#Classicidaleggere: i consigli di lettura di Twitter

L'hashtag proposto da Massimo Beccarelli spopola sul Web, creando una lista di libri che secondo gli utenti Twitter non possono mancare nella propria libreria.

Partito come un gioco, in pochi giorni ha spopolato su Twitter. L'hashtag #classicidaleggere, lanciato dal professore di Lettere di Borgotaro Massimo Beccarelli, già promotore di iniziative social di questo genere, è diventato un fenomeno di massa, attirando i vari "cinguettatori" a twittare e suggerire agli altri in soli 140 caratteri il libro che secondo loro deve assolutamente essere letto nella vita.

L'elenco che ne è venuto fuori è interessante e molto insolito. Nella lista infatti troviamo gli immancabili classici per eccellenza, come "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen o "Dracula" di Bram Stoker, o ancora "I dolori del giovane Werther" di Goethe. Qualcuno si spinge un po'più in là e propone "Tropico del Cancro", romanzo cult del XX secolo scritto da Henry Miller. Ci sono poi utenti che suggeriscono autori famosi, ma propongono opere più defilate rispetto a quelle che solitamente vengono annoverate tra i classici: è il caso de "Il libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa e di "Lettera al padre" di Kafka.

Nel panorama letterario italiano spuntano titoli come "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello, o "La Divina Commedia" di Dante Alighieri, ma i gusti dei lettori sono così disparati da consigliare letture molto poco convenzionali. Così un utente suggerisce "Quel pasticciaccio brutto de via Merulana" di Gadda, mentre altri offrono un'insolita tripletta: "Lo Zibaldino" di Giovannino Guareschi, "Sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi e "Malombra" di Antonio Fogazzaro.
Non solo romanzo: libri di poesie - vince Neruda con "Venti poesie d'amore e una canzone disperata" - e saggi che propongono uno sguardo critico alla modernità, come "Filosofia del denaro" di Vittorio Mathieu, "Avere o Essere?" del tedesco Eric Fromm e in forma più romanzata troviamo anche "Quaderni di Serafino Gubbio Operatore", per la sua "acuta riflessione sui valori dell’uomo al tempo della tecnologia". E c'è anche chi suggerisce, tra i vari libri da tenere sempre a portata di mano, la Costituzione italiana.

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