Alberto Calligaris: intervista del Caspio


Alberto Calligaris vive in Cornovaglia. Di lavoro fa il giardiniere. Prima di potare arbusti e scolpire siepi, alloggiava nei pressi di Udine. Là scriveva libri per gli altri. E' stato campioncino di arti marziali, esploratore, giornalista e headhunter. Blogger a giorni alterni (nel senso che apre e chiude blog alla velocità con cui in Cornovaglia cambia il tempo), nonostante il parere contrario di moglie e figli, coltiva anche un sogno nel cassetto: diventare un fotomodello professionista.


Nel 2006 ha pubblicato "Poesie d'amore per donne ubriache". Tra oggi e domani uscirà il romanzo "Il volo delle anatre a rovescio" per Newton Compton. Trovatosi a Baku per contrattare l'acquisto di misteriosi fiori mediorientali da importare nella Grande Bretagna, non è sfuggito al nostro inviato in loco.



Le idee migliori vengono nei momenti peggiori. Capita più spesso che la sorprendano dal lattaio, colle terga sulla tazza o sotto le coperte proprio quando ha appena spento la luce?
Assolutamente no. Scrivere è il risultato di un lavoro mentale preciso e costante e non affido nulla al caso. Per quanto riguarda le idee o ce le hai o non ce le hai, e devi averle tutte prima di scrivere.

Quali fra queste "donne della politica" potrebbe trovare spazio in uno dei suoi romanzi (Rosy Bindi, Angela Finocchiaro, Paola Binetti)?
La politica mi annoia e scrivere per annoiare lo lascio ad altri.

Camillo Ruini, Totò Cuffaro, Claudio Amendola: di chi non scriverebbe mai una biografia, nemmeno se la strapagassero per farlo?
Ho sprecato troppo tempo a scrivere libri per altri, basta.

Dica la verità: lei, a Dario Fo, il Nobel glielo avrebbe dato?
Non mi meraviglio più dall’anno in cui il Nobel l’ha vinto Gabriel Garcìa Marquez.

Italia, paese di santi, poeti ed editori: quale il più antipatico e radical-chic, quale il più politicamente corretto, quale il più laidamente commerciale?
Ho talmente fame che divido solo tra commestibile e non commestibile, e non sempre.

Sicché lei vive in Cornovaglia e fa il giardiniere: se io le dico che vivo in giardino mi manda a cagare?
Mi piacciono i telepatici, risparmio tempo.

Fra i suoi stimatissimi colleghi, qual è il più sopravvalutato?
La mia lontananza dal panorama letterario italiano contemporaneo è tale da rasentare l’ignoranza pura. Per cui immagino Carducci.

La prima volta, dal primo editore… insomma, a lei, chi l'ha raccomandata?
La raccomandazione funziona quando qualcuno ti offre un po’ del suo potere in cambio della tua giovinezza. Io chiesi a chiunque in giro ma apparentemente della mia giovinezza non gliene fregava un cazzo a nessuno. Per cui mai raccomandato.

Secondo lei chi è più bello fra Clemente Mastella, Antonio Di Pietro e Inge Feltrinelli?
La bellezza è direttamente proporzionale al potere, per cui Inge Feltrinelli.

Con chi non uscirebbe a cena fra Sergio Fanucci, Elido Fazi e Urbano Cairo?
Se un editore mi invita a cena è perché pensa con me di aumentare le vendite, e io da brava puttana intellettuale non guardo in copertina a nessuno.

D'Annunzio prima di scrivere spargeva a terra petali di rosa. Lei almeno il pigiama se lo toglie?
Prima di scrivere io spargo a terra una confezione gigante di corn flakes, a ognuno il proprio stile.

E' a un bivio: o mi confida il titolo del suo prossimo romanzo, oppure mi dice perché le sto così sulle balle!
I romanzi ci sono ma mancano i contratti. Quando arrivano i contratti arriveranno anche i titoli.

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