linea caratteristiche di scrittura originali e convincenti. Gli scritti sono costruiti nei balzi di musiche, di canzoni, a volte solamente di voci. Solo di corde vocali che toccano e spremono, acchiappano per far sentire meglio. Ma questi mattoni scheggiati di Franchi possono tranquillamente essere un romanzo, nel senso che sono pezzi di un tale Guido Orsini (somigliante forse molto – o troppo - all’autore). A un certo punto si sente, addirittura, un cambio di ritmo; si prende un tono più spericolato. “Impazzisce il linguaggio, si libera, si abbandona, diventa uno scatto verso l’arrivo, diventa un attacco alle solitudini nostre quotidiane, scivola, rotola, si insinua, ti salta addosso. Accade, non so neanche dire come, o perché”. Così afferma, per esempio Francesca Mazzucato.
Lo stile di Gianfranco Franchi è tatuato da mancamenti. Insomma, a un certo punto della frase può capitare che manchi una parola. Trovata pizzicante. La narrazione ha bisogno di questi frammenti di disperazione. Il narrato non risente di tagli, perché tagli infondo non sono. Infatti il termine cha manca lo conosci. E lo vedi.
Disorder. unknown pleasures di Gianfranco Franchi, Edizioni Il Foglio (Piombino, 2006), pag. 120, euro 10.00.
franco
02 ott 2006 - 12:49 - #1Gentile Nunzio Festa, grazie davvero per la lettura e per lo spazio che ha voluto dedicare al libro. Le segnalo - deformazione professionale - due errori di battitura; “Giudo” va sostituito con “Guido” Orsini (ma quel Giudo a un Lankelot non dispiace) e “Parlo” è probabilmente “Pelle”.
Ciò detto - grazie ancora, grazie infinite. Molto felice per le sue parole d’apprezzamento, la saluto e la omaggio.
Nunzio Festa
02 ott 2006 - 14:55 - #2invece intendevo Parco
Comunque grazie a lei.
b!
Nunzio Festa
franco
02 ott 2006 - 16:27 - #3“Parco” è una sintesi credibile dello spirito di Disorder. E’ stato scritto in un momento decisivo. Giusto rilievo.
Grazie ancora, davvero. gf
Ousider
28 ott 2006 - 14:02 - #4Non riesco proprio a comprendere come si possa considerare spigoloso e raffinato un libro così noioso. Per non parlare del progetto lankelot.eu: patetica accozzaglia di banalità e di luoghi comuni.
franco
18 nov 2006 - 14:02 - #5Ciao, Outsider. Questo commento qualifica il tuo stato d’animo. Stacci bene.
franco
23 nov 2006 - 21:34 - #6E se ti capita - la prossima volta che vieni cancellato da un sito - non fare queste rappresaglie ridicole. Mona.